mercoledì, Gennaio 7, 2026

L’Albero vagabondo contro l’abbandono dei rifiuti

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AVELLINO: RIPARTE IL PROGETTO “L’ALBERO VAGABONDO” CONTRO L’ABBANDONO DEI RIFIUTI. IL 2 GENNAIO 2026 UNA NUOVA INIZIATIVA DI EDUCAZIONE AMBIENTALE LUNGO IL FIUME FENESTRELLE

L’Albero vagabondo: un progetto che torna dopo sei anni di stop

Il 2 gennaio 2026 riprende ad Avellino il percorso de L’Albero Vagabondo®, progetto di educazione ambientale e arte partecipata nato nel 2008 per contrastare l’abbandono dei rifiuti e coinvolgere i bambini nella cura del territorio. L’iniziativa segna la ripartenza ufficiale dopo una lunga interruzione iniziata nel periodo della pandemia.

Questa mattina, all’ex Cinema Eliseo, si è tenuta la Festa del Colore, evento aperto e gratuito inserito nei Laboratori del Festival delle fiabe del Comune di Avellino. La rassegna è finanziata dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia della presidenza del Consiglio dei ministri e proseguirà fino al 6 gennaio.

E’ interveuto Giovanni Spiniello, artista e autore della scultura itinerante dello Spirito del Re Albero, che guiderà le attività con i bambini. La Festa del Colore torna dopo sei anni di pausa.

Albero vagabondo: dal laboratorio all’azione sul territorio

Come già avvenuto nelle edizioni precedenti, i disegni realizzati dai bambini non resteranno confinati allo spazio laboratoriale. Al termine dell’evento, le opere verranno installate in prossimità di alcuni punti di abbandono dei rifiuti lungo il fiume Fenestrelle, nel territorio urbano e periurbano di Avellino.

Si tratta di una pratica già sperimentata nel 2015, quando il progetto aveva promosso un’installazione artistica sulle rive del Fenestrelle per richiamare l’attenzione sul degrado ambientale dell’area. A distanza di quasi dieci anni, la situazione non risulta sostanzialmente migliorata.

Qui il video su YouTube.

Il fiume Fenestrelle: un corso d’acqua fragile e trascurato

Il Fenestrelle è un piccolo corso d’acqua che attraversa l’area urbana di Avellino e confluisce nel fiume Sabato. In origine elemento centrale del paesaggio cittadino, nel tempo è stato progressivamente marginalizzato, in parte coperto e in parte relegato a canale di scolo.

Il tratto che interessa la città e le aree limitrofe è caratterizzato da argini artificiali, vegetazione spontanea e spazi residuali, spesso utilizzati come luoghi di abbandono di rifiuti ingombranti e materiali di scarto. Elettrodomestici dismessi, pneumatici, inerti e rifiuti domestici sono una presenza ricorrente, nonostante i periodici interventi di pulizia.

Il Fenestrelle rappresenta un esempio emblematico di come molti corsi d’acqua minori del Mezzogiorno siano diventati invisibili dal punto di vista urbano e gestionale, pur continuando a svolgere un ruolo idrologico e ambientale rilevante.

Così lo Spirito del Re Albero ha aspettato che la gente cambiasse, si modificasse, migliorasse, ma il tempo passava e invece di migliorare tutto è diventato sempre più grigio e allora, per il 2 gennaio, L’Albero Vagabondo invita tutti i bambini a leggere la sua favola sul sito e a ribellarsi a questa visione di un mondo indifferente e immodificabile che i grandi vogliono lasciargli 

La situazione ambientale in Irpinia

L’Irpinia è spesso associata a un’immagine di territorio interno, montano e relativamente integro dal punto di vista naturalistico. Accanto a vaste aree boscate e agricole, però, persistono criticità ambientali diffuse, in particolare legate alla gestione dei rifiuti, all’abbandono illecito e alla frammentazione degli interventi di bonifica.

Le aree fluviali e i margini urbani risultano tra i contesti più esposti al degrado. La mancanza di una manutenzione costante, unita a comportamenti scorretti da parte dei cittadini e a controlli discontinui, contribuisce a trasformare questi spazi in zone di accumulo informale dei rifiuti.

In questo quadro, iniziative di educazione ambientale rivolte alle nuove generazioni vengono spesso utilizzate come strumenti di sensibilizzazione, ma faticano a produrre cambiamenti strutturali se non accompagnate da politiche pubbliche efficaci.

Non vogliamo più colori grigi, perché di pensieri tristi è pieno il mondo! Vogliamo, incantati, guardare i disegni e ascoltare, sospesi, le favole dei bambini, malgrado tutto emozionati dalla loro gioia e speranza. E, infine, danzare insieme, stanchi ma testardi, un’altra volta ancora, in un grande girotondo oggi, come allora, intorno all’Albero Vagabondo

Cos’è L’Albero Vagabondo®?

L’Albero Vagabondo® è un progetto didattico, artistico e informativo che utilizza l’arte partecipata come strumento di denuncia ambientale. Nato nel 2008 dalla favola Lo Spirito del Re Albero, scritta da Virginiano e illustrata da Giovanni Spiniello, il progetto ha coinvolto negli anni centinaia di bambini in Irpinia e fuori provincia.

Attraverso feste del colore, installazioni sui rifiuti, letture pubbliche e spettacoli, L’Albero Vagabondo ha attraversato scuole, comuni montani, festival e contesti urbani, portando l’attenzione sul tema dell’abbandono dei rifiuti e sulla responsabilità collettiva nella gestione del territorio.

L’Albero vagabondo riapre una questione irrisolta

La ripresa del progetto avviene in un contesto in cui molte delle criticità denunciate negli anni passati sono ancora presenti. Il ritorno della Festa del Colore ad Avellino non introduce elementi nuovi sul piano operativo, ma riporta al centro una questione che resta irrisolta: la difficoltà di tradurre la sensibilizzazione in comportamenti duraturi e in una gestione più efficace degli spazi pubblici.

Il coinvolgimento dei bambini resta il fulcro dell’iniziativa, ma il messaggio sotteso riguarda soprattutto il mondo adulto. Senza un cambiamento nei comportamenti quotidiani e senza interventi strutturali sulle aree degradate, il rischio è che le azioni simboliche continuino a ripetersi senza incidere sulle cause del problema.

Il 2 gennaio segna quindi non solo la ripartenza di un progetto storico, ma anche un nuovo momento di verifica dello stato ambientale del territorio avellinese e del ruolo che educazione, arte e politiche pubbliche possono giocare insieme.

Numero verde ONA

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