sabato, Febbraio 21, 2026

Antartide, il primo archivio mondiale della storia del clima

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IL 14 GENNAIO 2026 SEGNA UN TRAGUARDO STORICO PER LA SCIENZA DEL CLIMA E PER LA TUTELA DELLA MEMORIA AMBIENTALE DEL PIANETA. IN ANTARTIDE È STATO INAUGURATO L’ICE MEMORY SANCTUARY. IL PRIMO ARCHIVIO AL MONDO DESTINATO ALLA CONSERVAZIONE A LUNGHISSIMO TERMINE DELLE CAROTE DI GHIACCIO PROVENIENTI DAI GHIACCIAI MONTANI. UN PROGETTO SENZA PRECEDENTI PROMOSSO DALLA ICE MEMORY FOUNDATION. LA CERIMONIA INAUGURALE SEGUITA IN DIRETTA DA IL GIORNALE DELL’AMBIENTE

Nel cuore dell’altopiano antartico, alla Stazione italo-francese Concordia, preziosi campioni di ghiaccio che custodiscono la memoria dell’atmosfera del passato sono ora conservati in condizioni di sicurezza naturale, pensate per durare secoli.

Ice Memory: un progetto internazionale per salvare la memoria climatica

Il nuovo archivio segna una tappa fondamentale del progetto Ice Memory, avviato nel 2015 dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e dall’Università Ca’ Foscari Venezia. In collaborazione con CNRS (Centro Nazionale di Ricerca Scientifica in Francia), IRD (Istituto Ricerca per lo Sviluppo), Université Grenoble-Alpes in Francia e il Paul Scherrer Institute in Svizzera.

L’obiettivo è ambizioso e urgente:preservare le informazioni climatiche contenute nei ghiacciai montani. Questi ultimi sono sempre più minacciati dal riscaldamento globale, prima che scompaiano definitivamente.

Dalle Alpi all’Antartide: un viaggio lungo oltre 50 giorni

I primi due campioni archiviati, infatti, provengono da ghiacciai alpini in forte ritiro. In particolare, sono stati estratti nel 2016 dal Col du Dôme sul Monte Bianco e, successivamente, nel 2025 dal Grand Combin in Svizzera. Successivamente, questi campioni hanno affrontato un viaggio di oltre cinquanta giorni, a bordo della nave rompighiaccio italiana Laura Bassi, la quale era salpata da Trieste nell’ambito della 41ª campagna del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide.

Il trasporto, gestito dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS), a bordo della nave rompighiaccio Laura Bassi, ha mantenuto le 1,7 tonnellate di ghiaccio a una temperatura costante di -20 °C per tutta la durata del viaggio attraverso Mediterraneo, Atlantico, Pacifico, Oceano Meridionale e Mare di Ross.

Il 7 dicembre 2025 il carico ha raggiunto la Stazione Mario Zucchelli. Da qui, grazie a un volo speciale operato da ENEA senza riscaldamento nella stiva per preservare l’integrità dei campioni, le carote di ghiaccio sono state trasportate fino alla Stazione Concordia, situata a 3.233 metri di altitudine nel cuore del continente antartico.

L’intera operazione si è svolta nell’ambito del PNRA, finanziato dal ministero dell’Università e della Ricerca e coordinato scientificamente dal CNR. Con il supporto logistico di ENEA.: infatti lo station leader Riccardo Scipinotti ha accolto a Concordia l’arrivo delle due carote di ghiaccio insieme con rappresentanti delle altre istituzioni coinvolte nel progetto tra cui CNR e Università Ca’ Foscari di Venezia.

L’Ice Memory Sanctuary: una grotta di ghiaccio unica al mondo

Successivamente, i campioni sono stati collocati nell’Ice Memory Sanctuary, una struttura naturale scavata nel ghiaccio antartico, che misura 35 metri di lunghezza e circa 5 metri di altezza e larghezza; inoltre, è stata realizzata a circa 5 metri sotto la superficie, raggiungendo così una profondità totale di 9 metri.

La grotta, progettata dall’Unità Tecnica Antartica di ENEA in collaborazione con l’Istituto Polare Francese, non utilizza materiali da costruzione, non ha fondamenta né richiede sistemi di refrigerazione artificiale.

La conservazione è garantita dalle temperature naturali dell’Antartide, stabilmente intorno ai -52 °C durante tutto l’anno, proteggendo i campioni dalle fluttuazioni ambientali e dalle contaminazioni.

La realizzazione dell’archivio è avvenuta nel pieno rispetto del Protocollo di Madrid sulla protezione dell’ambiente antartico. La valutazione iniziale di impatto ambientale è stata approvata nel 2024 durante la 46ª riunione consultiva del Trattato Antartico.

Grazie al sostegno della Fondazione Principe Alberto II di Monaco, storico partner filantropico della Ice Memory Foundation, e dunque con un supporto fondamentale, l’Ice Memory Sanctuary rappresenta oggi, inoltre, una delle infrastrutture scientifiche più innovative e remote mai realizzate.

Carote di ghiaccio: vere capsule del tempo

Le carote di ghiaccio custodiscono gas atmosferici, aerosol, inquinanti e polveri rimasti intrappolati negli strati di ghiaccio per secoli e millenni. Si tratta di archivi climatici insostituibili, fondamentali per comprendere l’evoluzione del clima passato e migliorare le previsioni future.

Carlo Barbante, vicepresidente della Ice Memory Foundation e professore all’Università Ca’ Foscari Venezia, spiega che salvaguardare questi campioni significa offrire alle future generazioni la possibilità di studiare il passato con tecnologie che oggi ancora non esistono.

Ghiacciai in rapido declino: un’urgenza globale

Dal 2000 a oggi, i ghiacciai hanno perso tra il 2% e il 39% della loro massa a livello regionale e circa il 5% a livello globale. Una perdita che rischia di cancellare informazioni fondamentali per la comunità scientifica e per i processi decisionali, anche in ambito politico, come quelli supportati dall’IPCC.

In risposta a questa emergenza, quindi, la Ice Memory Foundation ha individuato ghiacciai a rischio di scomparsa e, di conseguenza, ha coordinato numerose campagne di perforazione a livello globale, coinvolgendo team scientifici provenienti da oltre tredici Paesi.

Un patrimonio dell’umanità sotto futura governance globale

Nei prossimi anni, decine di altre carote di ghiaccio provenienti da Ande, Pamir e Caucaso si uniranno a quelle già custodite a Concordia. Il patrimonio dell’Ice Memory Sanctuary è concepito come bene comune dell’umanità, destinato a essere protetto e reso accessibile secondo criteri scientifici, etici ed equi.

Durante il Decennio delle Nazioni Unite per l’Azione nelle Scienze della Criosfera, sarà definito un modello di governance internazionale per garantire trasparenza, accessibilità e tutela a lungo termine.

Un appello urgente alla comunità scientifica e politica

Per rispettare la roadmap del progetto, che prevede il campionamento di venti ghiacciai in venti anni, la Ice Memory Foundation, pertanto, invita la comunità scientifica globale, le istituzioni e i decisori politici a sostenere sia nuove campagne di perforazione sia, allo stesso tempo, l’espansione dell’archivio mondiale.

Anne-Catherine Ohlmann, direttrice della Ice Memory Foundation, afferma che salvare questi archivi di ghiaccio è sia una responsabilità scientifica, che un patrimonio per l’intera umanità.

Si tratta di un progetto che unisce scienza, cooperazione internazionale e responsabilità verso le generazioni future. Con l’obiettivo di preservare informazioni fondamentali sull’evoluzione climatica della Terra.

A cura di Rita Chessa e Gianni Avvantaggiato

Numero verde ONA

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