DOPO LA PERDITA DELLA COMPAGNA, ROJO HA POTUTO TORNARE A UNA VITA SOCIALE GRAZIE ALL’ARRIVO DI VENTI CONSPECIFICI DALL’OLANDA, IN UN CONTESTO CHE METTE IN RELAZIONE BIODIVERSITÀ, CRISI CLIMATICA E RESPONSABILITÀ UMANA
Per diverse settimane Rojo era rimasto solo. Alla fine di settembre, la scomparsa della sua compagna storica aveva interrotto un equilibrio sociale fondamentale per una specie spiccatamente gregaria come l’ibis scarlatto.
Una condizione che lo staff del Parco Natura Viva, di Bussolengo in provincia di Verona, ha affrontato con tempestività, avviando subito le procedure necessarie per ricostituire un gruppo numericamente e socialmente adeguato.
Nel giro di quattro settimane, venti ibis scarlatti provenienti dal Gaia Zoo di Kerkrade, nei Paesi Bassi, sono arrivati in Italia. Dopo i controlli sanitari di routine e il periodo di ambientamento, Rojo ha potuto riprendere una vita sociale completa, entrando a far parte di uno dei gruppi più numerosi presenti oggi nel nostro Paese.
Ibis scarlatti in Italia: una nuova voliera pensata per la vita di gruppo
I ventuno ibis scarlatti hanno trovato spazio in una nuova grande voliera a doppio livello, che si estende per oltre duecento metri quadrati. La struttura è stata progettata per rispondere alle esigenze comportamentali della specie, permettendo agli animali di muoversi sia al suolo, tra pozze d’acqua e aree umide, sia in altezza, tra tronchi e fronde.
Nei primi giorni, il gruppo ha mostrato un comportamento prudente, osservando dall’alto il nuovo ambiente prima di iniziare a esplorarlo completamente.
Un processo naturale di adattamento, che si è svolto senza criticità e senza differenze evidenti tra l’esemplare residente e i nuovi arrivati. L’auspicio dello staff è che gli ibis trovino confortevole anche l’area dedicata alla nidificazione, pensata come una vera e propria nursery per la deposizione delle uova e la crescita dei pulcini.
L’ibis scarlatto e gli ecosistemi più vulnerabili del pianeta
Il colpo d’occhio offerto oggi dal gruppo di ibis scarlatti è innegabile, ma la loro presenza racconta anche una storia che va oltre l’aspetto estetico. In natura, questa specie vive nelle zone umide costiere del Sud America orientale, ambienti tra i più ricchi di biodiversità e allo stesso tempo tra i più minacciati.
Dal 1970 a oggi si stima una perdita superiore al venti per cento delle zone umide globali, mentre circa un quarto di quelle rimaste si trova in condizioni ecologiche compromesse.
Lagune costiere, estuari, paludi salmastre e foreste di mangrovie rappresentano habitat fondamentali per l’ibis scarlatto, che vi trova il cibo sondando fango e acque basse con il caratteristico becco ricurvo e costruendo i nidi tra i rami.
Secondo Caterina Spiezio, responsabile della ricerca in ambito animale di Fondazione Zoom, la progressiva perdita di habitat interessa l’intero areale della specie, che si estende dalle isole caraibiche di Trinidad e Tobago fino al Brasile meridionale. La conversione del suolo legata alle attività umane resta il principale fattore di pressione, aggravato da una crisi climatica che continua a intensificare eventi estremi e alterazioni ambientali.
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Ibis scarlatti in Italia: una storia di conservazione, clima e benessere animale
La ricomposizione del gruppo di ibis scarlatti in Italia al Parco Natura Viva si inserisce in un quadro più ampio, che lega il benessere animale alla tutela degli ecosistemi.
Garantire condizioni sociali adeguate in ambiente controllato non significa isolare le specie dalla realtà naturale, ma mantenere viva l’attenzione sui contesti ambientali da cui dipendono.
La presenza di un gruppo stabile consente attività di osservazione, ricerca e sensibilizzazione, contribuendo a raccontare come la perdita di habitat, la riduzione delle zone umide e l’alterazione degli equilibri naturali abbiano conseguenze dirette sulla sopravvivenza delle specie.
In questo senso, la conservazione ex situ diventa uno strumento complementare alla protezione degli ambienti naturali, soprattutto quando questi risultano sempre più fragili.
Il Parco Natura Viva e il ruolo nella conservazione
Quello di Bussolengo è uno dei principali parchi faunistici italiani impegnati nella conservazione della biodiversità e nella divulgazione scientifica.
Nato come parco zoologico moderno, nel tempo ha sviluppato un approccio integrato che affianca il benessere animale alla ricerca, all’educazione ambientale e alla partecipazione a programmi internazionali di tutela delle specie minacciate.
Il parco collabora con reti europee per la conservazione ex situ, contribuendo a progetti di riproduzione controllata e gestione genetica delle popolazioni animali.
Accanto a questo, svolge un ruolo centrale nella sensibilizzazione del pubblico sui legami tra perdita di habitat, crisi climatica e declino della biodiversità, offrendo strumenti di conoscenza che permettono di comprendere come le scelte umane incidano direttamente sugli equilibri naturali.
L’ibis scarlatto: una specie legata alle zone umide
L’ibis scarlatto è una specie fortemente legata agli ecosistemi umidi costieri del Sud America orientale, dove vive in ambienti complessi come mangrovie, lagune, estuari e paludi salmastre. Si tratta di un uccello spiccatamente gregario, che basa gran parte del proprio benessere sulla vita di gruppo, sia per la ricerca del cibo sia per la riproduzione.
Il caratteristico piumaggio rosso intenso deriva dall’alimentazione, ricca di piccoli crostacei e organismi acquatici contenenti carotenoidi. La specie è oggi minacciata soprattutto dalla distruzione e frammentazione degli habitat, causata dalla conversione del suolo, dall’inquinamento e dall’innalzamento del livello del mare.
La progressiva scomparsa delle zone umide riduce drasticamente le possibilità di alimentazione e nidificazione, rendendo l’ibis scarlatto un indicatore sensibile dello stato di salute di questi ecosistemi, tra i più produttivi ma anche tra i più vulnerabili del pianeta.









