venerdì, Gennaio 30, 2026

Gary Snyder: dal 12 luglio in libreria “La pratica del selvatico”

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La storia di Gary Snyder

A cinquant’anni esatti dal conferimento del Premio Pulitzer, Gary Snyder – poeta, ecologista e figura chiave della Beat Generation – torna in libreria con “La pratica del selvatico” (Piano B Edizioni, 232 pagine, 18 euro), disponibile a partire dal 12 luglio in tutte le librerie italiane.

In questo testo denso e visionario, Snyder ci guida in un viaggio spirituale, intellettuale e materiale che intreccia il pensiero ecologico profondo, la pratica del buddismo Zen, l’alpinismo, la riflessione filosofica e il linguaggio poetico.

Il cuore pulsante del libro è la domanda su come possiamo abitare la Terra in modo autentico e rispettoso, non come padroni, ma come parte integrante di un sistema vivente più vasto.

La natura non è soltanto “la preservazione del mondo”, è il mondo

Con la lucidità di chi ha sempre vissuto in ascolto della natura, Snyder propone una visione radicale e insieme profondamente concreta: riscoprire il selvatico dentro e fuori di noi come fondamento di un’etica, di una cultura e persino di una civiltà. Questo implica un nuovo tipo di contratto naturale con gli oceani, l’aria, gli uccelli, un’alleanza che superi il concetto riduttivo di “risorse” per abbracciare quello di Beni Comuni.

“La pratica del selvatico” è un richiamo potente a vivere in modo creativo con la natura selvaggia, non come qualcosa da temere o addomesticare, ma da riconoscere come parte di una più ampia assemblea di esseri viventi e non viventi, un ordine sociale naturale che precede ogni codice umano.

Snyder, con il suo linguaggio poetico e radicale, suggerisce che non basta l’attivismo ambientale o il fervore politico: serve un lavoro più profondo, un radicamento nell’oscurità dell’inconscio, nelle zone selvagge della mente e dell’immaginazione. La cultura stessa ha un lato selvatico, e le arti – come parchi nazionali dell’anima – sono i territori in cui questa forza primordiale ancora sopravvive.

La mente profonda, l’inconscio, sono la nostra natura selvaggia

Attraverso il concetto di bioregionalismo, Snyder ci invita a tornare a un rapporto con i luoghi basato su esperienza, conoscenza e consapevolezza. Le vere “nazioni naturali” sono costituite da fiumi, pianure, montagne e valli: non linee sui confini, ma sistemi ecologici vivi, che chiedono attenzione e rispetto.

In un’epoca segnata dalla crisi climatica, dall’alienazione e dalla perdita di senso, “La pratica del selvatico” è un manifesto di resistenza spirituale e culturale. È un invito ad abbandonare il pensiero avido e distratto, che produce violenza non solo contro gli esseri viventi ma contro lo stesso spirito umano. È una chiamata, infine, a vivere con educazione e attenzione verso tutte le forme di vita.

“Abbiamo bisogno di una civiltà che possa vivere in modo pieno e creativo insieme alla natura selvaggia”, ha affermato Gary Snyder, poeta, saggista e attivista, una delle voci più limpide e autorevoli dell’ambientalismo poetico.
Con questo libro, tradotto per la prima volta in italiano in forma integrale, ci ricorda che tornare al selvatico non significa regredire, ma ritrovare un’intelligenza profonda, antica e ancora vitale.

Copertina del libro di Gary Snyder “La pratica del selvatico”

Numero verde ONA

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