sabato, Gennaio 10, 2026

Ucraina: una nuova raccolta fondi dell’Albero della Vita

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L’EMERGENZA UMANITARIA IN UCRAINA RESTA DRAMMATICA, SOPRATTUTTO PER I BAMBINI E LE FAMIGLIE. NELLE AREE PIÙ COLPITE, LA GUERRA HA RESO FRAGILI SANITÀ, SCUOLA E RETI DI PROTEZIONE. LA FONDAZIONE L’ALBERO DELLA VITA RAFFORZA IL PROPRIO IMPEGNO CON NUOVI PROGETTI INTEGRATI: SALUTE, PROTEZIONE ED EDUCAZIONE DIVENTANO LE LEVE PER DIFENDERE IL PRESENTE E COSTRUIRE FUTURO

Fondazione l’Albero della Vita: una nuova raccolta fondi

Nel cuore di un conflitto che da anni ridisegna confini, vite quotidiane e prospettive collettive, la risposta umanitaria non può limitarsi all’assistenza immediata. È su questo presupposto che la Fondazione l’Albero della Vita ha avviato nuovi interventi in Ucraina, intensificando le attività nelle zone più colpite e lanciando una raccolta fondi a sostegno dei bambini e delle loro famiglie.

Le azioni, sostenute dall’AICS, l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, puntano a ricostruire spazi di sicurezza e normalità in un contesto dove la guerra ha compromesso ogni equilibrio.

L’obiettivo è garantire condizioni minime di salute, istruzione e stabilità emotiva ai bambini colpiti dalla guerra. In uno scenario di crisi prolungata, questi elementi diventano infrastrutture essenziali, tanto quanto cibo e riparo, perché permettono alle comunità di resistere e non disgregarsi.

Salute: il sostegno al Regional Children’s Hospital

Uno dei cardini dell’intervento riguarda la salute. Nella città di Zaporižžja, il Regional Children’s Hospital rappresenta il principale presidio pediatrico della regione e un punto di riferimento per la salute materno-infantile.

In tempi ordinari, l’ospedale garantisce assistenza a oltre centomila bambini ogni anno. Oggi, però, la pressione del conflitto ha portato il sistema sanitario locale al limite delle proprie capacità.

La Fondazione ha concentrato qui una parte decisiva del proprio impegno, avviando una raccolta fondi finalizzata a garantire strumenti indispensabili per diagnosi rapide e cure adeguate. Dispositivi medici, sistemi di riscaldamento, apparecchiature per radiografie e risonanza magnetica fanno la differenza tra una cura tempestiva e un’attesa che può aggravare le condizioni dei piccoli pazienti.

Accanto all’acquisto di strumenti, l’intervento prevede supporto tecnico e formazione per il personale, oltre alla copertura dei costi di visite e medicinali per le famiglie più vulnerabili.

A questo si aggiunge l’attivazione di unità sanitarie mobili che garantiscono centinaia di visite domiciliari, distribuiscono kit medici e voucher sanitari a circa duemila persone, includendo anche un sostegno psicologico rivolto ai veterani. È un approccio che tiene insieme cura fisica e salute mentale, riconoscendo l’impatto profondo che il conflitto lascia su individui e comunità.

Antonio Bancora, direttore programmi della Fondazione, ha raccontato la propria esperienza diretta durante una missione sul campo. La visita al Regional Children’s Hospital, ha spiegato, ha mostrato insieme la sofferenza dei bambini e la dignità del personale sanitario, che continua a lavorare in condizioni estreme.

Protezione ed evacuazioni: ricostruire sicurezza per le famiglie

La seconda grande area di intervento riguarda la protezione delle persone più esposte. Nelle zone prossime alla linea del fronte, restare nelle proprie case non è più possibile per migliaia di famiglie. La Fondazione l’Albero della Vita opera in queste aree organizzando evacuazioni che hanno già coinvolto circa 3.750 persone, offrendo una via di fuga concreta dal rischio quotidiano.

Le famiglie evacuate vengono accolte in centri temporanei, dove trovano beni essenziali, supporto psicologico e assistenza legale per il riconoscimento dello status di sfollato interno. Particolare attenzione è rivolta ai minori, alle madri sole con bambini, agli anziani e alle persone con disabilità o condizioni mediche critiche, consentendogli di recuperare una parvenza di normalità lontano dalla violenza.

Il progetto include anche la distribuzione di materiali di prima emergenza e kit invernali, che hanno già raggiunto seicento famiglie, oltre a interventi di protezione mirata nei distretti più esposti.

Educazione in sicurezza

In un conflitto prolungato, la scuola diventa uno dei luoghi più difficili da difendere. In molte aree, gli edifici scolastici tradizionali non offrono più garanzie di sicurezza, costringendo bambini e ragazzi a rinunciare allo studio o a seguire percorsi frammentari.

Nella regione di Zaporižžja, la Fondazione ha scelto di intervenire riabilitando quattro scuole sotterranee, pensate come ambienti protetti dove i bambini possono tornare a imparare, giocare e socializzare.

Questi spazi non sono semplici aule di emergenza. Vengono allestiti con infermerie, aree ricreative e caffetterie, e sono progettati per accogliere oltre seimila studenti. Le attività includono percorsi di recupero personalizzati per colmare le lacune formative, laboratori ricreativi e programmi di supporto psicosociale. Restituire una routine, anche in condizioni straordinarie, è fondamentale per lo sviluppo emotivo e cognitivo dei bambini.

In questo senso, l’educazione diventa una forma di protezione a lungo termine: non solo mette al sicuro i minori, ma preserva la loro capacità di immaginare un futuro diverso, mantenendo viva la curiosità e la fiducia negli adulti e nelle istituzioni.

Inclusione precoce: il progetto per i bambini con disabilità a Odessa

Tra i nuovi progetti avviati, uno dei più delicati riguarda la regione di Odessa. Qui la Fondazione ha dato vita a un’iniziativa dedicata ai bambini da zero a tre anni con disabilità fisiche e cognitive, una fascia spesso esclusa dai percorsi educativi e riabilitativi, soprattutto in contesti di guerra. Il progetto si sviluppa in collaborazione con nove centri di intervento precoce, dentro e fuori l’area urbana.

L’obiettivo è fornire materiali, arredi e strumenti educativi e sanitari per creare spazi inclusivi, dove ogni bambino possa crescere e sviluppare le proprie potenzialità. Accanto a questo, sono previste attività di formazione per le famiglie, visite domiciliari e voucher per garantire screening e diagnosi precoci, spesso troppo costose o difficili da raggiungere.

In un contesto segnato dall’instabilità, investire sull’intervento precoce significa ridurre disuguaglianze che, altrimenti, rischiano di diventare permanenti.

Tra i progetti in partenza, nella regione di Odessa la Fondazione ne ha avviato uno dedicato ai bambini da 0 a 3 anni con disabilità fisiche e cognitive, una fascia d’età spesso esclusa dai percorsi educativi e riabilitativi

Fondazione l’Albero della Vita: un appello alla responsabilità collettiva

La raccolta fondi lanciata dalla Fondazione l’Albero della Vita si inserisce in questo quadro complesso. Sostenere il Regional Children’s Hospital di Zaporižžja significa contribuire a mantenere in vita un presidio essenziale per migliaia di bambini, in una regione dove ogni giorno l’ordinario si trasforma in emergenza.

Ma significa anche affermare un principio più ampio. Anche in guerra, la tutela dell’infanzia resta una priorità non negoziabile.

Gli interventi descritti mostrano come l’azione umanitaria possa tenere insieme risposta immediata e visione di lungo periodo. Salute, protezione ed educazione non sono compartimenti separati, ma parti di un’unica strategia che mira a difendere la dignità delle persone e la possibilità di ricostruire comunità resilienti.

In un contesto dove il rischio è l’assuefazione al conflitto, queste azioni ricordano che ogni scelta di solidarietà è anche una scelta di futuro.

Che cos’è la Fondazione l’Albero della Vita

La Fondazione l’Albero della Vita è un’organizzazione italiana attiva dal 1997 nella tutela dei diritti dell’infanzia e nel sostegno alle famiglie in condizioni di vulnerabilità, in Italia e all’estero. La sua azione si sviluppa lungo un approccio integrato che unisce interventi di emergenza, protezione sociale, educazione e sviluppo comunitario.

Nei contesti di crisi umanitaria, come quello ucraino, la Fondazione opera per garantire risposte immediate ai bisogni essenziali, ma anche per costruire percorsi di medio e lungo periodo capaci di rafforzare la resilienza delle comunità.

Bambini, adolescenti e nuclei familiari fragili sono il fulcro di ogni progetto, con una particolare attenzione agli aspetti psicosociali, educativi e sanitari, considerati elementi imprescindibili per una ripresa autentica e duratura.

Il legame tra raccolta fondi, ambiente e salute

La guerra in Ucraina ha prodotto, oltre a una crisi umanitaria, una grave emergenza ambientale, con territori contaminati, infrastrutture danneggiate, sistemi idrici compromessi e un aumento dell’esposizione delle popolazioni a rischi sanitari legati allinquinamento ambientale.

In questo contesto, sostenere ospedali pediatrici, unità sanitarie mobili e spazi educativi sicuri significa anche intervenire sugli effetti ambientali del conflitto sulla salute umana. La qualità dell’aria, dell’acqua e degli spazi di vita influisce direttamente sul benessere dei bambini, soprattutto in aree colpite da bombardamenti e distruzione industriale.

L’intervento umanitario si inserisce nel paradigma One Health, che riconosce l’interdipendenza tra salute delle persone, degli ecosistemi e delle comunità. Proteggere i bambini ucraini oggi significa anche ridurre gli impatti di un ambiente degradato sulla loro crescita, prevenire malattie legate a contaminazioni e garantire spazi di apprendimento e cura più sicuri.

Numero verde ONA

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