sabato, Febbraio 21, 2026

Rischio sismico: sicurezza, energia e rigenerazione urbana

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IL RISCHIO SISMICO CONTINUA A PESARE IN MODO STRUTTURALE SUL PATRIMONIO EDILIZIO ITALIANO. CON COSTI ECONOMICI E SOCIALI CHE SUPERANO I QUATTRO MILIARDI DI EURO ALL’ANNO. UNA NUOVA MAPPATURA NAZIONALE MOSTRA COME SICUREZZA STRUTTURALE, TRANSIZIONE ENERGETICA E QUALITÀ DELL’ABITARE NON POSSANO PIÙ ESSERE AFFRONTATE SEPARATAMENTE. L’OCCASIONE DELLA DIRETTIVA CASE GREEN E DEL PNRR IMPONE UNA STRATEGIA INTEGRATA, CAPACE DI UNIRE PREVENZIONE SISMICA, EFFICIENTAMENTO ENERGETICO E RIGENERAZIONE URBANA

Prevenzione sismica: il peso economico del rischio sugli edifici

Il rischio sismico rappresenta una delle fragilità strutturali più rilevanti del territorio italiano. Non solo in termini di sicurezza delle persone, ma anche di sostenibilità economica e ambientale.

Secondo le stime più recenti, il solo rischio sismico sugli edifici residenziali pesa quasi quattro miliardi di euro l’anno. Una cifra che fotografa il costo ricorrente della mancata prevenzione.

A essere maggiormente esposto è un patrimonio edilizio spesso datato, costruito prima dell’introduzione delle normative antisismiche moderne e concentrato in aree ad alta pericolosità.

Lombardia, Piemonte e Sicilia risultano le regioni con il maggior numero di edifici residenziali in classe di rischio elevato, mentre Sicilia, Calabria ed Emilia-Romagna presentano livelli di rischio complessivo particolarmente critici.

Questi numeri restituiscono una realtà che va oltre l’emergenza episodica del terremoto. Il rischio sismico è una condizione permanente, che incide sulla qualità dell’abitare, sul valore degli immobili, sulla resilienza delle comunità e sulla capacità dei territori di affrontare il futuro.

Prevenzione sismica in Italia: una nuova mappatura per conoscere e programmare

Proprio dalla necessità di superare una logica emergenziale nasce il nuovo modello di mappatura del territorio italiano. Presentato in occasione dell’VIII Giornata Nazionale della Prevenzione Sismica.

L’analisi, sviluppata dal Dipartimento Casa Italia in collaborazione con Plinivs Aps e coordinata dal professor Giulio Zuccaro dell’Università di Napoli, integra rischio sismico, idrogeologico, climatico e consumo energetico del patrimonio immobiliare.

Il modello utilizza dati provenienti da Ingv e Istat per costruire mappe di rischio su celle territoriali di un chilometro quadrato, consentendo una valutazione puntuale di pericolosità, esposizione e vulnerabilità degli edifici. Questo approccio permette di passare da stime generiche a strumenti operativi, utili per definire priorità di intervento e orientare gli investimenti pubblici e privati.

La conoscenza diventa così il primo atto di prevenzione. Senza una mappatura aggiornata e integrata, ogni politica di riqualificazione rischia di disperdere risorse e di produrre risultati parziali.

L’Italia è un paese sismico: quanto e perché

L’Italia è uno dei Paesi europei con la più alta esposizione al rischio sismico, a causa della sua posizione geologica e della diffusione di un costruito storico spesso fragile. Oggi si stima che circa diciotto milioni di edifici necessitino di interventi antisismici urgenti, mentre milioni di persone vivono in abitazioni che non garantiscono livelli adeguati di sicurezza.

Il problema non riguarda soltanto le aree tradizionalmente considerate sismiche. La distribuzione del rischio è disomogenea e coinvolge anche territori percepiti come marginalmente esposti, ma caratterizzati da un’edilizia vulnerabile. Questa combinazione rende il rischio sismico una questione nazionale, che incrocia politiche abitative, ambientali e sociali.

La prevenzione sismica, inoltre, ha un impatto diretto sulla sostenibilità ambientale: ogni edificio che crolla o viene gravemente danneggiato genera consumo di risorse, emissioni legate alla ricostruzione e perdita di capitale materiale e culturale. Prevenire significa quindi anche ridurre l’impronta ecologica delle emergenze.

Direttiva Case Green e prevenzione sismica

Il recepimento della Direttiva Case Green rappresenta una finestra strategica per affrontare in modo integrato sicurezza strutturale ed efficientamento energetico. L’obiettivo europeo di ridurre drasticamente i consumi energetici degli edifici entro il 2030 impone interventi diffusi su milioni di immobili, pubblici e privati.

Secondo le stime, cinque milioni di edifici privati e oltre cinquecentomila edifici pubblici dovranno essere riqualificati dal punto di vista energetico, con una riduzione dei consumi pari almeno al 55 per cento. Separare questi interventi da quelli antisismici significherebbe duplicare costi, tempi e disagi, perdendo un’occasione storica.

Accoppiare efficientamento energetico e prevenzione sismica consente invece di ottimizzare gli investimenti, migliorare le prestazioni complessive degli edifici e aumentare la sicurezza delle persone. È una scelta tecnica, ma anche politica e ambientale.

Le lezioni del Superbonus e i limiti di un approccio frammentato

L’esperienza del Superbonus ha mostrato con chiarezza cosa accade quando manca una strategia integrata: secondo un’analisi della Fondazione Inarcassa su dati Enea, solo il 40 per cento degli interventi realizzati con il Superbonus ha interessato le zone sismiche 1 e 2, quelle a più alto rischio, e solo una quota minima ha incluso la messa in sicurezza antisismica.

Questo squilibrio ha prodotto un miglioramento energetico diffuso, ma ha lasciato irrisolto il nodo della sicurezza strutturale. Un’occasione mancata, che oggi diventa un monito per il recepimento della Direttiva Green e per la programmazione delle risorse del PNRR.

Gli studi presentati da Mauro Dolce, presidente del Consorzio ReLuis, dimostrano che interventi combinati possono migliorare la classe di rischio sismico ed energetico di un edificio in modo significativo, con costi sostenibili e benefici moltiplicati nel tempo.

Programmare la prevenzione per ridurre costi e disuguaglianze

La prevenzione sismica programmata è l’unica strada percorribile per ridurre i costi sociali ed economici delle emergenze. Intervenire prima significa spendere meno rispetto alla ricostruzione, tutelare il patrimonio culturale e ridurre le disuguaglianze territoriali che emergono dopo ogni sisma.

Come ha sottolineato Andrea Di Maio, presidente della Fondazione Inarcassa, dotare il decisore pubblico di strumenti conoscitivi avanzati consente di pianificare gli interventi secondo una logica di priorità, rispondendo a esigenze combinate e massimizzando i benefici dell’investimento.

La prevenzione diventa così una politica ambientale a tutti gli effetti, capace di coniugare sicurezza, efficienza energetica e qualità della vita.

Rigenerazione urbana e benessere collettivo

Per architetti e pianificatori, la sfida non riguarda solo i singoli edifici, ma l’intero sistema urbano. Prevenzione sismica ed efficientamento energetico devono essere inseriti all’interno di politiche di rigenerazione che tengano insieme spazio pubblico, ambiente, innovazione tecnologica e identità culturale.

Dalla conoscenza all’azione

L’VIII Giornata Nazionale della Prevenzione Sismica ha ribadito un messaggio chiaro: senza conoscenza non può esserci prevenzione, e senza prevenzione non può esserci sostenibilità: la nuova mappatura del territorio rappresenta un passo avanti decisivo, ma richiede scelte politiche coerenti e una visione di lungo periodo.

Integrare sicurezza strutturale, transizione energetica e rigenerazione urbana non è più un’opzione. È una necessità ambientale, sociale ed economica, che riguarda il presente e il futuro delle comunità italiane.

 La Giornata, infine, nella sua sessione istituzionale ha visto, oltre alla partecipazione dei principali Ministri nazionali con competenza in materia di prevenzione del rischio sismico e sicurezza energetica, il coinvolgimento degli attori istituzionali della Commissione e Parlamento europei, dei referenti del Dipartimento di Protezione Civile, del Dipartimento Casa Italia, della Autorità e Agenzie indipendenti

Rigenerare significa creare città più sicure, ma anche più vivibili, capaci di favorire socialità, benessere e resilienza climatica. In questo senso, la prevenzione sismica diventa parte integrante di una visione ambientale ampia, che considera la città come un ecosistema complesso.

Numero verde ONA

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