COSTRUIRE UN SISTEMA DI TRASPORTI PIÙ INCLUSIVO, FLESSIBILE E ATTENTO ALLE DIFFERENZE DI GENERE È POSSIBILE. È QUESTO IL MESSAGGIO AL CENTRO DEL CONVEGNO “DONNE E MOBILITÀ. POLITICHE PER LA PARITÀ, LE PROFESSIONI E L’INNOVAZIONE”, SVOLTOSI A BOLOGNA IL 20 GENNAIO 2026.
Nel corso dell’incontro è stato presentato il Position Paper “Elementi per una Carta della Mobilità delle Donne”. Un documento di indirizzo pensato per avviare un confronto strutturato tra istituzioni, aziende e operatori del settore. L’obiettivo è quello di ripensare la mobilità urbana e valorizzare il ruolo delle donne nelle professioni del trasporto.
Un documento condiviso per ripensare la mobilità
L’iniziativa è stata promossa da Roma Servizi per la Mobilità, Isfort, TRT, Associazione Sipotra, Associazione FederMobilità, ASSTRA e TPER SpA, con l’adesione di circa venti aziende, associazioni e realtà operative nel campo della mobilità e delle politiche di genere.
Il Position Paper nasce dall’analisi delle esperienze già in atto e dai percorsi avviati per la certificazione della Parità di Genere (UNI PdR 125/2022), ponendo le basi per una visione sistemica capace di integrare pari opportunità, innovazione e sicurezza.
Mobilità e gender gap: cosa dicono i dati
Durante le sessioni di lavoro, relatrici e relatori hanno discusso i dati che descrivono il divario di genere nella mobilità, nella percezione della sicurezza e nel mercato del lavoro del settore trasporti.
Secondo lo studio presentato, la domanda di mobilità femminile in Italia risulta più frammentata e flessibile rispetto a quella maschile, ancora fortemente legata a modelli di pendolarismo tradizionali.
I dati dell’Osservatorio Audimob di Isfort mostrano che:
- il 34,4% degli spostamenti delle donne è legato alla gestione familiare, contro il 27,1% degli uomini;
- le donne utilizzano più frequentemente forme di mobilità sostenibile (34,5%), come il trasporto pubblico (8,5%) e gli spostamenti a piedi (23%);
- persiste un forte divario nell’accesso al lavoro: solo il 23,1% degli spostamenti femminili è motivato da ragioni professionali, contro il 31% di quelli maschili.
Sul fronte della sicurezza stradale, i dati ISTAT 2024 indicano che su 3.030 vittime di incidenti stradali, oltre l’80% sono uomini, mentre il 19,9% sono donne.
Sicurezza e spazio pubblico: colmare il “gender data gap”
Uno dei nodi centrali del Position Paper riguarda la sicurezza percepita. Le statistiche ISTAT evidenziano che le donne hanno una probabilità doppia rispetto agli uomini di sentirsi insicure quando si muovono da sole la sera.
Questa percezione influisce direttamente sulle scelte di spostamento, portando molte donne a rinunciare al trasporto pubblico nelle ore notturne, spesso a favore dell’auto privata.
Il documento attesta come la pianificazione urbana del passato sia stata costruita su una presunta neutralità di genere, trascurando elementi essenziali come illuminazione, visibilità, accessibilità e qualità dello spazio pubblico.
Le professioni STEM – Science, Technology, Engineering, Mathematics
Il nesso tra lavoro, mobilità e professioni STEM si evidenzia nel fatto che i settori dei trasporti e della logistica stanno attraversando una profonda trasformazione tecnologica.
Le competenze scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche sono sempre più richieste per progettare sistemi di trasporto efficienti, sicuri e sostenibili. La mobilità riguarda sia lo spostamento di persone e merci. Ma anche la gestione intelligente delle infrastrutture, l’automazione dei mezzi, la pianificazione di reti e la digitalizzazione dei processi logistici.
In questo contesto, i professionisti STEM sono fondamentali per introdurre soluzioni innovative, rendere i servizi più sicuri ed efficienti e promuovere pratiche sostenibili. Il collegamento con il lavoro e l’inclusione femminile diventa evidente considerando la bassa presenza delle donne nel settore: favorire l’accesso alle carriere STEM, come dimostrano progetti come Women in Motion del Gruppo FS e la rete Capo D di TPER, contribuisce a rendere il settore più inclusivo e capace di innovare.
Il settore dei trasporti e della logistica resta fortemente sbilanciato: la presenza femminile si ferma intorno al 22%, con percentuali ancora più basse nei ruoli operativi e decisionali.
Tuttavia, alcune esperienze dimostrano che il cambiamento è possibile. Progetti come Women in Motion del Gruppo FS o la rete Capo D di TPER evidenziano come politiche di welfare, certificazioni di genere e orientamento verso le carriere STEM possano favorire inclusione e innovazione.
Verso una Carta della Mobilità delle Donne
Il convegno ha posto le basi per la definizione di una Carta della Mobilità delle Donne, fondata su azioni concrete rivolte a istituzioni, aziende e decisori pubblici. Tra le principali proposte c’è quella di rafforzare la raccolta di dati disaggregati per genere sui comportamenti di mobilità. Oltre a definire criteri di progettazione dello spazio pubblico basati su visibilità, sicurezza e accessibilità universale. Un altro aspetto importante è quello di sviluppare servizi più flessibili e innovativi, come tariffe dinamiche, sistemi pay-as-you-go e fermate a richiesta nelle ore notturne. E introdurre incentivi per le aziende che adottano politiche di parità e ottengono la certificazione di genere.
Mobilità come strumento di equità
La mobilità è a tutti gli effetti, uno strumento di democrazia e inclusione. Progettare città e sistemi di trasporto che funzionino per le donne significa creare ambienti più sicuri e accessibili per l’intera comunità: bambini, anziani e persone fragili.





