IL CARBON FARMING RENDE PIU’ SOSTENIBILE L’AGRICOLTURA, PERCHÈ PERMETTE DI ASSORBIRE IL CARBONIO CON LA COLTIVAZIONE MIRATA. L’ITALIA HA ISTITUITO UN REGISTRO AD HOC
Carbon farming significa “agricoltura del carbonio”. Si tratta di una pratica che permette l’assorbimento della CO2 dall’atmosfera incrementando colture specifiche e forestazione.
L’Italia ha istituito, nei mesi scorsi, un registro ad hoc: il Registro pubblico dei crediti di carbonio. Si tratta di crediti generati su base volontaria dal settore agroforestale nazionale, istituito presso il CREA (art. 45 D.L. 24-2-2023 n. 13, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 aprile 2023). Tale registro consente quindi agli agricoltori di commercializzare gli sforzi compiuti nell’assorbimento di CO2.

Carbon farming: di cosa parliamo esattamente?
Il carbon farming consiste in una serie di pratiche efficaci per la cattura dell’anidride carbonica dall’atmosfera. Così facendo si immagazzina nel suolo o nella biomassa: una pratica che dunque si pone formalmente fra gli strumenti per il contrasto al cambiamento climatico.
Tra gli esempi troviamo infatti l’imboschimento o il rimboschimento, purché rispettino la biodiversità e una gestione sostenibile delle foreste. Ci sono poi l’agroforestazione e altre forme di agricoltura mista, che combinano vegetazione legnosa (alberi o arbusti) con sistemi di produzione agricola e/o animale sullo stesso terreno.
E poi ancora, colture intercalari e di copertura, lavorazione conservativa e aumento delle caratteristiche del paesaggio. La conversione mirata delle superfici coltivate in maggesi o delle superfici messe a riposo in prati permanenti; infine, il ripristino di torbiere e zone umide, che riduce l’ossidazione dello stock di carbonio esistente e aumenta il potenziale di sequestro del carbonio.

La “benedizione” dell’Europa per il clima
La Commissione Europea ha già promosso l’agricoltura del carbonio nelle sue raccomandazioni sui piani strategici della politica agricola comune (PAC) degli Stati membri.
“La PAC 2023-27 segue un approccio basato sulle prestazioni e sui risultati, costruito attorno a dieci obiettivi, che inquadrano i piani strategici della PAC dei paesi dell’UE. Questi combinano interventi mirati che affrontano esigenze specifiche e realizzano obiettivi a livello dell’UE“.




