martedì, Maggio 5, 2026

Cambiamo aria con “uno scatto per il clima”. Photocontest, scade il 30 novembre 2026

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NELLA GIORNATA DELLA TERRA 2026, IL DATO LANCIATO DA UNICEF: QUASI LA METÀ DEI 2,4 MILIARDI DI BAMBINI NEL MONDO È ESPOSTA A RISCHI CLIMATICI E AMBIENTALI. ACCANTO AI DATI, È ARRIVATA ANCHE UNA PROPOSTA CONCRETA: DARE VOCE AI PIÙ GIOVANI ATTRAVERSO IL CONCORSO FOTOGRAFICO “UNO SCATTO PER IL CLIMA”

Che cosa è emerso dai dati UNICEF sulla crisi climatica?

Nel corso della Giornata della Terra, il 22 aprile 2026, UNICEF ha scelto di non limitarsi a un richiamo simbolico, ma di riportare l’attenzione su una realtà già in atto.

I numeri diffusi hanno restituito una dimensione concreta e globale del problema: su 2,4 miliardi di bambine, bambini e adolescenti, quasi la metà risulta esposta a una combinazione di shock climatici e ambientali.

Non si tratta di un rischio uniforme, ma di una condizione stratificata, che include eventi estremi, inquinamento, scarsità di risorse e instabilità ambientale.

Ancora più significativo appare il dato relativo al miliardo di minori che vive in contesti classificati ad alto rischio. In queste aree, la crisi climatica non rappresenta una minaccia futura, ma una componente già integrata nella quotidianità.

La disponibilità d’acqua, la qualità dell’aria, la sicurezza alimentare e la stabilità del territorio risultano già compromesse, con effetti diretti sulle condizioni di vita e di crescita.

Perché le nuove generazioni risultano più esposte?

Nel dibattito emerso in occasione della Giornata della Terra, è apparso evidente come la vulnerabilità dei più giovani non fosse soltanto una questione demografica, ma il risultato di una combinazione di fattori.

I bambini e gli adolescenti risultano più esposti agli effetti dell’inquinamento e degli eventi climatici estremi per ragioni fisiologiche ma anche per condizioni sociali e territoriali.

Tuttavia, accanto agli aspetti materiali, si è affermata con crescente evidenza una dimensione meno visibile ma altrettanto rilevante: quella psicologica.

La crisi climatica ha iniziato a incidere in modo significativo sul modo in cui i giovani percepiscono il futuro, introducendo elementi di incertezza e instabilità che si riflettono nelle scelte quotidiane e nella costruzione delle aspettative.

Uno scatto per il clima: l’ecoansia

Il tema dell’ecoansia occupa uno spazio centrale nella riflessione proposta da UNICEF. I dati forniti da ISTAT hanno mostrato come il 67,9% dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni dichiari una preoccupazione concreta per il cambiamento climatico.

Un’indagine realizzata nel 2025 da UNICEF Italia insieme con Youtrend ha contribuito a delineare ulteriormente il quadro. Il 24% degli italiani ha dichiarato di aver sentito parlare di ecoansia, mentre il 22% riconosce nella propria esperienza elementi compatibili con questa condizione.

Si tratta di dati che confermano come la crisi ambientale non agisca solo sul piano fisico, ma anche su quello emotivo e culturale.

Come ha evidenziato Nicola Graziano, la crisi climatica sta incidendo in modo sempre più evidente sul benessere psicologico delle nuove generazioni, influenzando il loro rapporto con il futuro e il loro senso di sicurezza.

Uno scatto per il clima: il coinvolgimento dei giovani

Accanto alla dimensione analitica, UNICEF ha affiancato una proposta operativa. Nel contesto della Giornata della Terra è stata infatti lanciata una nuova edizione del concorso fotografico Uno scatto per il clima – Ambiente e futuro visti da me, rivolta ai giovani tra i 14 e i 19 anni.

L’iniziativa è stata pensata non come semplice attività creativa, ma come uno strumento di partecipazione. L’obiettivo è quello di offrire ai ragazzi uno spazio concreto per esprimere il proprio punto di vista sulla crisi climatica, trasformando la preoccupazione in un’occasione di consapevolezza e azione.

La fotografia è stata scelta come linguaggio privilegiato proprio per la sua capacità di rendere immediati e accessibili temi complessi. Attraverso le immagini, i partecipanti sono stati invitati a raccontare ciò che osservano nel loro contesto quotidiano. Trasformazioni del paesaggio, effetti dell’inquinamento, pratiche sostenibili, ma anche visioni e aspettative per il futuro.

Uno scatto per il clima: le edizioni precedenti del concorso

Le edizioni precedenti del concorso avevano già evidenziato un elemento significativo. Le nuove generazioni non si limitano a subire la crisi climatica, ma sviluppano una capacità autonoma di interpretarla. Le fotografie raccolte avevano restituito uno sguardo attento e spesso sorprendentemente lucido sulle trasformazioni in atto.

Non si trattava solo di immagini di denuncia ma di tentativi di elaborazione. I giovani partecipanti avevano mostrato una sensibilità capace di cogliere connessioni tra ambiente, società e quotidianità. Hanno restituito così una narrazione meno semplificata e più aderente alla complessità del presente.

Chi può partecipare e fino a quando

Il concorso è stato aperto a tutti i giovani tra i 14 e i 19 anni, con una modalità di partecipazione accessibile e gratuita. Dopo l’iscrizione tramite form online, i partecipanti possono inviare fino a tre fotografie originali, accompagnate da titolo e didascalia, entro il termine fissato al 30 novembre 2026.

L’iniziativa è inserita all’interno della campagna “Cambiamo ARIA”, promossa da UNICEF Italia per sensibilizzare sul legame tra cambiamenti climatici e diritti delle nuove generazioni.

“Uno scatto per il clima”: il concorso fotografico rivolto ai giovani all’interno della campagna Cambiamo aria di UNICEF.

Numero verde ONA

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