LA TRANSIZIONE CLIMATICA ITALIANA PROCEDE A VELOCITÀ DIVERSE TRA NORD, CENTRO E SUD. UN’ANALISI BASATA SULLA PIATTAFORMA CIRO EVIDENZIA PROGRESSI, RITARDI E POTENZIALITÀ REGIONALI NEI PRINCIPALI SETTORI ENERGETICI E AMBIENTALI, SOTTOLINEANDO IL RUOLO CRUCIALE DELLE REGIONI NEL GUIDARE IL CAMBIAMENTO VERSO UN SISTEMA PIÙ SOSTENIBILE E INDIPENDENTE DAI COMBUSTIBILI FOSSILI
Un’Italia a più velocità
La transizione climatica in Italia non segue un percorso uniforme. Il Nord si distingue per efficienza industriale e sviluppo del trasporto pubblico, il Sud registra le emissioni pro capite più basse, mentre il Centro — grazie soprattutto al Lazio — accelera sulle energie rinnovabili e sulla mobilità elettrica.
Il ruolo strategico delle regioni
Questo scenario mette in evidenza la responsabilità diretta delle regioni. Secondo Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, esse possono rappresentare un motore oppure un ostacolo alla transizione energetica. La dipendenza dai combustibili fossili, infatti, espone territori, imprese e famiglie ai rischi della crisi climatica e alla crescente volatilità dei prezzi energetici.

La piattaforma CIRO: uno strumento di analisi
Per monitorare queste dinamiche, Italy for Climate ha aggiornato CIRO, Climate Indicators for Italian RegiOns, una piattaforma sviluppata con ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Il sistema analizza ventisette indicatori ambientali suddivisi in otto aree tematiche, offrendo una panoramica dettagliata delle performance regionali.
Non una classifica ma una bussola
CIRO non si limita a stilare una graduatoria ma consente di interpretare le traiettorie della decarbonizzazione. L’obiettivo è capire quali territori stanno avanzando più rapidamente, in quali ambiti e dove invece persistono criticità.
Il contributo scientifico di ISPRA
ISPRA svolge un ruolo centrale nel progetto, fornendo dati ufficiali e supporto tecnico-scientifico. La presidente Maria Alessandra Gallone sottolinea come CIRO rappresenti uno strumento fondamentale per migliorare la trasparenza, la qualità delle informazioni ambientali e la partecipazione verso obiettivi comuni.
Emissioni: i risultati migliori
Campania e Lazio registrano le emissioni pro capite più basse in Italia, con valori inferiori alla media nazionale. Tuttavia, la Liguria si distingue per il miglioramento nel lungo periodo, avendo ridotto del 65% le emissioni rispetto al 1990 grazie all’abbandono del carbone. Inoltre, guida anche negli assorbimenti forestali, seguita da Toscana e Umbria.
Energia: verso l’uscita dal carbone
Circa l’80% delle emissioni nazionali deriva dai consumi energetici. Campania e Sicilia presentano i livelli di consumo più bassi, anche per ragioni climatiche. Dal 2023, quattordici regioni italiane risultano già completamente libere dal carbone, mentre le altre stanno completando il phase-out.
Rinnovabili: crescita lenta ma segnali positivi
Le energie rinnovabili restano centrali per la decarbonizzazione. La Valle d’Aosta copre interamente i propri consumi con fonti rinnovabili, mentre Trentino-Alto Adige e Basilicata superano il 45%. Il Lazio guida nel 2025 per nuovi impianti e avanzamento verso gli obiettivi nazionali, anche se la crescita complessiva resta ancora insufficiente.
Comunità energetiche e nuovi obiettivi
Si registra una crescita delle comunità energetiche rinnovabili, con Veneto e Friuli-Venezia Giulia tra le regioni più attive. Tuttavia, nel 2025 la nuova capacità installata si ferma a 7,2 GW, in calo rispetto all’anno precedente. Secondo Edo Ronchi, accelerare sulle rinnovabili è essenziale sia per il clima sia per la sicurezza energetica.
Target 2030: ritardi e differenze territoriali
Un nuovo indicatore CIRO misura i progressi verso gli obiettivi del Decreto Aree Idonee. Tra il 2021 e il 2025 è stato raggiunto solo il 31% del target al 2030. Il Lazio è l’unica regione ad aver superato il 50% dell’obiettivo, mentre la Valle d’Aosta si ferma all’11%, evidenziando forti disparità territoriali.
Edifici: differenze tra Nord e Sud
Il settore edilizio mostra dinamiche contrastanti: al Sud si registrano emissioni più basse grazie al clima mite, mentre il Nord eccelle nelle prestazioni energetiche. Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta vantano la maggiore diffusione di edifici in classe A.
Industria: efficienza in crescita
L’industria è il principale settore per emissioni ma anche quello che ha registrato i maggiori progressi nella riduzione. Marche e Lombardia emergono per efficienza, con bassi livelli di emissioni e consumi energetici in rapporto al valore aggiunto.
Trasporti: sfida ancora aperta
La decarbonizzazione dei trasporti resta complessa, soprattutto per l’elevata dipendenza dall’auto privata. Il Piemonte si distingue per l’uso del trasporto pubblico, mentre il Lazio guida la diffusione delle auto elettriche nelle nuove immatricolazioni, pur con numeri ancora limitati a livello nazionale.
Agricoltura: il primato della Calabria
Nel settore agricolo, la Calabria si distingue con emissioni contenute e una quota di agricoltura biologica pari al 36%, ben sopra la media nazionale. Anche Marche e Puglia mostrano performance positive su diversi indicatori.
Vulnerabilità climatica: rischi differenziati
L’esposizione ai rischi climatici varia significativamente. Basilicata e Molise risultano tra le meno esposte alle alluvioni, mentre Abruzzo registra il minor numero di eventi estremi nel 2024. Al contrario, le regioni del Nord, come Friuli-Venezia Giulia, Liguria e Veneto, risultano più colpite.
Uno strumento per il futuro
La piattaforma CIRO si conferma un riferimento importante per monitorare la transizione climatica in Italia. Migliorare la capacità di analisi e condivisione dei dati rappresenta un passo fondamentale per guidare politiche efficaci e coordinate verso la sostenibilità.




