UN CONVEGNO SCIENTIFICO E UN RICCO PROGRAMMA DI VISITE GUIDATE SEGNANO LE CELEBRAZIONI PER I 200 ANNI DELL’OSSERVATORIO GEOFISICO DI MODENA. UNA REALTÀ SCIENTIFICA DI RILEVANZA INTERNAZIONALE
Fondato il 14 gennaio 1826 per volontà del Duca Francesco IV d’Este, l’Osservatorio rappresenta oggi una delle più longeve stazioni meteorologiche attive a livello globale. Grazie anche alla conservazione ininterrotta dei dati climatici a partire dal 1830.
Unimore celebra il bicentenario dell’Osservatorio Geofisico
L’Università di Modena e Reggio Emilia celebra nel 2026 questo importante traguardo con una serie di iniziative che prendono il via martedì 14 gennaio, data simbolica della fondazione dell’Osservatorio. La cerimonia istituzionale è quindi in programma dalle ore 10.00 nell’Aula Magna del Palazzo del Rettorato. Alla presenza inoltre della Rettrice Rita Cucchiara e delle principali autorità accademiche e istituzionali.
Durante l’incontro vengono ripercorse le tappe fondamentali della storia dell’Osservatorio e illustrate le attività scientifiche che ancora oggi ne caratterizzano il ruolo. Due interventi di rilievo approfondiscono il valore delle osservazioni meteorologiche storiche nello studio dei cambiamenti climatici e il contributo della rete degli osservatori meteorologici storici italiani. La mattinata si conclude con una visita all’Osservatorio Geofisico.
Le visite guidate e le attività divulgative
Le celebrazioni proseguono sabato 17 gennaio con una giornata dedicata al pubblico. Oltre trecento visitatori partecipano alle visite guidate presso la sede dell’Osservatorio. Situata nel torrione di levante del Palazzo Ducale di Modena. Accanto al percorso storico-scientifico, sono previste iniziative pensate per i più piccoli. Questi ultimi infatti che possono avvicinarsi a meteorologia e climatologia attraverso esperimenti e laboratori interattivi.
Dalle origini alla ricerca contemporanea
Nato come Osservatorio Astronomico e affidato alla Regia Università di Modena, l’Osservatorio Geofisico ha avviato nel 1830 una raccolta sistematica di dati meteorologici che non ha mai subito interruzioni. Questa continuità ha portato, nel 2020, al riconoscimento ufficiale da parte dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale come Long-Term Observing Station, attestandone il valore scientifico a livello internazionale.
Un centro di ricerca attivo tra passato e futuro
Oggi l’Osservatorio Geofisico di Modena è parte del Sistema dei Musei e Orto Botanico di Unimore, MUSEOMORE, ma continua a svolgere un ruolo centrale nella ricerca scientifica. Le misurazioni meteorologiche proseguono grazie al lavoro del Gruppo di Ingegneria Ambientale del Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” e supportano studi sul clima urbano, sui cambiamenti climatici locali e sul monitoraggio dei flussi di CO₂ in ambito cittadino, con ricadute concrete sulle politiche di adattamento e sviluppo sostenibile.
I ricercatori coinvolti sottolineano come il bicentenario rappresenti un momento di forte valore simbolico e scientifico. La consultazione degli annuari storici consente di ripercorrere la storia di Modena e di comprendere le difficoltà affrontate dagli scienziati del passato, rafforzando l’impegno a preservare e proseguire una delle serie meteorologiche più lunghe e continue d’Italia.
Un patrimonio scientifico che guarda avanti
Il bicentenario dell’Osservatorio Geofisico di Modena diviene occasione per valorizzare una istituzione che da due secoli osserva, misura e interpreta il clima del territorio modenese. Un ponte tra storia e ricerca scientifica, capace di offrire strumenti fondamentali per comprendere i grandi obiettivi ambientali.





