giovedì, Ottobre 6, 2022

Leopardo delle nevi: tra le specie più minacciate al mondo

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È UNA DELLE SPECIE ANIMALI PIÙ MINACCIATE DI ESTINZIONE AL MONDO PER GLI EFFETTI DELLA CRISI CLIMATICA E DEL BRANCONAGGIO. IN TIBET È SOTTO LA PROTEZIONE DEI MONACI BUDDISTI.

Il 23 ottobre si celebra la Giornata mondiale del leopardo delle nevi. Questa è una delle specie animali più minacciate di estinzione al mondo.

La ricorrenza è stata adottata il 23 ottobre 2013, al primo “Forum globale sulla conservazione del leopardo delle nevi” nella capitale del Kirghizistan, Bishkek.

Lo hanno stabilito con la storica “Dichiarazione di Bishkek” i dodici Paesi asiatici che ospitano questo bellissimo felino: Afghanistan, Bhutan, Cina, India, Kazakistan, Kirghizistan, Mongolia, Nepal, Pakistan, Russia, Tagikistan, Uzbekistan.

I dodici governi nazionali si sono impegnati a proteggere almeno venti habitat naturali, sicuri per i gli esemplari sopravvissuti fino a oggi.

A mettere a rischio la sopravvivenza di questa specie non sono soltanto gli effetti della crisi climatica, sottolinea il WWF. Infatti la prima causa del regresso di questo bellissimo animale è il bracconaggio.

Secondo una ricerca dell’Università di Pechino e dell’organizzazione Panthera, vanno dai 3.500 ai 7mila esemplari, i leopardi delle nevi che popolano gli altopiani asiatici. Di questi, il 60% vive sulle alture dei monti cinesi, tutelati dai monaci buddisti, guardiani della fauna selvatica.

Il leopardo delle nevi, nome scientifico Panthera Uncia

lIl eopardo delle nevi appartiene al genere Panthera. Insieme con tigri, leoni e giaguari© WWF Pakistan

Il felide delle nevi non è, però, un comune leopardo bianco. Questo esemplare, invece, secondo la IUCN, l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, appartiene al genere Panthera. Insieme con tigri, leoni e giaguari. 

I leopardi delle nevi sono gli “ambasciatori” dei luoghi più alti del pianeta e sono considerati sacri dalle persone che vi abitano.

La presenza di questo predatore per eccellenza indica un ecosistema sano.

I dodici Paesi che ospitano il leopardo della neve sono: Afghanistan, Bhutan, Cina, India, Kazakistan, Kirghizistan, Mongolia, Nepal, Pakistan, Russia, Tagikistan, Uzbekistan.

In genere vivono ad altitudini comprese tra 3mila e i 5.400 m sul livello del mare. In Russia e Mongolia, si possono incontrare anche a 600 m. 

Preferisce terreni ripidi e accidentati con affioramenti rocciosi, dove difficilmente gli altri predatori “concorrenti” riescono ad arrivare. 

Ecco perché, questo carnivoro ha bisogno di un’enorme quantità di spazio per aggirarsi.

Infatti, i leopardi maschi si spostano fino a 200 km, mentre le femmine arrivano a percorrere circa 120 km al giorno.

Caratteristiche fisiche del felino leopardo delle nevi

Spesso definito come il “fantasma delle montagne” per via del suo carattere timido e solitario, questo grande felino regna tra le vette dell’Himalaya.

Il leopardo delle nevi, soprannominato "il fantasma delle montagne", usa la coda come sciarpa per corpirsi il muso durante le notti gelide degli altopiani asiatici© WWF Pakistan
Il leopardo delle nevi, soprannominato “il fantasma delle montagne”, usa la coda come sciarpa per corpirsi il muso durante le notti gelide degli altopiani asiatici© WWF Pakistan

Noto per la straordinaria bellezza, il felino ha un manto color fumo, con sfumature crema e gialle e macchie nere.

Le macchie sono chiamate “rosette” e ogni felino ha un motivo unico, come un’impronta digitale. 

Sono gli unici felidi ad avere occhi dal grigio chiaro al verdastro.

I peli sulla pancia possono essere spessi fino a 12 cm, per proteggerlo dal freddo mentre cammina nella neve alta. 

La lunghezza del corpo si aggira tra 1,8 e 2,3 metri, coda compresa. Questa la usa sia per bilanciarsi mentre salta su sporgenze e massi sia per coprire il muso come una sciarpa, contro il forte freddo di montagna.

Le zampe anteriori sono corte. Quelle posteriori sono lunghe con muscoli molto grandi e molto forti che gli consentono di arrampicarsi più facilmente in tutto il suo habitat. Può saltare fino a 15 m di lunghezza e 6 m di altezza. Possono così scalare gli alberi dove nascondono le loro prede, dove predatori più grandi di loro, come il leone, non possono arrivare per rubargliele.

I lunghi artigli fungono, inoltre, da racchette da neve, impedendo al felino di sprofondare.

Le femmine possono pesare all’incirca dai 35 ai 40 kg, mentre i maschi possono pesare dai 75 ai 99 kg. 

Le sue cavità nasali sono grandi e lo aiutano a riscaldare l’aria gelida prima che colpisca i polmoni.

Di cosa si nutre il carnivoro

Le principali prede di questa specie di leopardi animali sono lo stambecco e la pecora blu (bharal) del Tibet e dell’Himalaya. 

Nelle aree in cui non ci sono prede così grandi, si nutre di animali più piccoli come marmotte, lepri e selvaggina. Comunque, non disdegnano la dieta a base vegetale.

Dove le prede selvatiche sono scarse, attaccano più frequentemente il bestiame domestico, tra cui capre e pecore.

Le principali prede dei leopardi delle nevi sono lo stambecco e la pecora blu (bharal) del Tibet e dell'Himalaya
Le principali prede dei leopardi delle nevi sono lo stambecco e la pecora blu del Tibet e dell’Himalaya © WWF Pakistan

Abitudini del leopardo delle nevi

Il leopardo animale delle nevi marca il territorio attraverso gli escrementi, spruzzando le urine sulle rocce, graffiando gli alberi e sfregando la faccia sulle superfici rocciose.  A differenza di altri grandi felini, felini asiatici sia del resto del mondo, non ruggisce. Ma ringhia, sibila, sputa ed emette suoni sbuffanti. 

A volte i fratelli rimangono in branco per un po’ di tempo dopo essersi allontanati dalla madre. 

È un felino crepuscolare; infatti è più attivo intorno al tramonto e all’alba ma in luoghi dove si sente tranquillo può avere abitudini diurne.

Come si riproduce il leopardo delle nevi

La stagione riproduttiva si verifica una volta all’anno, tra gennaio e metà marzo. In questo lasso di tempo si può sentire il suo richiamo per tutta la montagna.

L’estro nelle femmine può durare da due a dodici giorni e la gestazione dura tra novanta e centotré giorni. 

La specifica stagione degli amori assicura che i cuccioli leopardo nascano in tarda primavera o all’inizio dell’estate.

Questo consente loro di crescere abbastanza forti da stare al passo con la madre durante l’inverno. 

La cucciolata media è in genere di 2-3 piccoli. Per le prime 4-6 settimane, i cuccioli di leopardo delle nevi rimangono nascosti in una tana.  Quindi del leopardo delle nevi cucciolo segue la madre per 18-22 mesi prima di allontanarsi.  All’età di 2 o 3 anni i cuccioli di leopardo delle nevi sono abbastanza maturi per accoppiarsi. 

Si stima che i leopardi delle nevi selvatici possano vivere fino dai 10 ai 12 anni.

La popolazione del felide in calo a causa di bracconaggio e uccisioni a scopo “punitivo”

Purtroppo, questo splendido felino ha subito un grosso calo numerico: si stima che oggi ci siano meno di 6.400 leopardi delle nevi. 

il leopardo delle nevi - si nutre anche di bestiame domestico
Bestiame domestico in Mongolia, habitat del leopardo delle nevi: viene ucciso a scopo “punitivo” perché si nutre anche del bestiame domestico. – Cortesia Parco Natura Viva di Bussolengo

Un’altra stima della IUCN pone la popolazione mondiale tra 2.710 e 3.386 di esemplari adulti.

La Cina ha la più grande popolazione, tra 2.000 e 2.500 unità. La Mongolia è seconda con circa mille leopardi come animali delle nevi.

Una delle ragioni del suo declino è dovuta al bracconaggio attivo per la vendita della sua pregiata pelliccia. Molto produttivo anche il commercio delle sue parti del corpo, utilizzate per la medicina tradizionale cinese.

Come animale leopardo delle nevi può fare guadagnare ai bracconieri l’equivalente del 75% di un salario medio annuo, nelle regioni in cui viene cacciato.

Purtroppo, il Panthera viene ucciso anche a scopo “punitivo”. Per via dell’espansione degli insediamenti umani, il leopardo asiatico condivide gran parte del suo habitat con il bestiame domestico. 

Di conseguenza, i pastori (tra i primi produttori di pashmina) uccidono i leopardi delle nevi per prevenirne gli attacchi o vendicarsi contro la predazione del bestiame.

Stando a un rapporto del WWF, ogni anno si uccidono tra 221 e 450 leopardi delle nevi. Il 55% di queste uccisioni è causato proprio da ritorsioni per la predazione sul bestiame.

Per evitare le uccisioni a scopo punitivo, si sono mobilitate molte organizzazioni, tra cui Snow Leopard Trust, Nature Conservation Foundation e WWF. Fra le iniziative, la costruzione di recinti a prova di predatori.

I cambiamenti climatici e la distruzione dell’habitat del Leopardo delle nevi

Altre minacce derivano dalla distruzione progressiva dell’ecosistema montano.

Il cambiamento climatico, infatti, è la causa dell’aumento della temperatura media nell’areale del leopardo delle nevi (tre gradi negli ultimi venti anni). Questo causa a sua volta inondazioni improvvise e dzud: termine mongolo per indicare inverni estremi.

Cosa che secondo gli scienziati:

  1. ridurrà fino a un terzo l’habitat montano della specie (vegetazione, risorse idriche e animali);
  2. guiderà la competizione con altri predatori come leopardi, licaoni e tigri;
  3. spingerà le popolazioni indigene in aree inesplorate, alla ricerca di pascoli migliori per il bestiame o condizioni di vita più confortevoli. Purtroppo questa scelta potrebbe costringere il felino a insidiare ancora di più il bestiame domestico;
  4. renderà difficile ogni tentativo di conservazione della specie.

I modelli climatici stimano che entro il 2070 solo il 35% dell’attuale areale di distribuzione di questi felini rimarrà stabile – ricorda il WWF -. L’habitat dei leopardi delle nevi diminuirà dell’8-23% e diventerà sempre più frammentato (Forrest et al., 2012; Li et al., 2016).

Il leopardo delle nevi nella Lista Rossa degli animali vulnerabili

La caccia al leopardo delle nevi può fare guadagnare ai bracconieri l’equivalente del 75% di un salario medio annuo.

Secondo la IUCN, il leopardo delle nevi svolge un ruolo cruciale nel mantenimento della salute dell’ecosistema. Infatti, la sua presenza tiene sotto controllo le popolazioni di erbivori, assicurando così la crescita della vegetazione locale. 

Per questi motivi, la IUCN ha classificato i leopardi delle nevi come vulnerabili all’estinzione, inserendoli di fatto nella Lista Rossa

La Dichiarazione di Bishkek

Nel 2013, i governi di tutti i dodici Paesi che ospitano i leopardi delle nevi hanno adottato la Dichiarazione di Bishkek, che ha l’obiettivo di conservare tutti i felini del mondo nei loro habitat. 

La Dichiarazione delinea i passi che i Paesi dovrebbero intraprendere per la conservazione degli esemplari a lungo termine.

Grazie al Global Snow Leopard and Ecosystem Protection Program (GSLEP), i governi riconoscono che è necessaria la conservazione a livello paesaggistico.

Negli ultimi anni, è iniziato uno sforzo concertato per salvare i leopardi delle nevi. Aree protette sono state istituite nei territori di pertinenza, compresi i santuari in Afghanistan, Mongolia e Kirghizistan. 

Un aiuto dalle aree protette

La creazione di aree protette per i grandi felini ha aiutato molto contro l’estinzione. Ma secondo il WWF il 40 percento di quelle aree protette è troppo piccolo per la popolazione del felide.

I governi si stanno attivando contro il bracconaggio e gruppi di conservazione stanno lavorando con i pastori per sviluppare sistemi atti a tenere lontano i carnivori dal loro bestiame. 

L’appello del WWF

«Per secoli, popolazioni locali e leopardi delle nevi hanno vissuto in pace, come parte dello stesso ecosistema – ha detto Isabella Pratesi, direttore Conservazione WWF Italia -. Religione e convinzioni culturali hanno contribuito a una armoniosa convivenza tra umani e grandi felini nei loro territori. Ma negli ultimi quarant’anni il conflitto tra uomini e leopardi delle nevi ha avuto un’escalation che è arrivata a minacciare la sopravvivenza del fantasma delle montagne».

Il WWF è impegnato da anni sul fronte della conservazione. Da un lato cercando di acquisire conoscenze più approfondite sulle popolazioni di snow leopard, con indagini scientifiche che fanno uso delle fototrappole e dei collari satellitari. Dall’altro per favorire, attraverso informazione e sensibilizzazione rivolte alle popolazioni locali, la convivenza con l’uomo e le attività economiche.

Mentre l’iniziativa Living with Big Cats mira a promuovere la convivenza tra uomo e grandi felini, il WWF ha sviluppato e intensificato anche iniziative volte a ridurre le perdite di bestiame per le comunità locali e le conseguenti azioni di rappresaglia verso i leopardi delle nevi da parte dei pastori.

Pertanto, l’associazione ambientalista promuove strumenti come la protezione di recinti per il bestiame, regimi assicurativi, l’uso di deterrenti per i predatori come le luci. E appoggia l’incentivazione di una pastorizia vigile.

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