IL GOVERNO HA RIDOTTO LE RISORSE DESTINATE A PARCHI NAZIONALI, AREE MARINE PROTETTE E RISERVE STATALI. IL TAGLIO, PARI A CIRCA IL 23%, METTE A RISCHIO ATTIVITÀ DI TUTELA DELLA BIODIVERSITÀ E RENDE PIÙ COMPLESSO IL RAGGIUNGIMENTO DELL’OBIETTIVO INTERNAZIONALE 30X30, CHE PREVEDE LA PROTEZIONE EFFICACE DEL 30% DI TERRE E MARI ENTRO IL 2030
Fondi ridotti per parchi e aree protette
Negli ultimi giorni il governo ha disposto una significativa riduzione dei finanziamenti destinati alle aree protette italiane. Parchi Nazionali, Aree Marine Protette e Riserve Statali stanno ricevendo dal ministero dell’Ambiente comunicazioni relative a una diminuzione delle risorse disponibili di circa un quarto.
A fare il punto sulla situazione è stata Bianca Bargagliotti, Segretario generale di Worldrise ETS, intervenuta a una puntata di EcoAgenda di TeleAmbiente.

L’obiettivo 30×30 sempre più lontano
Secondo Bargagliotti, la sfida principale non riguarda soltanto l’estensione delle aree protette ma soprattutto la loro efficacia.
«Ad oggi bisogna concentrarsi sull’efficacia della protezione di certe aree e sulla qualità di essa. Con Worldrise lavoriamo molto sul concetto di efficacia della protezione delle aree marine protette italiane ed è proprio su questo livello che si gioca la sfida dell’obiettivo 30 per 30», ha spiegato.
L’obiettivo internazionale 30×30, ratificato anche dall’Italia, prevede la protezione efficace di almeno il 30% delle terre e dei mari entro il 2030. Per raggiungerlo, secondo Worldrise, sono necessarie risorse economiche stabili e continuative.
«Un obiettivo internazionale che è stato ratificato anche dal nostro Paese e che quindi saremo in prima persona chiamati a rispettare e a raggiungere. Questo obiettivo riguarda la protezione efficace di almeno il 30% delle nostre terre e dei nostri mari entro il 2030. Per raggiungere l’obiettivo 30 per 30 sono necessarie risorse in maniera continuativa», ha aggiunto Bargagliotti.
A rischio monitoraggi e progetti ambientali
Il taglio delle risorse, arrivato a metà anno, rischia di compromettere attività già avviate e accordi programmati. Tra i settori maggiormente interessati figurano il monitoraggio della biodiversità marina, il contrasto alle attività illegali nelle aree protette e i programmi di educazione ambientale rivolti alle comunità locali.
«Noi abbiamo una straordinaria alleata al nostro fianco, ovvero la natura. Con il suo forte potere rigenerativo, dovremmo andare a supportarla e non a bloccarla. La direzione verso cui dovremmo andare è piuttosto chiara, ovvero quella di rafforzare questi alleati, anziché indebolirli», ha concluso la Segretaria generale di Worldrise ETS.
TeleAmbiente: “Meno risorse significa meno tutela”
Anche Stefano Zago, direttore responsabile di TeleAmbiente, ha evidenziato le conseguenze della riduzione dei finanziamenti.

«Un taglio del 23% a tutti i parchi e le aree marine protette è un dramma, che si concretizza poi in meno attività di biodiversità, di tutela delle zone, in meno turismo sostenibile e meno protezione», ha dichiarato.
Secondo Zago, la riduzione delle risorse rischia inoltre di compromettere gli impegni europei dell’Italia: «L’obiettivo di ripristinare il 30% degli habitat naturali entro il 2030 non sarà mai possibile se si effettueranno altri tagli. Ce lo chiede l’Europa e ce lo chiede la Costituzione italiana».
Il direttore di TeleAmbiente ha infine annunciato l’impegno dell’emittente nel continuare a chiedere il ripristino dei fondi destinati alla tutela ambientale.
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