sabato, Luglio 18, 2026

Rifugi climatici per città più verdi e resilienti: l’obiettivo di Festambiente 2026

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DOPO LA REALIZZAZIONE DEI PRIMI PROTOTIPI NEL 2025, FESTAMBIENTE 2026 PUNTA L’ATTENZIONE SUI RIFUGI CLIMATICI COME RISPOSTA CONCRETA ALLE ONDATE DI CALORE. L’OBIETTIVO È PROMUOVERE CITTÀ PIÙ VIVIBILI ATTRAVERSO IL VERDE URBANO, LA FORESTAZIONE E LA NATURA, METTENDO L’ADATTAMENTO CLIMATICO AL CENTRO DELLA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE

Le città sempre più a rischio per il caldo estremo

Le problematiche legate alla crisi climatica sono ormai all’ordine del giorno. Ogni estate le temperature raggiungono nuovi record, le ondate di calore diventano più frequenti e prolungate e le notti tropicali rendono sempre più difficile trovare sollievo, soprattutto nei centri urbani.

unicef, caldo estremo

Il cemento, l’asfalto e il traffico sempre più presenti nelle città non fanno altro che intensificare il fenomeno delle isole di calore, con conseguenze dirette sulla salute, sulla qualità della vita e sulle disuguaglianze sociali. A risentirne maggiormente sono anziani, bambini, persone fragili e lavoratori che svolgono attività all’aperto.

Di fronte a questo scenario, l’adattamento alla crisi climatica non può più essere considerato un obiettivo futuro, ma una necessità immediata. «Per questo è fondamentale investire nelle politiche di adattamento, partendo dai rifugi climatici ma soprattutto dalla forestazione urbana, dal verde pubblico e dalle soluzioni basate sulla natura». Fa sapere Angelo Gentili della segreteria nazionale di Legambiente e coordinatore nazionale di Festambiente.

I rifugi climatici come risposta alle ondate di calore

Tra le soluzioni più efficaci per proteggere la popolazione durante gli eventi estremi si stanno affermando i rifugi climatici: spazi pubblici accessibili dove trovare refrigerio grazie a ombreggiamento, acqua potabile, ventilazione naturale o artificiale, aree di sosta e servizi dedicati.

Si tratta di un modello già diffuso in numerose città europee e che sta iniziando a svilupparsi anche in Italia, come strumento di adattamento capace di ridurre gli effetti del caldo estremo e aumentare la sicurezza delle comunità.

benessere - spazi verdi

«I rifugi climatici sono uno degli strumenti dell’adattamento, ma la vera sfida è costruire territori capaci di difendersi dal caldo estremo attraverso la forestazione urbana, la rinaturalizzazione degli spazi e infrastrutture verdi diffuse», prosegue Gentili.

La natura è il primo rifugio climatico

Per Legambiente, tuttavia, i rifugi climatici non devono essere considerati soltanto strutture attrezzate.

Il più efficace rifugio climatico è una città progettata insieme con la natura. Alberi, parchi, boschi urbani, giardini, filari alberati, tetti verdi, pavimentazioni permeabili e corsi d’acqua rinaturalizzati costituiscono infatti le infrastrutture più efficaci per contrastare il surriscaldamento urbano.

Le cosiddette Nature Based Solutions consentono di ridurre sensibilmente le temperature, migliorare la qualità dell’aria, limitare i consumi energetici, favorire la biodiversità e aumentare il benessere delle persone.

Investire nella forestazione urbana significa quindi investire nella salute pubblica e nella capacità delle città di affrontare gli effetti della crisi climatica.

«Ora, serve la volontà di renderle parte integrante delle politiche ordinarie delle nostre città. Adattarsi alla crisi climatica significa progettare comunità più sicure, inclusive e vivibili», aggiunge Angelo Gentili.

L’esperienza avviata a Festambiente

È proprio da questa visione che nel 2025 Festambiente ha trasformato la sensibilizzazione in un progetto concreto, realizzando nella cittadella ecologica di Rispescia, in provincia di Grosseto, i primi prototipi di rifugi climatici del territorio.

Gli spazi sono stati progettati per offrire protezione durante le giornate più calde attraverso pergole in legno, aree ombreggiate, vegetazione, sistemi di nebulizzazione, punti di distribuzione dell’acqua potabile, sedute e impianti alimentati da energia solare.

L’iniziativa ha dimostrato come interventi relativamente semplici, sostenibili e facilmente replicabili possano contribuire a rendere i territori più resilienti agli effetti dei cambiamenti climatici.

L’appuntamento a Festambiente 2026

L’impegno proseguirà con l’edizione 2026 di Festambiente che si svolgerà dal 5 al 9 agosto a Rispescia (Grosseto). Per cinque giorni il festival nazionale di Legambiente proporrà incontri, laboratori, spettacoli, musica, approfondimenti e iniziative dedicate all’ambiente, all’innovazione e alle buone pratiche per affrontare la crisi climatica.

Tra i temi centrali ci saranno proprio le città resilienti, i rifugi climatici e le infrastrutture verdi, con l’obiettivo di diffondere modelli concreti di adattamento replicabili nei territori.

L’obiettivo è trasformare il festival in un modello concreto di adattamento climatico e di sostenibilità ambientale.

Gentili: «L’adattamento climatico deve entrare nella pianificazione urbana»

«Le ondate di calore rappresentano una delle conseguenze più evidenti della crisi climatica e le città sono oggi tra i luoghi più vulnerabili.  

Non possiamo continuare a rincorrere le emergenze. Le città devono essere ripensate mettendo al centro la natura, il verde e il benessere delle persone.

Le esperienze avviate negli ultimi anni dimostrano che esistono soluzioni efficaci, sostenibili e replicabili», conclude Gentili.

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