UNA BREVE ANNOTAZIONE DI LEONARDO DA VINCI SUL LEGNO RIVELA UNA VISIONE SORPRENDENTEMENTE ATTUALE. TRA OSSERVAZIONE, TECNICA E NATURA, IL PENSIERO RINASCIMENTALE ANTICIPA I PRINCIPI DELLA BIOARCHITETTURA E DELLA PROGETTAZIONE SOSTENIBILE CONTEMPORANEA
L’intuizione di Leonardo sulla conservazione del legno
Nel Codex Madrid II, conservato alla Biblioteca Nacional de España, Leonardo da Vinci annota una riflessione sorprendente sulla conservazione del legno.
“Si conserveranno meglio se privati della corteccia e bruciati in superficie che in qualunque altro modo”.
La nota di Leonardo è breve, ma racchiude un sapere tecnico fondato sull’osservazione diretta della natura e dei materiali.
Una riflessione apparentemente marginale
A prima vista, l’annotazione sembra secondaria rispetto ai grandi temi del codice, come meccanica e idraulica. Tuttavia, rivela una conoscenza profonda del comportamento organico del legno e dei suoi processi di degrado. Leonardo dimostra così una sensibilità rara verso la materia, intesa non come oggetto inerte, ma come organismo vivo.
Un’idea che anticipa la bioarchitettura
Leonardo osserva il legno come un materiale che respira, si trasforma e invecchia nel tempo. Questa visione anticipa concetti oggi centrali nella bioarchitettura e nella progettazione sostenibile. Integrare tecnica e natura diventa, già nel Rinascimento, una strategia costruttiva consapevole.
Lo studio che riporta alla luce l’annotazione
Un recente studio interdisciplinare realizzato da Annalisa Di Maria (filologia e arte del Rinascimento), Andrea da Montefeltro (biologia molecolare e analisi dei materiali) e Lucica Bianchi (ricerca archivistica e storia dell’arte), ha analizzato la nota leonardesca in chiave contemporanea.
I ricercatori confrontano l’intuizione di Leonardo con lo Shō Sugi Ban, tecnica giapponese di carbonizzazione del legno (*). Entrambe le pratiche mirano a proteggere il materiale senza ricorrere a trattamenti chimici invasivi. Si tratta di soluzioni nate in contesti diversi per rispondere allo stesso problema: la conservazione del legno.
I benefici della carbonizzazione superficiale
La carbonizzazione crea uno strato protettivo che difende il legno da umidità, insetti e funghi. Inoltre, migliora la resistenza al fuoco e prolunga la vita utile degli elementi edilizi.
Questi effetti sono oggi confermati da numerosi studi scientifici sui materiali lignocellulosici.
Un sapere tecnico fondato sull’osservazione
Leonardo traduce l’esperienza dell’artigiano in una strategia costruttiva precisa. La rimozione della corteccia e la bruciatura superficiale derivano da un’attenta osservazione dei processi naturali. Non è folklore, ma un’intuizione tecnica che precede la sua codificazione culturale.
Bioarchitettura e riduzione dell’impatto ambientale
La breve frase del genio italiano crea un collegamento tra passato e presente. Un ponte tra Rinascimento e architettura contemporanea. Dimostra come la storia delle tecniche possa offrire soluzioni ancora attuali. L’architettura contemporanea riscopre così pratiche antiche alla luce delle conoscenze moderne.
Oggi architetti e progettisti cercano materiali durevoli e a basso impatto ambientale. La carbonizzazione superficiale risponde a questa esigenza, valorizzando il legno locale. Inoltre, riduce l’uso di conservanti chimici e la necessità di sostituzioni frequenti.
Scelte tecniche consapevoli
L’innovazione architettonica non riguarda solo l’invenzione di nuove forme. Consiste nella capacità di progettare materiali, processi e cicli di vita coerenti con l’ambiente. La scelta delle essenze, dei dettagli costruttivi e della manutenzione diventa parte integrante del progetto.
Specie legnose, clima e modalità di trattamento influenzano l’efficacia della carbonizzazione. Per questo, il progetto deve integrare ricerca scientifica e attenzione al contesto. Innovare significa pianificare anche il comportamento futuro dei materiali.
Una lezione attuale dalla storia
Rileggere Leonardo come precursore della bioarchitettura non è un esercizio retorico, è scritto nella nota. Significa riconoscere il valore dell’incontro tra memoria tecnica e ricerca contemporanea. La sua riflessione dimostra che sostenibilità e innovazione possono nascere dall’osservazione.
Un manifesto implicito di architettura sostenibile
L’annotazione del foglio 87r del Codex Madrid II, evidenzia il comunicato, è più di una nota filologica. Propone un’idea di progetto che mette al centro durabilità, materia e rispetto degli ecosistemi. In questo senso, Leonardo anticipa una cultura del costruire oggi più che mai attuale.
Leonardo da Vinci non è solo un maestro del disegno e dell’ingegneria. È anche un anticipatore di una visione progettuale che unisce tecnica, natura e responsabilità ambientale. La bioarchitettura contemporanea ritrova in lui un riferimento ancora sorprendentemente moderno.
(*) Da “Leonardo da Vinci and the Science of Wood: The Note in the Madrid Codex II as a Foreshadowing of Modern Bioarchitecture”
3.2. Cronologia e priorità: Leonardo e la pratica giapponese dello Shō Sugi Ban
Un elemento chiave per comprendere il significato storico dell’annotazione è la precedenza cronologica tra l’affermazione di Leonardo e la codificazione della tecnica giapponese nota come Shō Sugi Ban o Yakisugi.
I manoscritti di Madrid risalgono approssimativamente alla fine del XV e all’inizio del XVI secolo; le attestazioni documentarie della carbonizzazione del legno nella tradizione giapponese si consolidano invece solo in età moderna, tra XVII e XVIII secolo, con una specifica codificazione culturale ed estetica nell’architettura giapponese. Pertanto, come suggeriscono gli studi, la formulazione di Leonardo precede la pratica giapponese e la sua successiva nazionalizzazione.
Da questo punto di vista, l’annotazione non può essere interpretata come un’imitazione, ma come un’anticipazione autonoma. Questo fattore cronologico è cruciale per l’interpretazione della nota: non si tratta di una derivazione interculturale dimostrabile, poiché non esistono prove di un trasferimento tecnico diretto dall’Asia a Leonardo, ma di un caso di invenzione convergente. Una soluzione raggiunta in modo indipendente per rispondere a un problema tecnico universale: migliorare la resistenza del legno agli agenti atmosferici e biologici.





