IL GHIACCIAIO ALSEK RITIRANDOSI STA RIVELANDO AGLI STUDIOSI UN MONDO SCONOSCIUTO: LA NASA DOCUMENTA IN DIRETTA UNO DEI SEGNI PIÙ EVIDENTI DEL RISCALDAMENTO GLOBALE
Dove si trova il lago Alsek e cosa sta succedendo?
Il lago Alsek si trova nel sud-est dell’Alaska, all’interno del Glacier Bay National Park and Preserve, una delle aree glaciali più spettacolari e studiate del Nord America. È alimentato dal fiume Alsek e dal ghiacciaio omonimo, che discende dalle catene montuose dello Yukon fino a formare un vasto sistema lacustre di origine glaciale.
Nell’estate del 2025, le immagini satellitari Landsat della NASA hanno mostrato un cambiamento sorprendente: il rilievo roccioso di Prow Knob, fino ad allora collegato alla terraferma, è stato completamente circondato dall’acqua, trasformandosi in una vera e propria isola di circa 5 chilometri quadrati.
Il lago stesso si è espanso da 45 a 75 km², segno di un arretramento del ghiacciaio Alsek di oltre cinque chilometri in quarant’anni.
Secondo i ricercatori, questo evento rappresenta un nuovo stadio nella progressiva trasformazione del paesaggio artico, dove il ghiaccio arretra lasciando spazio a nuovi ecosistemi, acque libere e rilievi finora sconosciuti.
Cos’è il “calving” e perché è così importante per il lago Alsek?
Il termine calving deriva dal verbo inglese to calve, che significa “partorire”. In glaciologia, indica il distacco di grandi blocchi di ghiaccio dal fronte di un ghiacciaio che termina in mare o in un lago. Questi blocchi, una volta separati, formano iceberg che galleggiano nell’acqua circostante.
Nel caso dell’Alsek, le immagini satellitari mostrano un fronte glaciale sempre più instabile e soggetto a calving frequenti. Ogni distacco modifica la pressione, la circolazione dell’acqua e la temperatura del lago, accelerando ulteriormente lo scioglimento del ghiaccio.
Si tratta di un processo autoalimentato, in cui lo scioglimento genera nuove superfici liquide che assorbono calore solare e amplificano il riscaldamento.
Il calving è uno degli indicatori più sensibili del cambiamento climatico: segnala che il bilancio di massa del ghiacciaio è negativo, cioè perde più ghiaccio di quanto riesca a formare. È, in sostanza, il “respiro corto” della criosfera terrestre.
È la prima volta che accade una cosa simile?
Non è la prima volta che un ghiacciaio in ritirata genera una nuova isola, ma il caso del lago Alsek è uno dei più documentati e rapidi mai osservati. Eventi analoghi si sono verificati in Groenlandia, in Islanda e nella Patagonia cilena, ma raramente con una tale precisione temporale e spaziale.
Il monitoraggio continuo della NASA attraverso i satelliti Landsat 5 e 9 ha permesso di seguire il processo quasi in tempo reale: dal 13 luglio al 6 agosto 2025, nel giro di appena tre settimane, il collegamento tra Prow Knob e la terraferma è stato completamente eroso dalle acque di fusione.
Gli scienziati parlano di una nuova frontiera della geografia fisica, perché ogni isola nata dallo scioglimento glaciale rappresenta un laboratorio a cielo aperto. Oltre a modificare le mappe, questi fenomeni consentono di osservare la colonizzazione naturale di territori appena emersi, con la comparsa di muschi, licheni, alghe e primi microrganismi.
“Non è solo una questione di topografia — spiega la geologa Daniela Dagnino della Fondazione Everblue — ma di biodiversità. Queste isole diventano microcosmi che raccontano come la vita si adatta ai mutamenti del pianeta”.

Lago Alsek: perché lo scioglimento dei ghiacciai è così accelerato?
Il ghiacciaio Alsek, come molti altri dell’Alaska, sta perdendo massa a una velocità senza precedenti. Le temperature medie nella regione sono cresciute di oltre 2°C negli ultimi cinquant’anni, più del doppio della media globale. Ciò provoca la fusione superficiale del ghiaccio e l’accelerazione del deflusso verso valle.
La fusione non è solo termica: le precipitazioni, sempre più intense e concentrate, indeboliscono la struttura interna dei ghiacciai, creando canali di drenaggio e fessure che ne favoriscono la frammentazione.
Questa combinazione di calore e instabilità porta alla formazione di nuovi laghi glaciali, come quello di Alsek, che si espandono rapidamente. Il processo produce effetti a catena: innalzamento del livello marino, perdita di habitat per la fauna artica, aumento del rischio di frane e alluvioni.
Secondo un recente rapporto del National Snow and Ice Data Center, entro il 2100 oltre il 70% dei ghiacciai dell’Alaska potrebbe scomparire o ridursi a lembi isolati. L’isola di Prow Knob, dunque, è solo un frammento di un fenomeno molto più vasto, che sta riscrivendo la geografia polare.
Perché la scoperta è così importante per la scienza?
La “nascita” dell’isola nel lago Alsek offre una straordinaria opportunità scientifica. Le aree che emergono dal ghiaccio custodiscono archivi naturali intatti da decine di migliaia di anni. Nei sedimenti liberati si trovano microfossili, pollini, diatomee e persino frammenti di DNA antico, capaci di raccontare la vita prima dell’ultima era glaciale.
Questi dati permettono di ricostruire gli ecosistemi del passato e di confrontarli con quelli attuali, migliorando i modelli climatici che descrivono come le piante e gli animali reagiscono ai cambiamenti ambientali.
È come aprire una finestra nel tempo: ciò che era sepolto sotto chilometri di ghiaccio diventa visibile, tangibile, studiabile. “Ogni centimetro di sedimento — spiegano gli esperti — può contenere millenni di storia biologica, e ogni frammento di materia organica può raccontare l’evoluzione di un ecosistema”.
FAQ
Dove si trova il lago Alsek?
Nel sud-est dell’Alaska, all’interno del Glacier Bay National Park, ai confini con lo Yukon canadese.
Cos’è il calving?
È il distacco di blocchi di ghiaccio da un ghiacciaio che termina in acqua. I blocchi si trasformano in iceberg e indicano l’instabilità del fronte glaciale.
Perché si è formata una nuova isola?
Perché lo scioglimento e il calving hanno separato il rilievo roccioso di Prow Knob dalla terraferma, circondandolo completamente d’acqua.
È la prima volta che accade?
Non del tutto, ma è uno dei casi più rapidi e documentati di sempre, grazie al monitoraggio NASA.
Cosa può insegnarci questa scoperta?
Che lo scioglimento dei ghiacciai non è solo un segnale di crisi, ma anche una fonte di conoscenza per capire la storia naturale del pianeta.





