venerdì, Maggio 29, 2026

Amianto e lavoro: a Bologna il confronto ONA e Gruppo Il Sole 24 Ore (VIDEO)

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IL 27 MAGGIO LA PREVENZIONE DEL RISCHIO AMIANTO E LA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO SONO STATE AL CENTRO DELL’INCONTRO ORGANIZZATO DAL GRUPPO IL SOLE 24 ORE E DALL’OSSERVATORIO NAZIONALE AMIANTO (ONA) DURANTE AMBIENTE LAVORO 2026, A BOLOGNA FIERE

Ambiente Lavoro 2026: focus su amianto e tutela della salute

Il talk “Nuovi modelli organizzativi di impresa per la tutela della salute nei luoghi di lavoro, tra prevenzione e precauzione” ha riunito esperti, rappresentanti delle istituzioni, tecnici e associazioni impegnate nella tutela ambientale e sanitaria.

L’iniziativa si è svolta nell’ambito delle giornate di approfondimento dedicate all’evoluzione della sicurezza sul lavoro, tra innovazione tecnologica, aggiornamenti normativi e responsabilità delle imprese.

Al centro del dibattito, il rapporto tra ambiente, salute pubblica e prevenzione dell’esposizione ad agenti cancerogeni come l’amianto.

Amianto: emergenza ambientale e sanitaria

Durante il convegno è stato ribadito come l’amianto continui a rappresentare una grave emergenza ambientale e sanitaria.

Nonostante il bando dell’asbesto in Italia risalga al 1992, il materiale è ancora presente in molti edifici pubblici, scuole, impianti industriali e infrastrutture.

Secondo i dati ricordati nel corso dell’evento, ogni anno l’amianto provoca nel mondo circa 200mila vittime. In Italia si registrano oltre 10mila nuovi casi di malattie asbesto correlate, con circa 7mila decessi.

Per l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, la lotta contro l’asbesto rappresenta una battaglia di civiltà e tutela della dignità umana.

«L’amianto è la metafora della necessità dell’impegno contro ogni forma di agente dannoso e pericoloso», ha dichiarato Bonanni durante il suo intervento.

Prevenzione primaria e bonifiche ambientali

Uno dei temi principali emersi dal confronto riguarda la necessità di rafforzare la prevenzione primaria.

Secondo l’ONA, la vera tutela della salute passa attraverso la bonifica dei siti contaminati, il monitoraggio ambientale e la riduzione delle esposizioni.

Durante il convegno è stato evidenziato come molte strutture continuino ancora oggi a contenere materiali in amianto, esponendo lavoratori e cittadini a rischi sanitari importanti.

Per il generale Giampiero Cardillo, componente del Comitato Tecnico Scientifico ONA, servono maggiori controlli, investimenti nelle bonifiche e una più ampia informazione pubblica sui rischi legati alle fibre di asbesto.

Informazione e ambiente: il ruolo dei media

Ampio spazio è stato dedicato anche al ruolo dell’informazione ambientale nella sensibilizzazione pubblica.

Secondo i relatori, parlare di amianto significa promuovere una maggiore consapevolezza collettiva sui rischi ambientali e sanitari ancora presenti nel territorio italiano.

La collaborazione con il Gruppo Il Sole 24 Ore è stata definita strategica proprio per la capacità di portare il tema della sicurezza ambientale e del diritto alla salute all’attenzione nazionale.

Per i partecipanti, solo attraverso una comunicazione costante è possibile costruire una vera cultura della prevenzione.

Il confronto tra istituzioni, tecnici e associazioni

Il dibattito, moderato dall’avv. Ezio Bonanni, ha visto la partecipazione di Maurizio Ascione (online), magistrato della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, del generale Giampiero Cardillo e dell’ingegnere Sergio Clarelli, presidente di AssoAmianto. A coadiuvare l’iniziativa anche Isabella Ascione.

Nel corso dell’incontro, Sergio Clarelli ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra professionisti, associazioni e istituzioni per affrontare definitivamente il problema amianto. È in questo contesto che Bonanni e Clarelli si sono stretti la mano, simboleggiando la stessa dichiarazione d’intenti, ossia la lotta all’amianto.

L’obiettivo condiviso è quello di promuovere soluzioni concrete per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica.

Le testimonianze delle vittime dell’amianto

Tra i momenti più significativi anche le testimonianze dirette delle vittime dell’esposizione all’amianto nel post evento, intervenuti dal pubblico.

Fabio Fenati, ex lavoratore delle piattaforme petrolifere, ha raccontato di aver sviluppato un mesotelioma dopo anni di esposizione professionale tra il 1986 e il 1996.

Oggi convive con una situazione sanitaria molto complessa, aggravata da ulteriori patologie.

La sua testimonianza ha riportato l’attenzione sulle conseguenze concrete dell’inquinamento da amianto e sull’importanza della prevenzione ambientale.

Davide Fabretti: “L’amianto riguarda tutti”

Molto intenso anche l’intervento di Davide Fabretti, coordinatore ONA Lombardia.

Fabretti ha raccontato la morte del padre per mesotelioma e il suo impegno nella sensibilizzazione pubblica e nella tutela dei diritti delle vittime.

Secondo Fabretti, il problema amianto viene ancora troppo spesso sottovalutato, nonostante la presenza del materiale in numerosi edifici e strutture frequentate quotidianamente dai cittadini.

«La gente deve sapere», ha dichiarato, affermando l’importanza dell’informazione ambientale e sanitaria per salvare vite.

Per le associazioni presenti, la lotta all’amianto richiede quindi una strategia condivisa basata su bonifiche, prevenzione, ricerca scientifica e informazione.

Ridurre l’impatto dell’amianto equivale a proteggere i cittadini da una delle più gravi emergenze ambientali e sanitarie ancora presenti in Italia.

Le videointerviste a margine dell’evento

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