“SUPER FRA”, IL NUOVO VOLTO DELLA CAMPAGNA PET CARPET TOUR 2026, RIPARTIRÀ DA ASSISI PER PARLARE DI ANIMALI, NATURA, SICUREZZA STRADALE E BIODIVERSITÀ. NELL’OTTAVO CENTENARIO DELLA MORTE DI SAN FRANCESCO, IL SANTO DIVENTERÀ IL SIMBOLO DI UN MESSAGGIO CONTEMPORANEO: RALLENTARE, PRENDERSI CURA DEL MONDO VIVENTE E RIPENSARE IL RAPPORTO TRA ESSERI UMANI, AMBIENTE E ANIMALI
Pet Camper Tour e San Francesco, il primo “green influencer” della storia
Molto prima dei social network, delle campagne ambientali digitali e degli influencer ecologisti, c’era un uomo che parlava agli animali, chiamava il sole “fratello” e la luna “sorella”, attraversava i boschi a piedi e considerava ogni creatura parte di una stessa comunità vivente.
È da questa immagine sorprendentemente attuale che prende forma la sesta edizione del Pet Camper Tour promosso dall’associazione Pet Carpet.
Nel 2026, anno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, la campagna itinerante contro l’abbandono degli animali e per la sicurezza stradale trasformerà idealmente il Santo in un moderno “Super Fra”.
Un personaggio simbolico che usa come superpoteri la gentilezza, il rispetto e la capacità di ristabilire un rapporto armonico con la natura.
La scelta non appare soltanto comunicativa o evocativa. In un’epoca dominata dall’iperconnessione digitale, dalla velocità e dal consumo continuo di immagini, il richiamo a Francesco d’Assisi diventa anche una critica implicita a uno stile di vita sempre più distante dagli ecosistemi reali.
La campagna invita infatti a rallentare la frenesia quotidiana per sintonizzarsi sulle frequenze della natura e degli animali, proponendo la sostenibilità non come sacrificio, ma come forma di benessere personale e collettivo.
Che cos’è il Pet Camper Tour 2026?
Il Pet Camper Tour è una campagna itinerante e interattiva ideata dall’associazione Pet Carpet e dalla giornalista Federica Rinaudo, presidente dell’associazione.
L’iniziativa unisce divulgazione ambientale, tutela animale ed educazione civica attraverso eventi pubblici, laboratori, testimonianze e attività pensate sia per adulti sia per bambini.
L’edizione 2026 partirà simbolicamente proprio da Assisi, dalla Basilica di Santa Maria degli Angeli, il 31 maggio e il 1° giugno. Successivamente il tour raggiungerà Castel Gandolfo il 13 e 14 giugno, sul Lungolago, e infine il parco divertimenti MagicLand di Valmontone il 4 e 5 luglio.
Il progetto gode del patrocinio di FNOVI e di Anas, con la partecipazione della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri. La campagna è sostenuta anche da aziende storiche del settore pet come PetStore Conad e Vitakraft, insieme a Verdemax per il settore green.
Ma dietro gli sponsor e gli eventi c’è soprattutto un’idea culturale precisa: riportare il tema del rispetto animale dentro una riflessione più ampia sulla qualità della vita, sul rapporto con l’ambiente e sulla responsabilità collettiva.

Perché oggi il tema dell’abbandono animale riguarda anche l’ambiente?
L’abbandono degli animali viene spesso raccontato come un problema esclusivamente etico o affettivo. In realtà ha anche una forte dimensione ambientale e sociale.
Ogni estate migliaia di cani e gatti vengono lasciati lungo strade, aree rurali e periferie urbane, generando situazioni di sofferenza animale ma anche rischi per la sicurezza stradale e squilibri negli ecosistemi locali.
Non è un caso che durante il tour venga presentata anche la nuova campagna di Anas contro l’abbandono, dal titolo “Non abbandonare una parte di te”.
Il messaggio prova a spostare il discorso dalla semplice colpa alla responsabilità relazionale: abbandonare un animale significa interrompere un legame, ma anche scaricare sul territorio le conseguenze di quella scelta.
Gli animali vaganti provocano ogni anno incidenti stradali, interventi sanitari, costi pubblici e problemi di gestione faunistica. Allo stesso tempo, la crescita di una cultura dell’adozione responsabile può contribuire a ridurre il commercio illegale, gli allevamenti impropri e il sovraffollamento delle strutture di accoglienza.
La campagna insiste molto anche sull’idea del viaggio consapevole con gli animali. Una corretta educazione stradale non serve soltanto a proteggere le persone, ma anche gli animali trasportati, spesso esposti a rischi evitabili durante gli spostamenti estivi.
Come saranno organizzate le attività nelle piazze?
Le tappe del Pet Camper Tour saranno costruite come spazi esperienziali e partecipativi. Non semplici stand informativi, ma piccoli laboratori urbani dedicati alla convivenza tra esseri umani, animali e ambiente.
Saranno organizzati laboratori creativi sul riciclo, attività dedicate alla cura delle piante e degli animali, incontri educativi, giochi per bambini e momenti di testimonianza contro l’abbandono. Il linguaggio scelto sarà volutamente accessibile, emotivo e diretto, proprio per raggiungere famiglie, ragazzi e cittadini che normalmente restano lontani dai tradizionali eventi ambientalisti.
Particolarmente interessante è anche l’idea delle video-testimonianze dedicate ai propri animali. I racconti raccolti da un team di videomaker potranno infatti essere selezionati per il Pet Carpet Film Festival, la rassegna cinematografica internazionale dedicata al mondo animale prevista a Roma nel settembre 2026.
In questo modo il tour prova a costruire una memoria collettiva del rapporto tra persone e animali domestici, trasformando le esperienze private in narrazioni pubbliche.

Che ruolo avrà la biodiversità nella campagna?
Uno degli aspetti più interessanti dell’edizione 2026 è il forte richiamo alla biodiversità. In ogni tappa verrà infatti dedicato uno spazio specifico al tema della tutela degli ecosistemi e della relazione tra specie diverse.
Il messaggio della campagna è molto chiaro: gli animali domestici non possono essere separati dal più ampio equilibrio naturale di cui fanno parte. Prendersi cura di un cane o di un gatto significa anche interrogarsi sul rapporto con il territorio, sul verde urbano, sugli habitat naturali e sul modo in cui viviamo gli spazi pubblici.
La frase scelta dagli organizzatori sintetizza perfettamente questa idea: “Guardare il video di un cane o un gatto sullo smartphone è una cosa, ma fuori dalla finestra c’è un mondo intero che ci aspetta in 8K e senza bisogno di Wi-Fi”.
Dietro l’ironia c’è però una riflessione molto seria sul nostro tempo. Negli ultimi anni il rapporto con gli animali è diventato sempre più mediato dagli schermi. Consumiamo continuamente immagini di cuccioli, fauna selvatica e paesaggi naturali, ma spesso perdiamo il contatto diretto con gli ecosistemi reali.
La campagna prova invece a riportare l’attenzione sull’esperienza concreta della natura: osservare, ascoltare, rallentare, camminare, prendersi cura.
Perché la figura di San Francesco appare oggi così contemporanea?
La forza simbolica di San Francesco sta forse proprio nella sua modernità inattesa. Molti dei temi oggi al centro del dibattito ambientale — interdipendenza tra specie, rispetto degli ecosistemi, critica dell’eccesso, valore della sobrietà — erano già presenti nella sua visione del mondo.
Naturalmente con linguaggi diversi, spirituali e medievali. Ma il nucleo resta sorprendentemente vicino alle grandi questioni ecologiche contemporanee.
In un periodo storico segnato da crisi climatica, isolamento sociale e perdita di contatto con il vivente, il messaggio del Pet Camper Tour sembra voler dire una cosa molto semplice: non può esistere una vera sostenibilità senza relazione, cura e attenzione reciproca tra esseri umani, animali e ambiente.




