sabato, Maggio 30, 2026

Al via il seminario estivo della Fondazione Symbola

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“PATRIOTTISMO DOLCE” SARÀ IL FILO CONDUTTORE DELLA XXIV EDIZIONE DEL SEMINARIO ESTIVO DELLA FONDAZIONE SYMBOLA, IN PROGRAMMA DALL’11 AL 13 GIUGNO 2026 AL TEATRO SCIENTIFICO BIBIENA DI MANTOVA. TRE GIORNI DI CONFRONTO SU SOSTENIBILITÀ, ECONOMIA, COESIONE SOCIALE, TRANSIZIONE ENERGETICA E FUTURO DELL’ITALIA. CON OLTRE CENTO RELATORI TRA ISTITUZIONI, IMPRESE, UNIVERSITÀ, MONDO DELLA CULTURA E SOCIETÀ CIVILE

Seminario della Fondazione Symbola: che cosa significa “patriottismo dolce”?

In un’epoca attraversata da guerre, crisi climatiche, instabilità geopolitiche e nuove fratture economiche e sociali, la Fondazione Symbola ha scelto di proporre un’idea diversa di patriottismo. Non una retorica identitaria costruita sulla contrapposizione, ma un progetto fondato sulla qualità delle relazioni, sulla sostenibilità e sulla capacità di tenere insieme comunità, territori e innovazione.

Il concetto di “patriottismo dolce”, è al centro del seminario di quest’anno: “un amore per il Paese che non ha bisogno di alzare muri, perché trova forza e sicurezza nella propria identità, nella coesione delle comunità e in un’economia a misura d’uomo”.

La parola “dolce” non indica debolezza. Al contrario, richiama l’idea di una forza capace di includere, dialogare e costruire il futuro. Un’identità sicura di sé, infatti, non teme il confronto e non vive di chiusure. In questo senso il patriottismo dolce diventa una risposta culturale e politica alle tensioni del presente.

Seminario della Fondazione Symbola: la “soft economy” al centro

Uno dei pilastri della riflessione di Symbola resta il modello della soft economy, concetto elaborato negli anni dalla fondazione per descrivere un’economia che mette al centro sostenibilità, qualità, innovazione e benessere collettivo.

Secondo questa visione, il futuro competitivo dell’Italia non passa soltanto dalla quantità della produzione, ma dalla capacità di valorizzare competenze, territori, manifattura avanzata, cultura, economia circolare ed energie rinnovabili. La comunità, in questo modello, non è un concetto astratto ma una rete concreta fatta di imprese, relazioni sociali, paesaggi, distretti produttivi e identità locali.

Il seminario proverà dunque a raccontare un’Italia che affronta le grandi sfide contemporanee — dalla crisi climatica all’intelligenza artificiale — senza rinunciare alla propria dimensione umana. Una “economia civile” capace di produrre non solo ricchezza economica ma anche qualità della vita e coesione sociale.

Perché Mantova diventerà il centro del dibattito sulla sostenibilità?

La XXIV edizione del Seminario Estivo si svolgerà a Teatro Bibiena, nel cuore di Mantova, città che negli anni ha consolidato il proprio ruolo come laboratorio culturale e territoriale legato ai temi della qualità urbana, dell’innovazione e della sostenibilità.

Il programma prevede dieci tavole rotonde, oltre cento contributi e circa venti ore di confronto pubblico, con la partecipazione di novanta partner istituzionali e scientifici.

Tra gli ospiti annunciati figurano Paolo Gentiloni, Adolfo Urso, Gilberto Pichetto Fratin, Giorgio Parisi, Stefano Zamagni, Ermete Realacci e numerosi rappresentanti del mondo produttivo, universitario e ambientale.

Il seminario non sarà soltanto un luogo di discussione teorica. L’obiettivo dichiarato è costruire connessioni concrete tra imprese, istituzioni, ricerca e territori, individuando strumenti pratici per affrontare la transizione ecologica e digitale.

Quali saranno i temi principali delle tre giornate?

Il programma attraverserà alcuni dei nodi più delicati del presente. Nella giornata inaugurale dell’11 giugno si parlerà di “artigianato aumentato” e Made in Italy, con una riflessione sul rapporto tra innovazione tecnologica e manifattura italiana. Il panel “Il futuro di Geppetto” metterà al centro il ruolo dell’artigianato evoluto, delle competenze e della creatività produttiva italiana.

Nel pomeriggio il focus si sposterà sulle “transizioni e fratture”, affrontando temi come crisi climatica, indipendenza energetica e intelligenza artificiale. Molto attesa anche la tavola rotonda sull’intelligenza artificiale, che vedrà il contributo del Premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi. Il confronto si concentrerà sulla necessità di costruire una “via europea” all’IA, capace di tenere insieme innovazione, democrazia e tutela dei diritti.

Perché la coesione sociale viene considerata una leva economica?

La giornata del 12 giugno ruoterà attorno al concetto di “Coesione è competizione”. Un titolo che riassume bene la filosofia di Symbola. Secondo questa impostazione, infatti, le economie più forti non sono necessariamente quelle più aggressive, ma quelle capaci di costruire reti sociali solide, fiducia e cooperazione.

Il tema della coesione verrà affrontato anche come risposta alle grandi disuguaglianze contemporanee. La transizione ecologica, infatti, rischia di produrre nuove fratture se non viene accompagnata da politiche inclusive e partecipative. Da qui l’insistenza del seminario sul legame tra sostenibilità ambientale e giustizia sociale.

Che spazio avranno economia circolare e gestione delle risorse?

Una parte importante del programma sarà dedicata all’economia circolare e alla gestione sostenibile delle risorse. La sessione “Economia circolare: trasformare il primato in futuro” si occupa di materiali, filiera del riciclo ed efficienza produttiva.

Grande attenzione anche al tema dell’acqua, sempre più centrale nella crisi climatica mediterranea. La tavola rotonda sulle “nuove filiere dell’acqua” affronterà questioni legate alla gestione idrica, alla resilienza climatica e alla tutela delle risorse naturali.

Seminario Estivo della Fondazione Symbola (Immagine – Fondazione Symbola)

Perché il Manifesto di Assisi ritorna nel dibattito di Symbola?

Nel testo introduttivo del seminario compare esplicitamente un riferimento al Manifesto di Assisi, documento promosso negli ultimi anni da Symbola insieme a realtà religiose, culturali e imprenditoriali per proporre un’economia “a misura d’uomo”.

Il seminario prova a tenere insieme crescita economica, responsabilità ambientale e dimensione etica, evitando sia il tecnicismo sia la retorica astratta. La sostenibilità viene interpretata come un progetto culturale prima ancora che industriale.

Molto evocativa anche l’immagine scelta nel documento: quella del kintsugi, l’antica arte giapponese che ripara gli oggetti rotti valorizzandone le fratture con l’oro. Una metafora che Symbola utilizza per descrivere la possibilità di trasformare le crisi contemporanee in occasioni di rigenerazione sociale ed economica.

Il seminario della Fondazione Symbola parla anche del futuro dell’Italia

Più che un semplice convegno sulla sostenibilità, il Seminario Estivo di Symbola appare sempre più come un osservatorio sul futuro del Paese. Dentro il concetto di “patriottismo dolce” convivono infatti molte delle grandi domande contemporanee: come affrontare la crisi climatica senza aumentare le disuguaglianze, come usare l’innovazione tecnologica senza perdere la dimensione umana, come rafforzare le comunità in un tempo segnato da frammentazione e sfiducia.

La risposta proposta da Symbola passa attraverso un’idea precisa di sviluppo: un’economia che non separi competitività e sostenibilità, innovazione e coesione, crescita e qualità della vita. Un modello che prova a leggere le fragilità del presente non soltanto come un’emergenza da gestire, ma come un’occasione per ripensare profondamente il rapporto tra persone, territori e ambiente.

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