martedì, Maggio 26, 2026

La “sirena” tecnologica che esplora i fondali del Golfo di Napoli

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UN VEICOLO AUTONOMO CAPACE DI ESPLORARE GLI ABISSI FINO A 3MILA METRI DI PROFONDITÀ PER MONITORARE VULCANI SOMMERSI, EMISSIONI DI GAS E CAMBIAMENTI AMBIENTALI. NEL GOLFO DI NAPOLI E A ISCHIA, ISPRA HA COLLAUDATO L’AUV HUGIN, UNA NUOVA TECNOLOGIA SUBACQUEA SVILUPPATA PER RAFFORZARE RICERCA SCIENTIFICA, PREVENZIONE DEI RISCHI E TUTELA DEGLI ECOSISTEMI MARINI

Un robot subacqueo per esplorare il mare profondo

Silenziosa come una moderna sirena, invisibile negli abissi ma capace di raccogliere dati preziosi, la nuova tecnologia di ISPRA ha iniziato a sondare i fondali del Golfo di Napoli e dell’area di Ischia.

Nell’ambito del progetto PNRR MER (Marine Ecosystems Restoration), l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ha infatti completato il collaudo dell’AUV Hugin, (Autonomous Underwater Vehicle) un sofisticato veicolo autonomo subacqueo progettato per operare fino a 3mila metri di profondità.

Le operazioni della “Sirena”, svolte con il supporto della nave oceanografica Astrea, hanno permesso di realizzare mappature dettagliate dei fondali attraverso sistemi acustici e ottici avanzati in grado di fornire immagini e informazioni ad altissima risoluzione.

Monitorare vulcani sommersi e anomalie geologiche

Il Golfo di Napoli rappresenta una delle aree geologicamente più sensibili del Mediterraneo, caratterizzata dalla presenza di vulcani sommersi, emissioni di gas e fenomeni naturali complessi che richiedono un monitoraggio costante.

Durante la campagna di ricerca, l’AUV Hugin ha effettuato rilievi batimetrici e morfologici, raccogliendo dati geofisici e ambientali utili a comprendere l’evoluzione dei fondali marini e a individuare eventuali anomalie.

Tra i parametri monitorati figurano temperatura, salinità e concentrazioni di gas come anidride carbonica e metano, elementi fondamentali per valutare lo stato ambientale del mare e la presenza di emissioni sottomarine.

Sirena, ISPRA: “Tecnologie strategiche per la sicurezza del territorio”

Secondo Maria Alessandra Gallone, presidente ISPRA e SNPA, il progetto rappresenta un passo decisivo nell’utilizzo delle tecnologie autonome applicate allo studio del mare.

«L’attività rappresenta un importante passo avanti nell’impiego di tecnologie autonome per monitorare i fondali marini e acquisire dati ad altissima risoluzione, finalizzati alla caratterizzazione morfologica, geologica e ambientale delle profondità marine», ha dichiarato Gallone.

La presidente di ISPRA ha evidenziato anche la delicatezza dell’area monitorata: «Il Golfo di Napoli costituisce uno dei contesti più complessi e sensibili del Mar Mediterraneo ed è quindi fondamentale un monitoraggio continuo per comprendere l’evoluzione dei processi naturali e contribuire a ridurre potenziali rischi per la popolazione e per gli ecosistemi marini».

Gallone ha inoltre sottolineato il valore strategico del progetto PNRR MER per il rafforzamento delle capacità scientifiche italiane: «Grazie al progetto PNRR MER, ISPRA si dota di strumenti all’avanguardia che consentono non solo di acquisire dati fondamentali per la ricerca, ma anche di sviluppare modelli previsionali sempre più accurati, contribuendo in maniera determinante alla prevenzione dei rischi naturali e alla sicurezza delle comunità costiere».

Una “sirena tecnologica” che interpreta i segnali del mare

L’AUV Hugin è un Autonomous Underwater Vehicle, cioè un mezzo subacqueo senza pilota in grado di muoversi autonomamente anche in ambienti complessi.

Per Giordano Giorgi, direttore del Centro Nazionale Coste ISPRA e coordinatore del progetto PNRR MER, questa tecnologia rappresenta una vera rivoluzione per il monitoraggio marino.

«L’impiego di tecnologie autonome come l’AUV Hugin rappresenta una risorsa strategica per lo studio dei fondali marini e per la tutela di aree ad alta vulnerabilità», ha spiegato Giorgi.

Il direttore ha definito il mezzo «una sirena tecnologica che ascolta i fondali, ne interpreta i segnali provenienti in particolare dai vulcani sommersi e trasforma i dati in conoscenza scientifica, al servizio della sicurezza del territorio e della protezione degli ecosistemi marini».

Secondo Giorgi, il sistema amplia radicalmente la capacità di monitoraggio e indagine scientifica dei fondali marini, consentendo di osservare fenomeni difficilmente rilevabili con le tecnologie tradizionali.

Il futuro del monitoraggio marino italiano

I dati raccolti durante la campagna vengono trasferiti e salvati sia sui sistemi di bordo sia sulle infrastrutture cloud di ISPRA, contribuendo alla costruzione di modelli scientifici sempre più avanzati.

Il progetto PNRR MER punta, infatti, a sviluppare strumenti innovativi per migliorare la conoscenza degli ecosistemi marini italiani, prevenire rischi naturali e rafforzare la tutela delle coste.

Con l’impiego dell’AUV Hugin, ISPRA compie così un ulteriore passo verso un monitoraggio del mare sempre più tecnologico, continuo e integrato, in grado di trasformare i segnali provenienti dagli abissi in strumenti concreti per la protezione dell’ambiente e delle comunità costiere.

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