sabato, Febbraio 21, 2026

Architetture spontanee a Trinitapoli

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A TRINITAPOLI GLI ARCHITETTI DELLA BAT RISCRIVONO IL DIALOGO TRA UOMO, NATURA E MEMORIA. IL PROGETTO “ARCHITETTURE SPONTANEE” TRASFORMA IL PATRIMONIO ARCHEOLOGICO IN UNA LEZIONE DI SOSTENIBILITÀ E IDENTITÀ

Che cos’è il progetto “Architetture spontanee”?

“Architetture spontanee” è un percorso culturale e formativo ideato dall’Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della BAT (Barletta-Andria-Trani) per promuovere una visione dell’architettura capace di dialogare con la natura, la storia e la comunità.

L’obiettivo è riportare l’attenzione sulla progettazione sostenibile, la valorizzazione dei beni archeologici e la conoscenza diretta del territorio. Ogni tappa è un viaggio sul campo, un laboratorio a cielo aperto in cui i professionisti esplorano i paesaggi locali, osservano i segni spontanei dell’abitare e discutono su come l’architettura possa farsi custode della memoria collettiva.

Domenica scorsa l’iniziativa ha fatto tappa a Trinitapoli, nel cuore del Tavoliere delle Puglie, in collaborazione con l’amministrazione comunale. Qui, tra tombe preistoriche, case ipogee e distese saline, il progetto ha trovato uno dei suoi scenari più emblematici: un luogo dove archeologia e natura convivono in una trama di segni antichissimi e paesaggi ancora intatti.

architetture spontanee
Una delegazione nutrita di Architetti della BAT ha fatto visita all’interno del Parco Archeologico degli Ipogei, al Museo Archeologico degli Ipogei e al Centro di Educazione Ambientale “Casa di Ramsar”

Trinitapoli: un crocevia tra archeologia e natura

Trinitapoli, piccolo centro del Basso Tavoliere in provincia di Barletta-Andria-Trani, è una città sospesa tra il mare e la terra, tra l’Adriatico e la grande pianura del nord della Puglia. È nota in tutta Italia per il suo Parco Archeologico degli Ipogei, un complesso unico che custodisce testimonianze di oltre 3500 anni fa.

Le cavità scavate nel tufo, scoperte casualmente negli anni Settanta, raccontano riti e culti preistorici legati al sole e agli astri. Queste antiche strutture sotterranee – utilizzate come luoghi di sepoltura e culto – testimoniano una raffinata conoscenza dell’ambiente e un rapporto armonico con il paesaggio naturale.

Accanto al parco, il Museo Archeologico degli Ipogei espone materiali e reperti rinvenuti nelle tombe, tra cui ceramiche, amuleti e oggetti votivi che ricostruiscono la spiritualità e la vita quotidiana dell’età del Bronzo. È un museo “di territorio”, dove la narrazione archeologica si intreccia alla storia del paesaggio pugliese.

Non lontano, il Centro di Educazione Ambientale “Casa di Ramsar” – dedicato alla zona umida protetta che si estende tra Trinitapoli e Margherita di Savoia – rappresenta il ponte ideale tra l’archeologia e la natura. Qui si studiano gli ecosistemi delle saline, si promuove l’educazione ambientale e si sperimenta la convivenza tra tutela e sviluppo sostenibile.

Cosa si intende per “architetture spontanee”?

Il termine “architetture spontanee” indica le costruzioni nate dal sapere collettivo e dall’adattamento al contesto, senza interventi di pianificazione formale. Sono opere nate dal rapporto diretto tra uomo e paesaggio, costruite con materiali locali, in risposta al clima, al suolo e ai bisogni comunitari.

In Puglia, e in particolare nel territorio della BAT, queste architetture si riconoscono nelle masserie, nei trulli, nelle case ipogee e nei muretti a secco: segni di un equilibrio antico, dove la forma nasce dall’uso e dalla necessità.

Per gli architetti che hanno partecipato all’evento di Trinitapoli, osservare queste architetture significa capire come l’uomo abbia sempre dialogato con la natura, modellandola senza dominarla. Oggi quel modello può ispirare una progettazione contemporanea più rispettosa e integrata.

“Non si tratta di nostalgia – hanno spiegato i rappresentanti dell’Ordine – ma di un atto di conoscenza. Solo comprendendo come si costruiva in armonia con il paesaggio possiamo immaginare un futuro sostenibile per i nostri territori”.

Architetture spontanee: l’evento

L’appuntamento di Trinitapoli ha visto la partecipazione di una delegazione numerosa di architetti della provincia BAT, accompagnati da guide archeologiche e operatori ambientali. Durante la visita al Parco e al Museo degli Ipogei, i professionisti hanno potuto esplorare da vicino le cavità scavate nel tufo e ascoltare i racconti di chi ogni giorno custodisce questi luoghi.

L’incontro si è concluso al Centro “Casa di Ramsar”, dove il dialogo tra tecnici, amministratori e cittadini ha evidenziato la necessità di costruire progetti condivisi di valorizzazione territoriale. Presenti anche rappresentanti del Comune di Trinitapoli, tra cui l’assessore alla Cultura Giovanni Landriscina, che ha sottolineato “il ruolo centrale della cultura del progetto nella crescita e nella promozione del territorio”.

La giornata si è chiusa con un messaggio comune: la sinergia tra istituzioni e professionisti è la chiave per creare processi duraturi e inclusivi, capaci di generare valore economico e sociale a partire dai beni culturali e ambientali.

Architetture spontanee: il valore del dialogo tra archeologia e architettura

In un luogo come Trinitapoli, dove la terra conserva le tracce della preistoria e la superficie racconta la vita contadina, l’incontro tra architetti e archeologi assume un significato profondo. Entrambi lavorano sul tempo e sulla materia, entrambi cercano di dare forma a ciò che resiste e a ciò che muta. L’archeologia mostra come l’uomo si sia adattato al paesaggio, l’architettura prova a immaginare come continuare a farlo in modo sostenibile.

Le architetture spontanee del passato, come gli ipogei, insegnano l’arte della misura e dell’equilibrio: scavare nella roccia per abitare, costruire nel sottosuolo per ripararsi, usare il minimo indispensabile per vivere in armonia con il contesto.
Questi principi – osservati dai professionisti della BAT – diventano linee guida contemporanee per una progettazione rispettosa dei luoghi e della loro identità.

Perché Trinitapoli è un caso emblematico

Trinitapoli rappresenta un modello di integrazione tra patrimonio archeologico, natura e comunità locale. Le sue radici preistoriche convivono con la vita quotidiana di una città che guarda al futuro senza dimenticare il proprio passato.

Il sistema dei beni culturali – dal Parco degli Ipogei al Museo, fino alle aree naturalistiche tutelate – mostra come la valorizzazione del territorio possa diventare anche un volano economico e sociale, se guidata da visioni condivise.

Per l’Ordine degli Architetti BAT, la tappa di Trinitapoli è stata anche un modo per ribadire un impegno: dare continuità a queste esperienze e trasformarle in strumenti di educazione civica e professionale.

L’architettura, spiegano gli organizzatori, “non è solo costruire, ma partecipare alla costruzione culturale dei luoghi”

Architetture spontanee: verso una nuova cultura del territorio

Il progetto “Architetture spontanee” continuerà a viaggiare nei comuni della BAT, portando l’attenzione su temi come la rigenerazione dei centri storici, la tutela del paesaggio rurale e la progettazione partecipata.

L’obiettivo è diffondere una nuova sensibilità ambientale e professionale, fondata sulla conoscenza diretta e sul rispetto dei luoghi.

In questo senso, Trinitapoli diventa un simbolo: un punto d’incontro tra passato e futuro, dove la terra racconta ancora storie e l’architettura impara ad ascoltarle.


Numero verde ONA

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