domenica, Febbraio 1, 2026

Amianto in Calabria: emergenza ambientale e sanitaria. Il convegno

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REATI AMBIENTALI, AMIANTO E SITI CONTAMINATI SEGNANO LA CALABRIA. DATI UFFICIALI, DENUNCE E ANALISI SCIENTIFICHE PRESENTATI NEL CORSO DEL CONVEGNO “AMIANTO E ALTRI RISCHI CANCEROGENI: STATO DELL’ARTE E PROSPETTIVE FUTURE” RACCONTANO UN’EMERGENZA SANITARIA E AMBIENTALE CHE RICHIEDE PREVENZIONE, BONIFICHE E RESPONSABILITÀ ISTITUZIONALE IMMEDIATE

Reati ambientali in crescita: i numeri dell’Ecomafia

Secondo i dati più recenti del rapporto Ecomafia, nel 2024 in Italia sono stati accertati oltre 40mila reati ambientali. Il dato segna un aumento rilevante rispetto all’anno precedente e genera un giro d’affari illecito superiore ai 9miliardi di euro.

La Calabria emerge tra le regioni più colpite. Nel corso dell’anno sono stati registrati 3.215 reati ambientali, pari al 7,9% del totale nazionale.

Le persone denunciate risultano 2.761, con 41 arresti e 695 sequestri. Una pressione criminale definita diffusa e capillare, che impone risposte istituzionali rapide e incisive.

 Amianto e rischi cancerogeni: il convegno di Catanzaro

Questi temi sono stati al centro del convegno “Amianto e altri rischi cancerogeni: stato dell’arte e prospettive future”.

L’incontro ha acceso i riflettori sui grandi siti contaminati, a partire dal SIN di Crotone. Il sito è stato indicato come emblematico per la delicatezza e la complessità delle operazioni di risanamento ambientale. Un caso che sintetizza criticità ambientali, sanitarie e sociali ancora irrisolte. Il seminario si è svolto venerdì 30 gennaio 2026 a Catanzaro.

Hanno partecipato esperti scientifici, medici, giuristi e rappresentanti delle istituzioni.

 Il SIN di Crotone: un’area ad alta compromissione

Il Sito di Interesse Nazionale di Crotone è classificato come area di elevata compromissione ambientale. Si estende per circa 543 ettari a terra e 1.448 ettari a mare.

La contaminazione deriva dal polo chimico-industriale dismesso, tra cui ex Montedison e Pertusola. Il perimetro comprende aree industriali, la discarica di Tufolo-Farina e la fascia costiera.

Le matrici ambientali risultano contaminate da metalli pesanti, composti clorurati e scorie industriali. Una situazione che rende le operazioni di bonifica particolarmente complesse.

 Bonanni: prevenzione e giustizia per le vittime

L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), ha ribadito il valore della prevenzione primaria e secondaria. Il riferimento ha riguardato amianto e altri agenti cancerogeni.

«La tutela della salute pubblica è la nostra priorità – ha affermato Bonanni – interventi come questo convegno aiutano a sensibilizzare istituzioni, anche europee e cittadini sui rischi reali dell’amianto. Fondamentale è la prevenzione primaria».

Bonanni ha ricordato le prime sentenze del 1907 che riconoscevano la pericolosità dell’amianto. Ha citato anche il riconoscimento dell’asbestosi come malattia professionale nel 1941. Nel suo intervento ha sottolineato la responsabilità del datore di lavoro nella tutela dei lavoratori esposti. Un principio giuridico consolidato ma ancora spesso disatteso.

 Mesotelioma: dati ufficiali e stime reali

L’avvocato ha richiamato i dati del Centro Operativo Regionale dei mesoteliomi, il COR Calabria. Fino al 2021 risultano censiti 118 casi di mesotelioma dal 2001.

Secondo l’ONA, tuttavia, il dato appare sottostimato.

Molte diagnosi, infatti, verrebbero effettuate in strutture sanitarie del Nord Italia.

«Dagli anni ’90 ad oggi, per quanto riguarda i dati della regione abbiamo censito circa 600 casi di mesotelioma, che sono un numero molto più elevato di quelli che risultano nel COR regionale!», afferma Bonanni.

Il presidente ONA ha ricordato anche casi di malattie asbesto-correlate in familiari di lavoratori esposti. In particolare, persone entrate in contatto con l’amianto lavando abiti contaminati.

 Le prove biologiche e il caso della moglie del militare

Bonanni ha citato il riconoscimento dell’asbestosi a una moglie di un militare vittima del dovere. L’uomo era deceduto per asbestosi e cancro. Anche la donna si è ammalata di cancro.

Il professor Montilla ha analizzato i tessuti biologici, individuando contaminanti come prova scientifica.

Secondo Bonanni, la stessa metodologia è stata applicata ai tessuti degli esposti del SIN di Crotone. Un approccio che rafforza il legame tra contaminazione ambientale e patologie oncologiche.

 Montilla: dalla diagnosi alla previsione del rischio

Tra i relatori è intervenuto il professor Pasquale Montilla, oncologo e consulente scientifico ONA. Montilla ha presentato le sue ricerche condotte presso il SIN di Crotone.

L’oncologo ha sottolineato l’importanza di protocolli di prevenzione e trattamento. Il focus riguarda esposizioni ad amianto e nanoparticelle di metalli pesanti.

Montilla ha spiegato come interventi mirati possano prevedere il rischio oncologico delle malattie metallo-correlate. La ricerca, ha chiarito, indaga le cause biologiche profonde dei processi patologici.

Il suo approccio mira a trasformare l’analisi ambientale in prevenzione attiva. L’obiettivo è passare dalla ricostruzione del danno alla previsione biologica del rischio tumorale.

 Regione Calabria: bonifica come scelta etica

Nel suo intervento, l’ingegner Salvatore Siviglia, capo Dipartimento Ambiente della Regione Calabria, ha ribadito la priorità delle bonifiche. Il riferimento riguarda una presenza stimata di circa 15milioni di metri quadrati di amianto.

«La presenza di circa 15milioni metri quadri di amianto richiede un impegno non solo tecnico, ma etico. La Regione considera la bonifica una priorità assoluta per la tutela della salute dei cittadini. L’obiettivo strategico è l’eliminazione totale dell’amianto antropico in Italia entro 10 anni dall’adozione definitiva del nuovo piano», ha detto Siviglia.

 Giovani e legalità: il messaggio di Vegliante

Paola Vegliantei, presidente dell’Accademia della Legalità, ha ringraziato i partecipanti. Un ringraziamento speciale è stato rivolto ai giovani e alle scuole presenti.

I ragazzi sono stati definiti «portatori di una speranza che non deve restare tale, ma trasformarsi in azione concreta».

Il discorso ha lanciato un forte messaggio di responsabilità collettiva. È stato sottolineato come l’attuale situazione rappresenti un’eredità negativa lasciata dagli adulti.

Una responsabilità che può essere affrontata con consapevolezza, impegno e coraggio della denuncia.

 Sanità ed emergenze: l’esperienza del pronto soccorso

La dottoressa Renata Tropea, dirigente medico del Pronto Soccorso di Lamezia Terme, ha portato la sua esperienza clinica.

Il contributo ha unito competenza professionale e profonda sensibilità umana. Tropea si è soffermata sulle evidenze che collegano l’esposizione prenatale alle polveri sottili. Un’esposizione che potrebbe aumentare il rischio di disturbi dello spettro autistico.

La dirigente ha inoltre evidenziato il ruolo critico degli eventi meteorologici estremi. A livello globale, un ospedale su dodici rischia chiusure parziali o totali.

 ONA Reggio Calabria: il Piano amianto non basta

Nel suo intervento, Massimo Alampi, coordinatore ONA di Reggio Calabria, ha descritto una battaglia quotidiana. Il territorio combatte contro amianto e altri agenti cancerogeni.

Alampi ha denunciato le criticità nell’attuazione del Piano regionale amianto. Un piano formalmente esistente, ma spesso privo di effetti concreti.

«Serve una revisione profonda e soprattutto un obbligo reale per i Comuni. Reggio Calabria, capoluogo di provincia, dovrebbe dare l’esempio».

Ha, quindi, ricordato le attività svolte dall’ONA sul territorio. Sportelli informativi, protocolli d’intesa e collaborazioni con le autorità di garanzia.

«Mi scuso per l’enfasi – ha concluso Alampi – ma su questi temi non riesco a restare in silenzio».

 Sorveglianza epidemiologica e responsabilità future

Un ruolo centrale è svolto dal Registro Nazionale Mesoteliomi (ReNAM), istituito presso l’INAIL. Il sistema opera attraverso una rete di Centri Operativi Regionali.

Il COR Calabria individua i casi di mesotelioma sul territorio. Valida le diagnosi e ricostruisce la storia lavorativa e ambientale dei pazienti. L’obiettivo è accertare l’esposizione all’amianto e contribuire ai dati nazionali. Dagli interventi finali è emersa una richiesta chiara.

La Calabria dispone di un impianto normativo avanzato. Tuttavia, senza strutture operative, risorse umane e finanziamenti adeguati, rischia di restare lettera morta.

Potenziare i COR, sostenere i Comuni e investire nella prevenzione è un dovere verso i cittadini. Un messaggio che riguarda non solo la Calabria, ma l’intero Paese.

 Sono intervenuti

Sono intervenuti, inoltre, Wanda Ferro (Sottosegretario al Ministero dell’Interno, in collegamento), Michelangelo Iannone (D.G. ARPACAL), Gianfranco Filippelli (oncologo, ASP Cosenza, in collegamento), Orlando Amodeo (epidemiologo, Primo Dirigente Medico Polizia di Stato), Antonio Pileggi (Ordinario di Diritto del Lavoro – Università di Roma Tor Vergata), Salvatore Procopio (ref. Laboratorio fisico Arpacal), Giuseppe Infusini (Pres. ONA Cosenza), Marisa Macrina (neuroanestesista terapia intensiva, già responsabile trapianti d’organo Regione Calabria), Antonio Carmine Sangiovanni (Coordinatore ONA Alto Tirreno Cosentino), Salvatore Siviglia (Capo dip. Ambiente Regione Calabria), Federico Tallarigo (Dir. UOC Anatomia patologica, Asp Crotone, Dir. Sc. COR Calabria), Renata Tropea (Dirigente medico, pronto soccorso Lamezia Terme).

L’evento ha ospitato, l’intervento di Enzo Filareto, vicepresidente dell’Associazione Cittadini Liberi di Crotone e paziente oncologico.

Ha moderato l’incontro la collega Donatella Gimigliano.

Numero verde ONA

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