mercoledì, Aprile 22, 2026

Mario Tozzi e Marcello Guelpa: dobbiamo rallentare e tornare ad ascoltare la natura

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COMPRENDERE LA NOSTRA IMPRONTA CARBONICA (CARBON FOOTPRINT) E ADOTTARE COMPORTAMENTI PIÙ SOSTENIBILI È OGGI FONDAMENTALE PER RIDURRE L’IMPATTO SULL’ECOSISTEMA.

Per un futuro a impatto zero

Di questi temi hanno discusso il geologo e divulgatore scientifico Mario Tozzi e l’imprenditore ambientale Marcello Guelpa, fondatore di Green Ark, per un futuro a impatto zero.

Il dialogo ha toccato numerosi argomenti: dall’evoluzione della specie umana ai delicati equilibri naturali della Terra, passando per il ruolo dell’economia e della comunicazione nel cambiamento ambientale.

L’impatto dell’uomo sugli equilibri naturali

Secondo gli esperti, ciò che distingue l’essere umano dalle altre specie viventi è la continua tendenza ad accumulare risorse, spesso a scapito del capitale naturale.

Tutti gli organismi viventi possiedono un istinto di sopravvivenza. L’uomo, invece, ha sviluppato un modello di crescita continua che rischia di compromettere l’equilibrio dell’ecosistema.

Marcello Guelpa parla di come oggi il valore economico abbia progressivamente sostituito quello umano:

«Un tempo al centro c’erano le persone. Oggi sembra che ogni decisione sia guidata solo dal valore economico. È come vivere davanti a un semaforo sempre verde, che non diventa mai giallo o rosso». Questa dinamica rende difficile riconoscere i limiti ambientali del pianeta.

Dall’evoluzione umana all’agricoltura

Per comprendere la situazione attuale, Mario Tozzi invita a guardare alla storia dell’evoluzione umana.

La comparsa dell’Homo sapiens, circa 250mila anni fa, ha rappresentato una svolta importante. Con il passare del tempo, l’uomo ha acquisito sempre maggiore capacità di modificare l’ambiente circostante.

Un momento decisivo è stato l’avvento dell’agricoltura, circa 10mila anni fa. Questo cambiamento, legato anche alle variazioni climatiche della Terra, ha trasformato profondamente la società umana.

Secondo Tozzi l’agricoltura ha reso possibile la nascita delle civiltà e l’economia e il denaro hanno progressivamente influenzato l’organizzazione sociale. Inoltre l’uomo ha iniziato a controllare sempre più il territorio.

Nel corso dei secoli sono state costruite città, infrastrutture e sistemi economici sempre più complessi, spesso senza considerare i limiti ecologici del pianeta.

Microalghe e innovazione: il progetto Liquid Tree

Di fronte alle sfide ambientali, l’imprenditore ha deciso di agire concretamente attraverso il progetto Liquid Tree, sviluppato dalla Green Ark. Il sistema sfrutta le microalghe, organismi fondamentali per la produzione di ossigeno sulla Terra.

Le microalghe producono circa il 75% dell’ossigeno presente nell’atmosfera e rappresentano quindi una risorsa preziosa nella lotta ai cambiamenti climatici.

Il progetto nasce da oltre dieci anni di ricerca e sperimentazione e punta a migliorare la qualità dell’aria nelle città, assorbire anidride carbonica e promuovere tecnologie sostenibili.

Il ruolo di oceani e foreste nella lotta alla CO2

Mario Tozzi ricorda che l’equilibrio climatico dipende anche da due grandi alleati naturali: foreste e oceani. Entrambi svolgono un ruolo fondamentale nell’assorbimento della CO2 presente nell’atmosfera.

Ogni persona, attraverso la respirazione, produce circa 1 Kg di anidride carbonica al giorno. Questo processo, però, fa parte del ciclo naturale del pianeta.

Il vero problema nasce dalle emissioni che alterano questo equilibrio, come quelle derivanti dalla combustione dei combustibili fossili.

Per questo motivo, secondo Tozzi, è necessario accelerare la transizione verso le energie rinnovabili.

Comunicazione ambientale: il grande problema

Un altro tema centrale emerso dal confronto riguarda la comunicazione. Secondo il ricercatore del CNR, non manca solo una divulgazione scientifica chiara e accessibile. È cambiato anche il nostro rapporto con la natura. Oggi viviamo in una società frenetica, che lascia poco spazio all’osservazione e all’ascolto dell’ambiente che ci circonda.

La natura continua a mandarci segnali, ma spesso siamo troppo concentrati sulla crescita economica e sull’accumulo di beni materiali per accorgercene. Questo atteggiamento rischia di avere conseguenze anche sull’economia stessa, perché senza un ambiente sano non può esistere sviluppo duraturo.

Piccole scelte quotidiane per un cambiamento globale

Nonostante le difficoltà, sia Marcello Guelpa sia Mario Tozzi mantengono uno sguardo fiducioso verso il futuro. Secondo l’imprenditore ambientale, innovazione e responsabilità possono contribuire a costruire un modello diverso:

«Abbiamo il dovere di lasciare alle prossime generazioni un mondo in cui sia possibile vivere e respirare». Il divulgatore scientifico conclude ricordando che il cambiamento parte anche dai comportamenti individuali.

Le nuove tecnologie e le idee scientifiche devono essere sostenute dalle istituzioni e dalla politica. Tuttavia, ogni persona può fare la propria parte attraverso le scelte quotidiane. Rallentare, osservare e ascoltare la natura potrebbe essere il primo passo per evitare che il “semaforo verde” della nostra società diventi improvvisamente rosso.

Fonte: Green Ark

Numero verde ONA

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