LA MONTAGNA È DONNA: LA GIORNATA DELLA MONTAGNA, CELEBRATA L’11 DICEMBRE, HA MESSO IN EVIDENZA IL RUOLO CHIAVE DELLE DONNE NELLA TUTELA AMBIENTALE. MA RESTA LO SPETTRO DELL’EMERGENZA CLIMATICA
Ogni anno l’11 dicembre si celebra la Giornata internazionale della Montagna. Istituita dall’ONU nel 2002, dichiarato Anno Internazionale delle Montagne, si festeggia dal 2003. A coordinarla è la FAO.
“Le donne muovono le montagne“ il tema del 2022. Quest’anno un’attenzione particolare è stata data al ruolo della donna in relazione alla tutela dell’ambiente di montagna. Resta però l’allarme per le manifestazioni del cambiamento climatico negli habitat naturali, che ne subiscono le conseguenze.
Giornata della montagna, ambiente più protetto con le donne
Durante il convegno che si è tenuto in alla Casina Pio IV in Vaticano, lo scorso 12 dicembre, con una platea di appassionati e di addetti ai lavori, si è sottolineato il ruolo chiave della donna nella tutela dell’ambiente e delle tradizioni della montagna.
Il 15% della popolazione globale vive in montagna e spesso ha imparato a vivere secondo modelli di sostenibilità, soprattutto nell’agricoltura. «Bisogna sostenere queste comunità – ha detto monsignor Fernando Chica Arellano, l’osservatore permanente della Santa Sede presso la Fao, l’Ifad e il Pam – Occorre fornire loro gli strumenti di cui hanno bisogno perché diventino i veri custodi delle montagne invece che vedersi costretti ad abbandonarle».
Inoltre, «dove rimangono le donne, le montagne non muoiono», ha sottolineato. Esse hanno un ruolo attivo importante nella cura della montagna, anche attraverso progetti innovativi. Eppure molto spesso non sono sostenute e subiscono discriminazioni.
Proprio su quest’ultimo aspetto ha puntato Qu Dongyu, direttore generale della FAO. «Pensiamo che quando le donne rurali hanno risorse accessibili, servizi e opportunità, possono davvero spostare una montagna, possono essere una forza trainante contro la povertà. È necessario, dunque, un cambiamento per vincere le disuguaglianze».
Donne e montagna, concorso fotografico del CAI
Il CAI – Club alpino italiano ha indetto un concorso fotografico. Da ieri, 20 dicembre, è possibile iscriversi; gli elaborati dovranno essere consegnati entro il 31 marzo 2023. Il titolo è “La montagna declinata al femminile”.
Tre le categorie: la frequentazione della montagna (foto singola); la società e nella cultura delle Terre alte (foto singola); una storia al femminile da raccontare (sei scatti). Il montepremi è 12mila euro.
La premiazione si terrà a Biella durante l’Assemblea dei Delegati del Club Alpino italiano 2023; in questa occasione, nel mese di maggio saranno esposte le migliori fotografie.
«L’obiettivo – spiega il presidente Antonio Montani – è identificare e far conoscere le sfide e le esperienze che le donne di montagna vivono, attraverso una narrazione per immagini che evidenzi l’importanza del mondo femminile in montagna e per la montagna».
Federbim: “La montagna è uno stile di vita”
La Federazione Nazionale dei Consorzi di Bacino Imbrifero Montano (Federbim), che rappresenta 68 consorzi BIM e oltre 2.200 Comuni montani, sottolinea che la montagna è uno stile di vita. Lo fa citando Paolo Cognetti, vincitore del premio Strega nel 2017, con il romanzo “Le otto montagne”.
“La montagna non è solo nevi e dirupi, creste, torrenti, laghi, pascoli. La montagna è un modo di vivere la vita. Un passo davanti all’altro, silenzio tempo e misura“.
La legge 959/53 in Italia “cambiò il paradigma in atto fino agli anni ‘50, passando da un bieco sfruttamento di risorse ad una più ampia politica di sviluppo”; “una delle leggi più importanti nella storia italiana per la montagna – fa notare Federbim.
“Grazie a questa legge vennero costituiti i Bacini Imbriferi Montani, con il preciso scopo di ripagare i popoli montani della deprivazione della risorsa idrica grazie al sovracanone BIM e nel contempo di fornire un nuovo strumento finanziario di aiuto all’economia montana, troppo trascurata negli anni addietro. Nel 2002 quando l’ONU dedicò questa giornata alla Montagna, la Federbim è stata tra gli Enti presenti, con il chiaro obbiettivo di promuovere l’importanza degli ecosistemi montani nel mondo“.
Climate change: il ghiacciaio dell’Adamello a rischio
La Giornata è servita anche a ricordare l’aspetto del cambiamento climatico. Esso influenza l’ambiente, con modifiche ormai anche piuttosto evidenti nel giro di pochi anni. Il caso del ghiacciaio del Monte Adamello è emblematico.
Il ghiacciaio più profondo d’Italia, infatti, è minacciato dal cambiamento climatico in modo evidente. Le testimonianze fotografiche ne evidenziano la riduzione progressiva nel corso degli anni (guarda la photogallery) e il video esplicativo del progetto ClimADA.




La Fondazione Lombardia per l’Ambiente e la Fondazione Cariplo a fine novembre hanno presentato i risultati del primo anno del progetto.
Il progressivo aumento delle temperature dal 2006 ad oggi non fa ben sperare per la sopravvivenza del ghiacciaio, che rischia di scomparire entro la fine del secolo.




