venerdì, Maggio 22, 2026

A Torino arriva il navigatore green

Ultime News

“URBAN GREEN NAVIGATOR”, IL NUOVO SISTEMA SPERIMENTATO A TORINO NELL’AMBITO DEL LIVING LAB TOMOVE, UTILIZZA DATI SATELLITARI E INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER SUGGERIRE AI CITTADINI I PERCORSI URBANI PIÙ SOSTENIBILI. L’OBIETTIVO È RIDURRE EMISSIONI, EVITARE LE ISOLE DI CALORE E RIPENSARE LA MOBILITÀ URBANA ATTRAVERSO DATI AMBIENTALI IN TEMPO REALE

Urban green navigator: una nuova idea di navigatore urbano

Per decenni i navigatori hanno avuto un obiettivo molto semplice: indicare il percorso più veloce per arrivare a destinazione. Oggi però le città stanno cambiando e, insieme al traffico, stanno emergendo nuove esigenze legate alla qualità dell’aria, alle temperature urbane e all’impatto ambientale degli spostamenti quotidiani.

È dentro questo scenario che nasce Urban Green Navigator, il nuovo sistema sperimentale avviato a Torino nell’ambito del Living Lab ToMove, iniziativa della città finanziata dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale attraverso il Piano Nazionale Complementare al PNRR.

Il progetto coinvolge imprese, centri di ricerca, amministrazione pubblica e cittadini nella sperimentazione di soluzioni smart dedicate alla mobilità sostenibile.

A sviluppare la piattaforma è Latitudo 40, che ha scelto Torino come città pilota per il lancio dell’applicazione. L’idea di fondo è semplice ma molto innovativa: trasformare il navigatore urbano in uno strumento capace non solo di indicare una strada, ma anche di valutare l’impatto ambientale del tragitto.

Come funziona Urban Green Navigator?

A prima vista Urban Green Navigator appare come un normale navigatore destinato a pedoni, ciclisti e utenti della mobilità leggera. In realtà il sistema integra una grande quantità di dati ambientali e geospaziali per suggerire il percorso più sostenibile dal punto di vista climatico e atmosferico.

Secondo quanto spiegato da Gaetano Volpe, una volta impostata la destinazione, il sistema non si limita a calcolare distanza e tempi di percorrenza. L’algoritmo, infatti, integra dati relativi a temperatura urbana, presenza di verde, qualità dell’aria ed emissioni, suggerendo all’utente il percorso più confortevole e meno impattante.

Questo significa, ad esempio, evitare strade particolarmente esposte alle isole di calore urbane, oppure privilegiare percorsi alberati e meno congestionati dal traffico. Il sistema può quindi aiutare i cittadini a muoversi in modo più sostenibile ma anche più salutare, soprattutto durante i mesi estivi sempre più segnati dalle ondate di calore.

Perché oggi le isole di calore sono un problema urbano sempre più grave?

Uno degli elementi centrali del progetto riguarda proprio le cosiddette isole di calore urbane, fenomeno sempre più evidente nelle città italiane. Asfalto, cemento, traffico e carenza di vegetazione fanno infatti aumentare sensibilmente le temperature nei quartieri più urbanizzati.

Negli ultimi anni le estati italiane sono diventate progressivamente più calde e lunghe. In molte città le differenze termiche tra aree verdi e zone completamente cementificate possono raggiungere anche diversi gradi.

Camminare o pedalare lungo percorsi privi di ombra e ad alta densità di traffico significa quindi esporsi a stress termico, inquinamento e condizioni ambientali più critiche.

Urban Green Navigator prova a intervenire proprio su questo livello quotidiano della mobilità urbana. Il navigatore non suggerisce soltanto come arrivare prima ma anche come muoversi attraversando aree più fresche, meno inquinate e più sostenibili.

Urban green navigator: dati satellitari e mobilità sostenibile

Il cuore tecnologico del progetto è la piattaforma EarthDataInsights®, sviluppata da Latitudo 40. Si tratta di un sistema di Geospatial Intelligence che integra immagini satellitari, dati ambientali e intelligenza artificiale per monitorare il territorio urbano.

Attraverso questa piattaforma è possibile raccogliere e analizzare informazioni molto diverse tra loro: qualità dell’aria, concentrazione di verde urbano, emissioni, temperature superficiali e persino criticità legate al dissesto delle infrastrutture stradali.

Uno degli aspetti più interessanti è che questi dati non restano confinati dentro sistemi tecnici o amministrativi ma vengono tradotti in strumenti concreti per la vita quotidiana dei cittadini. La mobilità sostenibile smette così di essere soltanto una strategia teorica e diventa una pratica guidata da dati ambientali in tempo reale.

Come potrebbe cambiare l’urbanistica delle città?

Il progetto non riguarda soltanto gli spostamenti individuali. Urban Green Navigator nasce infatti anche come strumento per raccogliere informazioni utili alla pianificazione urbana.

Attraverso i dati aggregati forniti dagli utenti sarà possibile individuare zone particolarmente esposte al caldo, aree con qualità dell’aria peggiore, percorsi più utilizzati dalla mobilità dolce e criticità infrastrutturali segnalate direttamente dai cittadini.

In questo modo l’amministrazione comunale potrà utilizzare le informazioni raccolte per ridefinire alcune strategie urbanistiche, intervenendo su verde urbano, piste ciclabili, gestione del traffico e mitigazione climatica.

La sperimentazione si inserisce quindi dentro una trasformazione più ampia delle città contemporanee, sempre più orientate verso modelli basati su dati ambientali, monitoraggio continuo e pianificazione sostenibile.

Urban green navigator: perché il progetto coinvolge anche le aziende?

Urban Green Navigator non sarà utilizzato soltanto dai cittadini. Una versione dell’interfaccia sarà infatti resa disponibile anche ai mobility manager di grandi aziende.

Le imprese potranno così monitorare l’impatto ambientale degli spostamenti dei dipendenti, quantificando la riduzione delle emissioni legata all’utilizzo di mezzi sostenibili come biciclette, monopattini o percorsi pedonali.

Questo aspetto è particolarmente importante perché i bilanci di sostenibilità aziendale richiedono sempre più dati precisi sulle emissioni indirette e sulla mobilità urbana collegata alle attività lavorative.

Il sistema permetterà quindi di trasformare la mobilità sostenibile in un indicatore misurabile e integrabile nelle strategie ESG delle imprese.

Urban green navigator: Torino come laboratorio della città sostenibile

La scelta di Torino come città pilota non è casuale. Negli ultimi anni il capoluogo piemontese ha investito molto sui temi della trasformazione urbana, dell’innovazione digitale e della sostenibilità ambientale.

Il Living Lab ToMove rappresenta proprio uno spazio di sperimentazione urbana in cui tecnologie, amministrazione pubblica e cittadinanza collaborano per immaginare nuove forme di mobilità.

In questo contesto Urban Green Navigator diventa un esempio concreto di come dati satellitari, intelligenza artificiale e pianificazione urbana possano dialogare direttamente con la vita quotidiana delle persone.

Il progetto coinvolge inoltre realtà molto diverse tra loro, tra cui OGR Torino, Intesa Sanpaolo e I3P, costruendo una rete che unisce innovazione tecnologica, sostenibilità e governance urbana.

Urban green navigator: la mobilità sostenibile passa anche dai piccoli gesti quotidiani

Uno dei messaggi più interessanti del progetto riguarda il rapporto tra comportamento individuale e trasformazione collettiva. Urban Green Navigator si basa infatti sull’idea che anche le scelte quotidiane dei cittadini possano contribuire a ridurre l’impatto ambientale delle città.

Camminare lungo percorsi meno congestionati, utilizzare mezzi leggeri, evitare aree particolarmente inquinate o calde e privilegiare tragitti verdi può sembrare un cambiamento minimo. Ma sommando migliaia di spostamenti individuali si possono produrre effetti significativi sulla qualità urbana complessiva.

In questo senso il navigatore non funziona soltanto come applicazione tecnologica ma anche come strumento culturale. Suggerisce infatti una nuova idea di mobilità, in cui velocità, sostenibilità, salute e qualità ambientale diventano elementi inseparabili.

Torino diventa così un laboratorio concreto di quella transizione urbana che molte città europee stanno cercando di costruire: meno centrata sull’automobile privata e più orientata verso dati ambientali, mobilità dolce e infrastrutture verdi.

Numero verde ONA

spot_img
spot_img
spot_img

Consulenza gratuita

    Articoli simili