giovedì, Ottobre 6, 2022

Bottinatrici: perché le api usano il distanziamento sociale?

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Le api bottinatrici, cioè quelle che provvedono alla raccolta del polline, usano il distanziamento sociale quando l’alveare è infestato dall’acaro Varroa destructor.

Il Varroa è un vettore responsabile della diffusione e vettorazione di almeno cinque virus che le stesse api bottinatrici trasmettono alle larve attraverso la nutrizione.

I virus provocano una serie di effetti dannosi sulle api, sia a livello individuale, sia sulla colonia.

Le api si comportano come gli esseri umani

A suggerirlo, una ricerca dell’University College di Londra, cui hanno preso parte anche gli scienziati dell‘Università di Torino, della Martin Luther University Halle-Wittenberg (Germania) e dell’Università di Sassari.

L’autrice principale, la dott.ssa Michelina Pusceddu del Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari spiega: «L’aumento osservato del distanziamento sociale tra i due gruppi di api all’interno della stessa colonia infestata da parassiti, rappresenta un aspetto nuovo e, per certi versi, sorprendente di come le api si sono evolute per combattere patogeni e parassiti».

Insomma, le api hanno adottato un comportamento simile a quello degli esseri umani durante la pandemia di COVID-19.

I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Science Advances.

La ricerca sulle bottinatrici: primo step

La dottoressa Pusceddu, il coautore Alessandro Cini (UCL Center for Biodiversity) e gli altri colleghi, Simona Alberti, Emanuele Salaris, Panagiotis Theodorou, Ignazio Floris, Alberto Satta, hanno esaminato alcuni alveari in Sardegna. 

bottinatrici - apI mellifere
Un’ape bottinatrice

Per i loro studi si sono avvalsi della MES (Micrografia Elettronica a Scansione a bassa temperatura).

I ricercatori hanno dunque confrontato il comportamento delle api all’interno di alveari infestati, con quello di altri insetti, i cui alveari erano stati trattati con gli antiparassitari.

Le registrazioni hanno evidenziato un comportamento insolito da parte delle api bottinatrici.

1) La rituale “danza del foraggiamento” – che può aumentare la trasmissione dell’acaro, si verificava infatti molto meno frequentemente nelle parti centrali dell’alveare se era infestato.

2) La toelettatura invece si concentrava nella parte centrale dell’alveare.

Il che significa che le giovani api nutrici e toelettatrici venivano guidate verso il centro, in risposta a un’infestazione.

Diversamente, le raccoglitrici più anziane si muovevano verso l’esterno, aumentando la distanza tra i gruppi.

Le ragioni di questi comportamenti 

«Le api sono animali sociali. Traggono beneficio dalla divisione delle responsabilità e dalle interazioni», ha affermato il co-autore dott. Alessandro Cini.

bottinatrici - un favo di cera costruito dalle api
Un favo di cera costruito dalle api

«Quando tali attività sociali minacciano di aumentare il rischio infezione, per bilanciare rischi e benefici, le api adottano il distanziamento sociale. Ciò – prosegue Cini – può aiutare a mantenere l’infezione a un livello controllabile, limitando i danni. Quindi, più stanno lontani dalla covata e dai giovani individui, meglio è in termini di prevenzione della diffusione degli acari all’interno della colonia».

Gli esperimenti in laboratorio: secondo step

Il team ha poi effettuato altri esperimenti, questa volta in laboratorio.

Gli scienziati hanno infettato artificialmente un gruppo di dodici giovani api, dopodiché hanno confrontato il loro comportamento con quello di un secondo gruppo, composto da api non infettate.  

Questa volta, il team non ha riscontrato alcun aumento del distanziamento sociale tra i gruppi infetti.

«Probabilmente, il distanziamento sociale non ha senso su piccola scala», ha affermato Cini.

Cosa ci dice lo studio sulle bottinatrici? 

Il distanziamento sociale in risposta alle malattie infettive è una strategia utilizzata sia dagli animali sia dagli esseri umani, per contrastare la diffusione di agenti patogeni e/o parassiti. 

I risultati della ricerca dimostrano che le api reagiscono all’intrusione di Varroa destructor in due modi:

  1. modificando l’uso dello spazio; 
  2. modificando le interazioni sociali, in modo da attuare il distanziamento sociale tra coorti di api giovani (infermiere) e vecchie (raccoglitrici). 

Questi risultati, suggeriscono una strategia comportamentale (mai riscontrata prima nelle api da miele), atta a limitare la trasmissione del parassita intracolonia. 

Di conseguenza, lo studio avrebbe mostrato il potere della selezione naturale, nell’evoluzione del comportamento sociale. 

«Le colonie di api forniscono un modello ideale per studiare il distanziamento sociale e per comprendere appieno il valore e l’efficacia di questo comportamento».

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