L’AMIANTO CONTINUA A CAUSARE MIGLIAIA DI VITTIME OGNI ANNO IN EUROPA. SATELLITI E INTELLIGENZA ARTIFICIALE AIUTERANNO A INDIVIDUARE LE AREE CONTAMINATE, MIGLIORANDO IL MONITORAGGIO AMBIENTALE E RENDENDO PIÙ RAPIDI GLI INTERVENTI DI BONIFICA
Amianto, la nuova sfida si combatte dallo spazio: l’intelligenza artificiale individua le aree a rischio
Un pericolo ancora diffuso in Europa
L’amianto continua a rappresentare una grave minaccia per la salute pubblica e per l’ambiente. Nonostante i divieti introdotti negli ultimi decenni, questo materiale tossico è ancora presente in milioni di edifici europei che non sono stati sottoposti a bonifica.
Secondo i dati della Commissione Europea, l’esposizione all’amianto provoca ogni anno oltre 70mila decessi nel continente. Si tratta di numeri che confermano come il problema sia tutt’altro che risolto e richieda strumenti sempre più efficaci per individuare e mettere in sicurezza le aree contaminate.
Monitoraggi costosi e dati spesso incompleti
La ricerca delle strutture che contengono l’asbesto ha sempre rappresentato una sfida complessa per enti pubblici, aziende specializzate e amministrazioni locali.
Le attività di monitoraggio e ispezione richiedono infatti investimenti elevati e, nella maggior parte dei casi, riescono a coprire soltanto porzioni limitate di territorio. Inoltre, i risultati ottenuti risultano spesso parziali e non consentono una mappatura completa delle aree a rischio.
A complicare ulteriormente il quadro contribuisce il sistema di segnalazione delle zone contaminate. Le comunicazioni arrivano frequentemente in modo frammentario e molti registri pubblici non risultano aggiornati, rendendo più difficile programmare interventi tempestivi ed efficaci.
La risposta arriva dalle immagini satellitari
Per superare queste criticità, la tecnologia guarda verso una nuova prospettiva: l’osservazione della Terra dallo spazio.
Grazie a un progetto finanziato dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA), è nata infatti una soluzione innovativa chiamata Asbestos Risk Insights, abbreviata ARI. Il sistema utilizza immagini satellitari, algoritmi di intelligenza artificiale e sensori multispettrali per individuare su vasta scala le strutture che contengono amianto.
L’obiettivo è rendere più rapida, precisa ed economica l’identificazione delle aree contaminate, offrendo strumenti avanzati a istituzioni pubbliche e aziende impegnate nelle attività di bonifica.
L’intelligenza artificiale individua le tracce dell’amianto
La nuova tecnologia è stata sviluppata da Latitudo 40 e punta a rivoluzionare il monitoraggio ambientale attraverso l’analisi automatizzata dei dati raccolti dai satelliti.
«Sarà possibile individuare la presenza di amianto negli edifici attraverso algoritmi di intelligenza artificiale e sensori multispettrali e dallo spazio – afferma Gaetano Volpe, CEO di Latitudo 40 -. Grazie ai modelli avanzati di analisi, sviluppati dal team Data Science di Latitudo 40 è ora possibile individuare, in modo semplice e automatico, le aree in cui è presente la traccia spettrale dell’amianto nell’aria, identificando con precisione i punti di origine delle emissioni. È una notizia importante perché riusciremo a consentire interventi preventivi in aree a rischio».
Secondo l’azienda, la combinazione tra dati satellitari e modelli di intelligenza artificiale permette di rilevare indicatori che fino a oggi richiedevano attività di monitoraggio sul campo molto più lunghe e costose.
ARI integrato nelle piattaforme EarthDataInsights ed EarthDataPlace
Il progetto finanziato dall’ESA ha portato allo sviluppo del modello ARI, Asbestos Risk Insights, che sarà integrato all’interno delle piattaforme EarthDataInsights ed EarthDataPlace.
La soluzione consentirà di identificare dall’alto, su ampie porzioni di territorio, edifici e infrastrutture che potrebbero contenere amianto. Il sistema sfrutta algoritmi avanzati e sensori multispettrali per elaborare grandi quantità di dati e trasformarli in informazioni facilmente consultabili.
ARI sarà disponibile come livello geospaziale sulla piattaforma EarthDataPlace e come modulo aggiuntivo all’interno di EarthDataInsights. In questo modo sarà possibile accedere a mappe e analisi dettagliate utili per pianificare interventi di controllo e bonifica.
Analisi più accurate e costi ridotti
Uno degli aspetti più rilevanti della nuova tecnologia riguarda la possibilità di migliorare la qualità delle analisi ambientali riducendo allo stesso tempo i costi delle attività di monitoraggio.
Le informazioni elaborate dal sistema potranno essere utilizzate da aziende specializzate nelle bonifiche, Comuni, Regioni e altri enti pubblici. La piattaforma offre infatti risultati puntuali e affidabili su larga scala e consente di effettuare analisi ad altissima risoluzione su territori molto estesi.
Questo approccio permette di ottimizzare le risorse disponibili e di concentrare gli interventi nelle aree che presentano i rischi maggiori.
Analisi predittive per prevenire nuove emergenze
Oltre a individuare la presenza dell’amianto, il sistema è stato progettato per anticipare possibili situazioni di pericolo.
«Quando sviluppiamo una nuova tecnologia, il principio che ci guida è migliorare il benessere delle persone – ha concluso l’amministratore delegato dell’innovativa startup napoletana – e con questa piattaforma, grazie al supporto dell’Agenzia Spaziale Europea, possiamo contribuire a salvare migliaia di vite. Il punto non è analizzare solo la situazione attuale, ma effettuare analisi predittive del rischio di dispersione».
L’obiettivo è quindi passare da una gestione basata esclusivamente sul monitoraggio a una strategia preventiva, capace di individuare in anticipo le aree più vulnerabili.
Priorità agli interventi nelle zone più esposte
L’integrazione di ARI nelle piattaforme di Latitudo 40 rappresenta un importante passo avanti nel settore della bonifica ambientale.
La tecnologia non si limita a segnalare la presenza dell’amianto ma classifica i siti anche in base al rischio di dispersione delle fibre. L’analisi prende in considerazione eventi naturali potenzialmente distruttivi, come terremoti, alluvioni e cicloni, che potrebbero danneggiare le strutture contenenti il materiale e favorirne la diffusione nell’ambiente.
Grazie a queste informazioni, le amministrazioni potranno stabilire con maggiore precisione le priorità di intervento e destinare le risorse alle situazioni più critiche.
Al via la fase di sperimentazione
Dopo l’avvio del progetto sostenuto dall’ESA, la piattaforma entrerà nei prossimi mesi nella fase di sperimentazione operativa.
Autorità locali e istituzioni testeranno il sistema per valutarne l’efficacia sul campo e verificarne le potenzialità nelle attività di monitoraggio ambientale. Parallelamente, le organizzazioni interessate potranno avviare collaborazioni con Latitudo 40 per utilizzare le piattaforme sviluppate dall’azienda e programmare percorsi di bonifica dell’amianto più rapidi, mirati ed efficienti.
L’utilizzo dei dati satellitari e dell’intelligenza artificiale apre così una nuova fase nella lotta contro uno dei contaminanti più pericolosi ancora presenti sul territorio europeo.




