mercoledì, Maggio 20, 2026

Api e impollinatori: minacce e nuove difese

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LE API SONO IMPORTANTI PER LA SOPRAVVIVENZA DEGLI ECOSISTEMI E PER LA PRODUZIONE ALIMENTARE. TUTTAVIA AFFRONTANO MINACCE CRESCENTI TRA PESTICIDI E SPECIE INVASIVE. LA RICERCA SCIENTIFICA SVILUPPATA DA ENEA HA TROVATO NUOVE SOLUZIONI PER PROTEGGERLE E GARANTIRE LA BIODIVERSITÀ GLOBALE

20 maggio, Giornata Mondiale delle Api  

Il 20 maggio il mondo celebra il World Bee Day, la Giornata Mondiale delle Api. L’Assemblea generale delle Nazioni Unite l’ha istituita nel 2017.

La data richiama la nascita di Anton Janša (1734-1773), un apicoltore sloveno fondamentale per la storia dell’apicoltura moderna. La Slovenia ha promosso con forza l’istituzione di questa giornata internazionale.

 Il ruolo degli impollinatori nella natura e nell’alimentazione

La ricorrenza punta a sensibilizzare l’opinione pubblica sugli impollinatori. Inoltre richiama l’attenzione sulle minacce che li colpiscono. Gli impollinatori svolgono un ruolo essenziale negli equilibri naturali. Inoltre sostengono lo sviluppo sostenibile dei sistemi agricoli.

Si stima che oltre un terzo del cibo consumato dipenda dall’impollinazione degli insetti. Le api rappresentano il principale agente di questo processo.

 Le principali minacce per le api

Le api affrontano diverse pressioni ambientali. La riduzione del suolo e la cementificazione limitano gli habitat disponibili. L’uso dei pesticidi in agricoltura aumenta i rischi per le colonie.

Inoltre agiscono insetti nemici di api e alveari. Questi fattori indeboliscono la sopravvivenza degli impollinatori. Di conseguenza riducono la stabilità degli ecosistemi.

Giornata Mondiale delle Api
Giornata Mondiale delle Api (ph Pixabay)

 Il biopesticida ENEA contro il coleottero dell’alveare

L’ENEA sviluppa un biopesticida innovativo contro l’Aethina tumida. Questa specie invasiva attacca gli alveari e danneggia le colonie. Gli adulti depongono le uova nelle arnie. Le larve si nutrono di miele, polline e covata. Il processo provoca la fermentazione del miele. Inoltre può distruggere intere colonie di api.

 Il progetto RNApi e la tecnologia genetica mirata

Un gruppo di ricercatori del Centro Ricerche ENEA di Trisaia, a Matera, coordina il progetto RNApi. Il team guida lo studio con l’entomologo Salvatore Arpaia. I ricercatori sviluppano una molecola innovativa che agisce come un “interruttore”, è scritto nella nota.

La molecola individua un gene chiave del coleottero e lo “silenzia”.

Questo blocca la produzione di una proteina essenziale per crescita e sviluppo. In questo modo si controlla il parassita senza danneggiare le api. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Journal of Pest Science del gruppo Springer-Nature. La ricerca apre nuove prospettive per biotecnologie green. Le api restano così “sentinelle della biodiversità”.

«I nostri studi – spiega Salvatore Arpaia, ricercatore ENEA della Divisione Bioenergia, bioraffineria e chimica verde – hanno dimostrato, per la prima volta, che è possibile silenziare efficacemente un gene chiave per lo sviluppo e la riproduzione del piccolo coleottero dell’alveare, Aethina tumida, somministrando la molecola alle larve. E la stessa molecola risulta innocua per le api».

 Produzione e applicazioni del biopesticida

Il laboratorio ENEA di Trisaia ha ottenuto l’accreditamento dal ministero della Salute. L’autorizzazione riguarda modificazioni genetiche su un ceppo non patogeno di Escherichia coli.

Questa attività permette una produzione più efficiente delle molecole di RNA a doppio filamento. Si tratta del “principio attivo” del futuro biopesticida. Le molecole verranno testate anche su arnie infestate. L’obiettivo è sviluppare un prodotto specifico per l’apicoltura.

 Diffusione e gestione di Aethina tumida in Europa

Aethina tumida proviene dall’Africa subsahariana. L’Unione Europea lo classifica come specie esotica invasiva di interesse. La specie è stata rilevata in Calabria nel 2014. Da allora risulta stabilmente presente sul territorio.

La diffusione ha raggiunto anche la Sicilia. Infestazioni confermate riguardano alcuni apiari della provincia di Messina. Questa espansione rende urgente un contenimento efficace.

 Le difficoltà del controllo e le misure di emergenza

Il controllo chimico dei parassiti delle api resta complesso. I trattamenti devono essere efficaci ma sicuri per le colonie. Inoltre devono preservare qualità e sicurezza dei prodotti dell’alveare. La disponibilità di medicinali veterinari autorizzati risulta limitata.

La Federazione dei veterinari europei ha evidenziato questa criticità. Nel frattempo si applicano misure di emergenza. Le autorità hanno imposto restrizioni alla circolazione delle api vive. Inoltre hanno limitato attrezzature e prodotti contenenti favi. In alcune zone della Calabria si è arrivati alla distruzione obbligatoria delle colonie infestate.

«Sebbene necessarie, queste misure comportano costi significativi per gli apicoltori, che si aggiungono alle perdite dirette causate dalle infestazioni. Proprio per questo è fondamentale continuare a sostenere la ricerca scientifica pubblica, per sviluppare soluzioni più efficaci e sostenibili dei pesticidi chimici, come punta a dimostrare il progetto di ENEA “RNApi” sostenuto dai contribuenti italiani con il 5×1000», conclude Arpaia.

Fonti:

World Biodiversity Association

Numero verde ONA

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