IL 17 LUGLIO GLI STATI UE HANNO DESIGNATO LE ENTITÀ CRITICHE PREVISTE DALLA DIRETTIVA CER (CRITICAL ENTITIES RESILIENCE). DOPO LA NOTIFICA, DIECI MESI PER VALUTARE I RISCHI CLIMATICI E ADOTTARE UN PIANO DI RESILIENZA
La Direttiva CER o Direttiva (UE) 2022/2557 impone agli Stati membri di proteggere le infrastrutture critiche da minacce fisiche, naturali o provocate dall’uomo.
I punti chiave della direttiva includono:
- Soggetti Critici: Individua le entità pubbliche e private che forniscono servizi essenziali in settori chiave (energia, trasporti, sanità, finanza, acqua e infrastrutture digitali).
- Obblighi di Resilienza: Istituisce l’obbligo di valutare regolarmente i rischi e di adottare misure tecniche e organizzative per prevenire, resistere e riprendersi da incidenti o attacchi fisici
Cosa cambia per le infrastrutture
Il 17 luglio 2026 ha rappresentato una data chiave per l’attuazione della Direttiva CER (Critical Entities Resilience – Direttiva UE 2022/2557). Entro questa scadenza gli Stati membri dell’Unione Europea dovranno individuare formalmente le entità critiche, come previsto dalla normativa recepita in Italia con il Decreto Legislativo 134/2024.
Le organizzazioni interessate avranno dieci mesi di tempo per adeguarsi ai nuovi obblighi previsti dalla direttiva, tra cui la valutazione dei rischi, compresi quelli climatici e naturali, e l’adozione di un piano di resilienza finalizzato a garantire la continuità dei servizi essenziali.
Cosa cambia per le infrastrutture
La normativa europea interessa i soggetti che operano nei settori strategici, tra cui energia, trasporti, telecomunicazioni, acqua, sanità, finanza, infrastrutture digitali e spazio.
Per la prima volta la resilienza delle infrastrutture rispetto agli eventi climatici estremi entra a far parte degli obblighi normativi. Alluvioni, frane, ondate di calore e siccità dovranno essere considerati nella valutazione dei rischi e nella pianificazione delle misure di protezione.
L’obiettivo è rafforzare la capacità delle infrastrutture essenziali di garantire la continuità dei servizi anche in presenza di eventi naturali sempre più frequenti e intensi.
Eoliann: “La resilienza non è più un valore, è un obbligo”
Secondo Eoliann, ossia climate tech italiana e Società Benefit specializzata nell’analisi dei rischi climatici, la Direttiva CER segna un cambio di paradigma nel modo di gestire le infrastrutture critiche.
«La direttiva CER ci dice che: la resilienza non è più un valore, è un obbligo. Per anni abbiamo parlato di infrastrutture critiche come se fossero eterne – ponti, reti elettriche, sistemi idrici pensati per durare un secolo, progettati per un clima che non esiste più. Oggi il legislatore ci chiede di dimostrare che sappiamo quanto siamo esposti, non di dichiararlo a parole. E qui nasce il problema vero: si può normare l’obbligo di essere resilienti, ma non si può normare la capacità di misurarlo». commenta Roberto Carnicelli, CEO di Eoliann (vedi foto di copertina).
Per l’azienda, la conformità alla normativa costituisce il punto di partenza di un percorso che punta a trasformare la gestione delle infrastrutture da un approccio reattivo a una pianificazione preventiva, con benefici sia per gli operatori sia per i territori serviti.
Valutazione del rischio: il primo passo previsto dalla Direttiva CER
Tra gli adempimenti richiesti dalla normativa figura la valutazione del rischio, necessaria per individuare gli asset più vulnerabili, comprendere quali infrastrutture siano maggiormente esposte agli eventi naturali e definire le priorità di intervento.
L’obiettivo è consentire ai gestori di programmare gli investimenti in modo più efficace, migliorando la resilienza delle reti e garantendo la continuità operativa.
Airis: la piattaforma sviluppata da Eoliann
Per supportare enti pubblici e gestori di infrastrutture critiche, Eoliann ha sviluppato Airis, una piattaforma di climate risk analytics che integra dati satellitari, informazioni geospaziali, algoritmi di machine learning e modelli di analisi del rischio.
Il sistema utilizza dati provenienti da satelliti e modelli proprietari, validati su eventi realmente verificatisi e confrontati con le mappe delle autorità locali, con il supporto dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA).
Airis consente di stimare probabilità, intensità e impatto fisico ed economico dei principali rischi climatici sugli asset infrastrutturali. La piattaforma offre una copertura a livello europeo, previsioni ad alta risoluzione fino al 2050 e analisi sviluppate su tre diversi scenari climatici.
Secondo Eoliann, gli algoritmi hanno previsto i principali eventi climatici registrati in Italia e in Europa con un livello di accuratezza fino al 95%.
Dalla mappatura del rischio alle decisioni operative
La piattaforma è progettata per accompagnare le organizzazioni in tutte le fasi della pianificazione della resilienza.
Le funzionalità comprendono:
- mappatura della vulnerabilità degli asset;
- analisi della fragilità delle infrastrutture;
- definizione delle priorità di intervento;
- supporto alla pianificazione della manutenzione;
- valutazione degli investimenti;
- quantificazione delle perdite potenzialmente evitate.
Lo scopo è mettere a disposizione dati e scenari previsionali utili sia per rispettare gli obblighi previsti dalla Direttiva CER sia per supportare le decisioni strategiche di lungo periodo.
Carnicelli: “Restare a norma non basta”
Per il CEO di Eoliann, il vero obiettivo consiste nel trasformare le nuove disposizioni in un’opportunità di innovazione.
«In Eoliann vediamo aziende ed enti pubblici che vogliono costruire una strategia di resilienza senza avere ancora gli strumenti per capire, con dati alla mano, dove devono intervenire davvero – prosegue Carnicelli -. La direttiva è un passo necessario. Ma restare a norma non basta: bisogna passare dal rispettare una scadenza al costruire, finalmente, un’infrastruttura che regge».




