IL CALDO ESTREMO NELLE CITTÀ NON È INEVITABILE. LE SIMULAZIONI DEL PROGETTO MIRIFICUS DIMOSTRANO CHE RIFORESTAZIONE URBANA, DEPAVIMENTAZIONE E MATERIALI PIÙ PERMEABILI POSSONO RIDURRE LE TEMPERATURE FINO A 4 °C NELLE ORE PIÙ CALDE. I DATI OFFRONO INDICAZIONI CONCRETE SU COME RIPENSARE LE CITTÀ PER ADATTARLE AI CAMBIAMENTI CLIMATICI
Isole di calore urbane, fino a 4 °C in meno con alberi e depavimentazione
Le città italiane stanno diventando sempre più calde. Cemento, asfalto e superfici impermeabili assorbono grandi quantità di energia solare durante il giorno e la rilasciano lentamente anche durante la notte, trasformando i centri urbani in vere e proprie “isole di calore”.
Ma invertire questa tendenza è possibile. Lo dimostrano i risultati del progetto MIRIFICUS, che attraverso simulazioni effettuate a Roma e Firenze evidenzia come interventi mirati di riforestazione urbana, depavimentazione e utilizzo di materiali meno soggetti al surriscaldamento possano abbassare la temperatura fino a 4 °C nelle ore centrali della giornata.
Lo studio, sviluppato dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) insieme all’Istituto per la BioEconomia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IBE), con il sostegno dell’Agenzia Spaziale Italiana, offre una dimostrazione scientifica di come l’adattamento ai cambiamenti climatici possa tradursi in interventi concreti capaci di migliorare la qualità della vita nelle aree urbane.
Cosa sono le isole di calore urbane e perché stanno diventando un problema sempre più grave
L’isola di calore urbana è un fenomeno ormai noto in tutte le grandi città del mondo. Si verifica quando le superfici artificiali – strade asfaltate, parcheggi, tetti, edifici e piazze pavimentate – accumulano molto più calore rispetto ai suoli naturali e alla vegetazione circostante.
Durante l’estate queste superfici possono raggiungere temperature estremamente elevate, contribuendo ad aumentare la temperatura dell’aria, soprattutto nelle ore pomeridiane e durante la notte, quando il calore immagazzinato viene lentamente rilasciato.
Il risultato è un microclima urbano caratterizzato da temperature sensibilmente superiori rispetto alle aree rurali limitrofe, con conseguenze dirette sulla salute pubblica, sui consumi energetici e sulla qualità della vita.
Le ondate di calore sempre più frequenti, legate ai cambiamenti climatici, amplificano ulteriormente questo fenomeno, rendendo le città uno degli ambienti più vulnerabili agli effetti del riscaldamento globale.
Le simulazioni del progetto MIRIFICUS: fino a 4 gradi in meno nelle ore più calde
Per capire quanto sia possibile mitigare il caldo urbano, i ricercatori hanno simulato interventi di rinaturalizzazione in due aree fortemente urbanizzate: Settecamini, a Roma, e il comparto Mercafir-Piazza Artom, a Firenze.
I risultati sono significativi. Tra le 9 del mattino e le 15, le temperature superficiali si riducono di oltre 4 °C rispetto alla situazione attuale. Anche considerando l’intera giornata, il beneficio rimane costante, con una diminuzione media compresa tra 2 e 2,2°C.
Questo significa che gli effetti degli interventi non sono limitati ai momenti più caldi ma contribuiscono a modificare stabilmente il microclima urbano, rendendo gli spazi pubblici più vivibili e riducendo lo stress termico per cittadini e infrastrutture.
Più alberi, meno asfalto: perché funzionano questi interventi
Il raffrescamento osservato nelle simulazioni deriva dalla combinazione di diverse soluzioni basate sulla natura e sulla riqualificazione urbana.
La riforestazione urbana aumenta l’ombreggiamento delle superfici e, attraverso l’evapotraspirazione, disperde parte dell’energia solare sotto forma di vapore acqueo anziché trasformarla in calore.
La depavimentazione sostituisce superfici impermeabili con suoli naturali o materiali drenanti, che assorbono meno calore e permettono all’acqua piovana di infiltrarsi nel terreno, contribuendo anche a ridurre il rischio di allagamenti.
Infine, l’impiego di pavimentazioni a bassa inerzia termica limita l’accumulo di energia durante il giorno, evitando che venga rilasciata lentamente nelle ore serali e notturne.
L’effetto combinato di questi interventi migliora il comfort termico, riduce il fabbisogno energetico per il raffrescamento degli edifici e aumenta la resilienza delle città agli eventi climatici estremi.
Le città italiane sono sempre più calde
Uno degli aspetti più interessanti del progetto riguarda la realizzazione di un archivio storico delle temperature superficiali italiane relativo al periodo 2013-2023.
I dati mostrano che quasi tutti i principali capoluoghi italiani superano ormai i 40 °C di temperatura superficiale media estiva.
Roma raggiunge una media di 43,7 °C nelle aree urbane. Firenze supera i 44 °C, mentre Milano registra 43,1 °C, Torino 43 °C, Napoli e Bologna 42,7 °C e Cagliari 42,9 °C, risultando la città costiera più calda tra quelle analizzate.
Il confronto con le aree rurali circostanti evidenzia differenze molto marcate. In media il territorio extraurbano risulta più fresco di circa 5,6 °C ma a Napoli questo divario arriva addirittura a 9,4 °C.
Sono numeri che mostrano con chiarezza quanto il consumo di suolo e la progressiva impermeabilizzazione abbiano modificato il clima delle città italiane.
Il “DNA climatico” dei quartieri
Il progetto MIRIFICUS introduce anche un concetto innovativo: quello del “DNA climatico” delle città.
Non è infatti soltanto la presenza di verde a determinare il caldo urbano, ma anche la configurazione degli edifici, la loro altezza, la distanza reciproca, i materiali utilizzati e la distribuzione degli spazi aperti.

Le simulazioni dimostrano, ad esempio, che a Firenze i quartieri più compatti raggiungono temperature superficiali di 44,6 °C, mentre le aree caratterizzate dalla presenza di boschi urbani si fermano a circa 35,9 °C, con una differenza prossima ai 9 gradi.
A Roma la situazione è ancora più evidente nelle aree industriali, dove le grandi superfici asfaltate e prive di vegetazione possono arrivare a temperature superficiali superiori ai 57 °C.
Questi dati confermano che progettare un quartiere significa anche progettarne il microclima.
Dallo spazio alle decisioni urbanistiche
Uno degli elementi più innovativi del progetto è l’utilizzo delle osservazioni satellitari.
Le immagini acquisite dallo spazio consentono di monitorare la temperatura superficiale, la copertura vegetale e il consumo di suolo con elevata precisione, trasformando enormi quantità di dati in strumenti operativi per la pianificazione urbana.
Grazie alla piattaforma webGIS sviluppata nell’ambito di MIRIFICUS, ogni Comune italiano può consultare gratuitamente mappe e indicatori relativi alle proprie temperature superficiali, confrontare la presenza di aree verdi e simulare gli effetti di futuri interventi di forestazione urbana o depavimentazione.
La disponibilità di queste informazioni permette alle amministrazioni locali di individuare le zone più vulnerabili, definire le priorità di intervento e pianificare investimenti basati su dati scientifici anziché su semplici valutazioni empiriche.
Più verde significa anche città più sane
Ridurre la temperatura urbana non significa soltanto rendere le città più piacevoli durante l’estate.
Le aree verdi migliorano la qualità dell’aria intercettando parte degli inquinanti atmosferici, assorbono anidride carbonica, aumentano la biodiversità urbana, favoriscono l’infiltrazione delle acque piovane e contribuiscono al benessere psicofisico dei cittadini.
Numerosi studi hanno inoltre evidenziato come la presenza di alberi e parchi riduca l’incidenza di malattie cardiovascolari e respiratorie, favorisca l’attività fisica e diminuisca gli effetti dello stress termico, particolarmente pericoloso per anziani, bambini e persone fragili.
La forestazione urbana rappresenta quindi una misura capace di produrre benefici contemporaneamente ambientali, sanitari, sociali ed economici.
Le città del futuro si progettano con la natura
«I risultati di MIRIFICUS ci dicono una cosa molto semplice: possiamo ridurre il caldo nelle città e sappiamo come farlo», spiega Michele Munafò, responsabile del progetto per ISPRA.
Le simulazioni realizzate dimostrano infatti che gli interventi di riforestazione urbana e riqualificazione del suolo non solo abbassano le temperature, ma riducono anche gli impatti dei cambiamenti climatici sulla salute e migliorano la qualità dello spazio urbano.
Anche secondo Marco Morabito del CNR-IBE, coordinatore del progetto, i dati satellitari rappresentano ormai uno strumento operativo fondamentale per aiutare le amministrazioni a pianificare strategie efficaci di adattamento climatico.
In un contesto in cui le ondate di calore sono destinate a diventare sempre più frequenti e intense, il progetto MIRIFICUS dimostra che la soluzione non passa soltanto attraverso tecnologie complesse, ma anche attraverso una diversa progettazione delle città.
Più alberi, meno cemento, superfici permeabili e una pianificazione fondata sulle conoscenze scientifiche possono trasformare gli spazi urbani in ambienti più freschi, resilienti e vivibili, rendendo l’adattamento climatico una concreta opportunità di rigenerazione urbana.




