Plastica: il WWF a difesa delle coste e del mare

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A Pescara una mostra dell’associazione del Panda di oggetti di plastica raccolti sulle spiagge

I rifiuti – di plastica in particolare – abbandonati, non riciclati e lasciati abusivamente lungo le sponde dei fiumi prima o poi, inevitabilmente, arrivano al mare. E da questo sono destinati a tornare sulle nostre spiagge. Per mostrare tutto questo, a Pescara, è stata organizzata una conferenza stampa, con una piccola mostra, dai volontari del WWF. L’esposizione è stata realizzata con una selezione di oggetti raccolti durante le pulizie delle spiagge e di altri ambienti naturali e urbani.

L’iniziativa, nell’ambito della campagna del WWF Italia “GenerAzioneMare”, si pone come obiettivo la difesa delle coste e del mare. In particolare dalla minaccia dell’inquinamento da plastica. Una mostra simbolica, con lo scopo di dimostrare come questi oggetti di vario tipo (plastica, reti, passeggini, ruote, bambole e persino lo scheletro di una lanterna volante) rappresentino un pericolo che incombe sempre di più sull’ambiente.

Le microplastiche nella catena alimentare

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Gli oggetti in plastica in mostra a Pescara

Questi oggetti, non solo inquinano, ma spesso divengono trappole mortale per pesci. Le microplastiche sono ingerite da pesci e crostacei che portiamo in tavola. Oppure finiscono per soffocare le tartarughe marine che le scambiano per cibo. Uccelli, pesci, balene, tartarughe: un milione e mezzo di animali, ogni anno, sono vittime di rifiuti di plastica scaricati negli oceani.

Addirittura, sono nate specie marine contaminate dalla plastica. Come quella scoperta dai ricercatori dell’Università di Newcastle (GB) negli abissi della fossa delle Marianne, nell’Oceano Pacifico. Una nuova specie di minuscolo crostaceo denominato Eurythenes plasticus.
Pur vivendo nelle profondità oceaniche, alcuni individui di questo anfipode (piccoli crostacei caratterizzati dal corpo compresso lateralmente e un po’ arcuato) hanno ingerito plastica. 

L’UE secondo maggiore produttore di plastica

L’UE è il secondo maggior produttore di plastica al mondo. Dalle 100mila alle 500mila tonnellate di plastica ogni anno si riversano nel Mediterraneo. Il fiume Sarno, in Campania, è tra i più inquinati d’Europa. Secondo Legambiente, ci sono 111 rifiuti galleggiati ogni chilometro di mare. La situazione è veramente drammatica.

Uno studio dei ricercatori del National Oceanography Center (Noc) rileva che milioni di tonnellate di plastica sono riversate nell’Atlantico. Dieci volte più del previsto.
In particolare hanno individuato la presenza di 21milioni di tonnellate di microplastiche nei primi 200 metri di profondità. In particolare, è stata misurata la quantità di particelle di polietilene, polipropilene e polistirene.

Queste tre materie plastiche, insieme, costituiscono oltre la metà dei rifiuti di plastica globali.

La plastica, secondo una ricerca appena presentata all’American Chemical Society sulle tracce dell’inquinante individuate nel corpo umano: da pesci, crostacei e molluschi arriva direttamente sulla nostra tavola.

Ingeriamo plastica e non facciamo abbastanza per cambiare la situazione.

L’iniziativa del WWF per invitare tutti a collaborare

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Spiaggia ”Aciddara” di Santa Flavia (Palermo): sono stati raccolti oltre 20 sacchi di sola plastica, reti, cavi di nylon, rifiuti ingombranti di varia natura. All’iniziativa hanno partecipato 25 attivisti, volontari, cittadini e simpatizzanti

Per chiedere la collaborazione di tutti, il WWF Italia ha lanciato questa estate il Self Tour Plastic Free. L’iniziativa è dedicata a quelli che desiderano impegnarsi, anche per poco tempo, mentre passano una giornata al mare.

Per lanciare l’iniziativa il WWF ha attivato tutti i canali social. Anche con una nuova community, “Con WWF per un Mondo Plastic Free”, sul canale Facebook. Grazie a questo è possibile condividere informazioni ed esperienze.

Queste, che a fine estate, saranno raccolte dal WWF in un grande album collettivo di immagini – selfie – delle singole iniziative. Le attività di pulizia possono essere condivise anche su Instagram con il filtro “Plastic Take Away” creato dal WWF.

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