venerdì, Aprile 17, 2026

Il ministro Orlando incontra il presidente ONA Bonanni

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CONFRONTO TRA I DUE SULLA DRAMMATICA SITUAZIONE DEL RISCHIO AMIANTO IN ITALIA, ACCENTUATA NEGLI ULTIMI ANNI DELLA PANDEMIA DA COVID-19 E SUL CASO DEI LAVORATORI DELLA SIN DI SIRACUSA AMMALATI E NON RICONOSCIUTI.

Dichiarazioni di Orlando

“Sono vicino alle vittime dell’amianto e alle loro famiglie», ha dichiarato il ministro del Lavoro Andrea Orlando, nel corso dell’incontro avuto con il presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, Ezio Bonanni. (nella foto da destra Ezio Bonanni, il ministro Andrea Orlando, Calogero Vicario)

«Faremo tutto quanto è nella nostra disponibilità per la bonifica dei siti, la loro messa in sicurezza, e per la tutela dei diritti delle vittime e dei lavoratori esposti», ha continuato Orlando.

Il ministro ha sottolineato di essersi già attivato a studiare uno specifico intervento normativo da inserire nella prossima legge finanziaria.

La Corte di Appello di Catania nega il diritto alla pensione

Orlando ha ricevuto Bonanni per un confronto sulla drammatica situazione del rischio amianto in Italia, accentuata negli ultimi anni.

Ezio-Bonanni-e-Calogero-Vicario
L’avv. Ezio Bonanni con, a sinistra nella foto, Calogero Vicario

Il presidente delll’ONA si è soffermato, inoltre, ad esporre il caso emblematico dei lavoratori delle Industrie Meccaniche Siciliane (SIN Siracusa), in mobilitazione dall’estate del 2020.  

A questi ultimi, nonostante l’esposizione ad amianto e ad altri cancerogeni, la Corte di Appello di Catania, in riforma della sentenza del Tribunale di Siracusa che aveva riconosciuto i benefici contributivi per l’esposizione alla fibra killer, ha negato il diritto alla pensione, giudizio ora affidato alla Suprema Corte di Cassazione.

Il coordinatore ONA della regione Sicilia, Calogero Vicario, ha accompagnato Bonanni dal ministro, in rappresentanza dei lavoratori delle Industrie Meccaniche Siciliane di Siracusa.

Bonanni: premiare le aziende che lavorano in sicurezza

Bonanni ha sottoposto al membro del governo – che ha mostrato particolare attenzione, è scritto nella nota – la riflessione che, per rimuovere l’amianto dagli edifici privati, siano sanciti strumenti premiali per le imprese che innovano in sicurezza.

Con modulazione del premio INAIL agli standard raggiunti, credito di imposta e risorse del recovery found per le bonifiche e bonus fiscale del 110%.

Bonanni e Vicario si sono appellati al ministro Orlando, chiedendo che la problematica possa essere risolta con un decreto che tuteli i lavoratori.

«Ho insistito sul fatto che è indispensabile bonificare con urgenza per ridurre il rischio di esposizione dei cittadini (prevenzione primaria) – spiega Bonanni -.

Ma ho ribadito anche la necessità della sorveglianza sanitaria per coloro che sono stati già esposti (prevenzione secondaria) e delle corrette tutele previdenziali e risarcitorie (prevenzione terziaria), auspicando la deflazione dei contenziosi giudiziari a cui sono costrette le vittime e i familiari per il riconoscimento dei loro diritti».

È allarme amianto in Sicilia. Ritardo del censimento pubblico

La condizione di allarme amianto in Sicilia è stata certificata, a suo tempo, anche dall’ex ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che ha più volte visitato i territori, in particolare Augusta.

Lo stesso ReNaM, il Registro Nazionale dei Mesoteliomi stabilisce che la Sicilia ha un’incidenza del 5,3% sulla base nazionale (i dati sono stati aggiornati nel VII Rapporto ReNaM).

Il Presidente ONA ha comunque voluto esporre anche un ampio quadro della situazione italiana.

I dati di morbilità e di mortalità sono preoccupanti.

Le malattie asbesto correlate provocate dall’esposizione all’amianto nel nostro Paese, solo nel 2020, hanno causato il decesso di 7mila persone.

Ma il picco di morti è previsto tra il 2025 e il 2030.

L’avv. Bonanni, quindi, denuncia il ritardo del censimento pubblico sia dei casi di mesotelioma sia delle altre malattie asbesto correlate.

Amianto, prevenzione e responsabilità istituzionali

Il confronto con il ministro del Lavoro riporta al centro una questione irrisolta.
L’amianto continua a rappresentare un’emergenza sanitaria e sociale.

La prevenzione richiede interventi strutturali.
Bonifiche, sorveglianza sanitaria e tutele previdenziali non possono essere rinviate.

Ridurre il contenzioso significa garantire diritti senza costringere le vittime a lunghi percorsi giudiziari.
La responsabilità delle istituzioni passa da scelte normative chiare e tempestive.

Solo una strategia fondata sulla prevenzione ambientale e sanitaria può limitare nuove esposizioni e nuove vittime prevenzione ambientale e sanitaria.

Numero verde ONA

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