martedì, Aprile 28, 2026

Amianto e Progetto Mesotelioma: memoria e giustizia

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L’AMIANTO RESTA UNA FERITA APERTA. A CASALE MONFERRATO IL PROGETTO MESOTELIOMA RILANCIA RICERCA, PREVENZIONE E CURA, MENTRE LA CITTADINA PIEMONTESE CONTINUA A CHIEDERE GIUSTIZIA E BONIFICHE. PRESENTATO IL LIBRO DELL’AVV. BONANNI “AMIANTO, DALLA PREVENZIONE ALLA BONIFICA”

Giornata mondiale delle vittime dell’amianto: memoria e impegno

La Giornata Mondiale delle Vittime dell’Amianto si celebra ogni anno il 28 aprile. Cade insieme alla Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, promossa dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro.

Le organizzazioni sindacali e le associazioni delle vittime hanno istituito questa ricorrenza nel 2005. Tra queste, figura l’International Ban Asbestos Secretariat. L’iniziativa nasce per ricordare le centinaia di migliaia di persone colpite da malattie legate all’amianto.

In passato, l’industria e l’edilizia utilizzavano questa sostanza in modo massiccio. Oggi, invece, la comunità internazionale riconosce i rischi elevati per la salute. Per questo motivo, la giornata punta a mantenere alta l’attenzione pubblica.

 Amianto e salute: un rischio ancora attuale

La ricorrenza vuole ricordare le vittime dell’esposizione all’asbesto. Allo stesso tempo, intende informare sui pericoli legati a questo materiale. L’amianto provoca malattie gravi, tra cui il Mesotelioma.

In Italia, lo Stato ha vietato l’amianto nel 1992. Tuttavia, il problema non è scomparso. Molti siti contaminati attendono ancora interventi di bonifica. Inoltre, ogni anno emergono nuovi casi di patologie correlate.

Di conseguenza, la questione resta attuale. Le istituzioni e le associazioni continuano a chiedere interventi concreti e tempestivi.

 Casale Monferrato: simbolo della tragedia industriale

Città come Casale Monferrato rappresentano oggi un simbolo della lotta contro l’amianto. Qui, infatti, la produzione industriale ha lasciato conseguenze profonde e durature.

Il caso di Casale è tra i più gravi in Europa. Per decenni, ha operato uno dei più grandi stabilimenti di cemento-amianto della multinazionale Eternit.

Lo stabilimento ha funzionato dal primo Novecento fino al 1986. Durante questo periodo, ha impiegato migliaia di lavoratori. Tuttavia, le polveri tossiche non restavano confinate all’interno della fabbrica.

Al contrario, si disperdevano nell’aria e raggiungevano l’intera città. Questo fenomeno ha esposto anche i cittadini che non lavoravano nello stabilimento.

 Mesotelioma: una malattia che colpisce ancora

Ancora oggi, Casale Monferrato registra un numero molto alto di casi di Mesotelioma. Questa malattia rara è strettamente collegata all’esposizione all’amianto.

Il dato più drammatico riguarda le vittime che non hanno mai lavorato in fabbrica. Molti cittadini hanno contratto la malattia a causa della contaminazione ambientale.

Inoltre, la lunga latenza della patologia complica la situazione. Il mesotelioma può manifestarsi anche dopo quarant’anni dall’esposizione. Per questo motivo, i casi continuano a emergere nel tempo.

 Ricerca scientifica: il Progetto Mesotelioma

Il 22 aprile 2026, a Casale Monferrato, esperti e istituzioni hanno presentato un nuovo programma di ricerca medico-scientifica. L’iniziativa si inserisce nelle attività legate alla giornata mondiale.

Il progetto dedica grande attenzione a tre ambiti principali. Gli studiosi lavorano su:

  • diagnosi precoce
  • cure specialistiche
  • studio epidemiologico.

Tutte attività che riguardano l’esposizione all’amianto.

Il Progetto Mesotelioma nasce dalla collaborazione tra l’AFEVA e la rete oncologica regionale piemontese. Gli esperti hanno illustrato metodologie e obiettivi durante l’incontro pubblico.

Il professor Massimo Aglietta coordina il progetto e guida la rete oncologica. La professoressa Irma Dianzani contribuisce con competenze in patologia genetica. La dottoressa Federica Grosso coordina la struttura dedicata al mesotelioma all’ASO (Azienda Sanitaria Ospedaliera) di Alessandria.

La ricerca sul mesotelioma rappresenta una priorità assoluta. Nel tempo, l’intera comunità di Casale ha partecipato attivamente. Pazienti, familiari, scuole e associazioni hanno sostenuto questo impegno collettivo.

 Un centro d’eccellenza per la cura

Nel territorio è nata l’Unità Funzionale Interaziendale Mesotelioma. Questa struttura collega gli ospedali di Casale e Alessandria. Inoltre, dispone di personale dedicato alla ricerca e alla cura.

Il trasferimento della dottoressa Grosso dall’Istituto Tumori Rari di Milano ha rafforzato il progetto. L’équipe dell’UFIM ha costruito un centro altamente qualificato.

La struttura garantisce una presa in carico completa del paziente. I medici offrono assistenza sanitaria e supporto psicologico. Questo servizio coinvolge anche i familiari dei malati.

 La richiesta di giustizia resta centrale

Casale Monferrato continua a chiedere giustizia con determinazione. I processi legati alla vicenda Eternit hanno segnato profondamente la comunità.

Il primo procedimento ha coinvolto i dirigenti dell’azienda. Successivamente, i tribunali hanno avviato altri procedimenti, tra cui il processo Eternit bis. In questo caso, la magistratura ha imputato il magnate svizzero Stephan Schmidheiny.

La Corte Suprema deve ancora esprimere una decisione definitiva. Nel frattempo, l’AFEVA partecipa attivamente alle azioni legali.

Durante il convegno, gli interventi hanno ricordato il coraggio di Romana Blasotti Pavesi. La sua battaglia ha dato voce alla richiesta di verità e responsabilità.

I pubblici ministeri e le parti civili continuano a chiedere giustizia. La comunità rifiuta il silenzio e pretende il riconoscimento delle responsabilità.

 Bonifiche: grandi progressi, ma non basta

Negli ultimi anni, Casale ha compiuto passi importanti sul fronte delle bonifiche. Tuttavia, l’emergenza non è ancora conclusa:

  • oltre il 90% dei siti contaminati censiti è stato bonificato
  • gli interventi hanno rimosso più di 1,8 milioni di metri quadrati di amianto, pari a circa 51.200 tonnellate di materiale.
  • le istituzioni hanno investito circa 120 milioni di euro in 26 anni.

L’obiettivo dichiarato è diventare una città “amianto free” nel prossimo futuro.

Nonostante questi risultati, restano criticità significative. Persistono materiali diffusi come il “polverino”, presente in cortili e sottotetti. Inoltre, l’area resta un Sito di Interesse Nazionale (SIN).

Lo Stato continua quindi a monitorare il territorio. L’obiettivo finale è la completa de-amiantizzazione del Monferrato.

 Il convegno nazionale alla Camera dei Deputati

Il 28 aprile 2026, in occasione della giornata mondiale, l’Osservatorio Nazionale Amianto ha organizzato un convegno a Roma. L’evento si è svolto alla Camera dei Deputati.

All’incontro dal titolo “Amianto, il giorno della memoria, dalla prevenzione alla bonifica”, esperti e istituzioni hanno discusso strategie e criticità.

«Sull’amianto non possiamo più permetterci ritardi, silenzi o scaricabarile istituzionali – ha esordito Sergio Costa, Vicepresidente della Camera dei deputati ed ex ministro dell’Ambiente –. A fronte di risorse stanziate e di strumenti già messi in campo nella scorsa legislatura, ancora oggi non abbiamo un riscontro chiaro né dal Governo né dalle Regioni su come siano stati spesi i fondi destinati alle bonifiche. E questo è inaccettabile, perché mentre la burocrazia rallenta, le persone continuano ad ammalarsi e a morire».

 Prevenzione e informazione: il ruolo dell’ONA

Nel corso del convegno, l’avvocato Ezio Bonanni ha presentato un nuovo libro. Bonanni presiede l’ONA e difende le vittime dell’amianto da oltre vent’anni.

Il volume si intitola “Amianto, dalla prevenzione alla bonifica”. L’opera affronta il tema sotto diversi aspetti, dalla tutela legale alla salute pubblica.

L’iniziativa conferma l’importanza della prevenzione e dell’informazione. Solo attraverso questi strumenti, istituzioni e cittadini possono affrontare un problema ancora aperto.

Fonti:

Pressenza

Report (puntata del 4 gennaio 2026)

Numero verde ONA

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