IN OCCASIONE DELLA GIORNATA DELLA BIOECONOMIA, CONOE E IL DIPARTIMENTO DI BIOTECNOLOGIE DELL’UNIVERSITÀ MILANO-BICOCCA ACCENDONO I RIFLETTORI SU SOSTENIBILITÀ, CHIMICA VERDE E NUOVE PROFESSIONI GREEN CON L’OLIO ESAUSTO.
Un litro di olio alimentare esausto disperso nell’ambiente può contaminare fino a migliaia di litri d’acqua. Eppure, se correttamente raccolto e rigenerato, può trasformarsi in biodiesel, bioplastiche, bio-lubrificanti e materiali per il tessile sostenibile.
Il Conoe – non solo olio esausto
Il CONOE – Consorzio Nazionale per la Raccolta e il Trattamento degli Oli e dei Grassi Vegetali e Animali Esausti, istituito in Italia con il D.lgs. 22/97 art. 47, è un ente di diritto privato senza scopo di lucro cui viene attribuita la responsabilità di gestione degli oli e dei grassi vegetali ed animali esausti prodotti su tutto il territorio nazionale, riducendone progressivamente la dispersione nell’ambiente e, di conseguenza, limitandone il potenziale di inquinamento e i rischi per la salute pubblica e promuovendone il recupero.
È attualmente disciplinato dall’art. 233 D.lgs. 152/06 e retto dallo statuto determinato con DM gennaio 2024.
Partecipano al CONOE venti confederazioni, associazioni nazionali di settore e organizzazioni di utilities, che rappresentano oltre 300mila produttori di oli e grassi esausti del settore industriale, artigianale e commerciale, oltre trecento aziende di raccolta e stoccaggio e oltre sessanbta aziende di rigenerazione per il riciclo del rifiuto in materie prime seconde.
Il convegno per la tutela ambientale a partire dalle abitudini domestiche
In Italia ogni anno vengono raccolte oltre 82mila tonnellate di oli alimentari esausti, successivamente trasformati in biocarburanti e prodotti per la chimica fine, contribuendo allo sviluppo dell’economia circolare e alla riduzione dell’impatto ambientale.
Da questa consapevolezza nasce, in occasione della Giornata della Bioeconomia, il convegno “L’ORO che butti!: una seconda chance all’olio alimentare esausto”, ideato e organizzato dagli studenti del Corso di Laurea in Biotecnologie Industriali dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze, in collaborazione con CONOE-Consorzio Nazionale per la Raccolta e il Trattamento degli Oli e dei Grassi Vegetali e Animali Esausti.

Un laboratorio coadiuvato dagli studenti universitari
Non una tradizionale lezione accademica ma un laboratorio di transizione ecologica guidato dagli stessi studenti, che hanno scelto di portare al centro del dibattito pubblico uno dei temi più sottovalutati dell’economia circolare: il corretto recupero degli oli alimentari esausti e il loro potenziale per la chimica verde e l’innovazione sostenibile.
Attraverso il confronto con esperti, aziende e protagonisti della filiera, l’iniziativa ha raccontato come l’olio usato nelle cucine domestiche possa tornare a vivere sotto forma di carburanti da fonti rinnovabili, cosmetici, tinture, lubrificanti industriali e nuovi materiali biodegradabili.
Un esempio concreto di bioeconomia applicata, capace di generare benefici ambientali, ridurre gli sprechi e creare nuove opportunità professionali legate alla transizione ecologica.
Una nuova vita per l’olio alimentare esausto
«Non chiamiamolo scarto: l’olio alimentare esausto è una risorsa preziosa se gestita correttamente», hanno spiegato gli studenti organizzatori. «Con questo incontro vogliamo sensibilizzare cittadini e giovani sull’importanza delle corrette pratiche di raccolta e mostrare come ricerca, innovazione e chimica verde possano trasformare un potenziale inquinante in una nuova opportunità per l’ambiente e il lavoro».
Gli interventi
Ad aprire i lavori sono stati Laura Cipolla, professore associato di Chimica Organica dell’Università Milano-Bicocca e Francesco Mancini, direttore generale CONOE, che hanno sottolineato il ruolo strategico della collaborazione tra università, ricerca e imprese nella diffusione di modelli concreti di economia circolare.
Ampio interesse ha suscitato anche l’intervento di Daniela Cancelli della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, dedicato alle prospettive della bioeconomia e alle nuove competenze richieste dal mercato del lavoro green.
Particolarmente partecipato il dialogo con Chimicazza, creator e divulgatore scientifico seguito da migliaia di giovani sui social media, che ha affrontato insieme agli studenti il tema della comunicazione ambientale, della divulgazione scientifica online e del coinvolgimento delle nuove generazioni sui temi della sostenibilità.
Il riutilizzo strategico
Durante l’incontro, le aziende presenti hanno inoltre illustrato alcune applicazioni innovative nate dalla rigenerazione degli oli esausti: micro-bioplastiche per il settore cosmetico, tinture biologiche per tessuti e bio-lubrificanti per motori endotermici.





