sabato, Agosto 22, 2026

L’acqua sotterranea, risorsa strategica dell’Italia

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IL TEMA DELL’ACQUA È FONDAMENTALE, SOPRATTUTTO IN ESTATE. IN ITALIA, LA SICUREZZA DELL’APPROVVIGIONAMENTO IDRICO DIPENDE SOPRATTUTTO DALLE RISERVE SOTTERRANEE, CHE ASSICURANO LA GRAN PARTE DELL’ACQUA DESTINATA AL CONSUMO POTABILE E RAPPRESENTANO UNA RISORSA ESSENZIALE PER AFFRONTARE GLI EFFETTI DELLA SICCITÀ E DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI

Le falde garantiscono la maggior parte dell’acqua potabile

Le acque sotterranee si confermano il principale serbatoio idrico del Paese. Nel 2024 sono stati prelevati 8,87 miliardi di metri cubi di acqua destinata al consumo potabile: quasi l’85% proviene da sorgenti e pozzi, mentre poco più del 15% deriva da acque superficiali come fiumi, laghi e invasi artificiali.

Ancora marginale, invece, il contributo della desalinizzazione delle acque marine, limitato soprattutto alle isole minori di Sicilia, Toscana e Lazio.

Giornata Mondiale dell'Acqua - Acque sotterranee
Acque sotterranee

Le differenze tra i distretti idrografici

Il ricorso alle acque sotterranee supera il 75% dell’approvvigionamento idropotabile nella quasi totalità dei distretti idrografici italiani. I valori più elevati si registrano nell’Appennino Centrale e nelle Alpi Orientali, dove oltre il 95% dell’acqua potabile proviene dalle falde.

Fa eccezione la Sardegna, che ricorre maggiormente alle acque superficiali, così come il distretto dell’Appennino Meridionale, caratterizzato dalla presenza di grandi invasi destinati sia all’uso civile sia a quello irriguo.

Una risorsa più resiliente ai cambiamenti climatici

Grazie alla naturale protezione offerta dal sottosuolo, le falde presentano generalmente una qualità elevata e risultano meno esposte alla contaminazione e agli effetti delle precipitazioni irregolari.

Le recenti crisi idriche hanno evidenziato questa capacità di resilienza: mentre fiumi e laghi hanno registrato livelli particolarmente bassi, le risorse sotterranee hanno continuato a garantire la disponibilità di acqua per il consumo umano.

Conoscenza e tutela sono le priorità

Secondo gli esperti, la gestione sostenibile delle acque sotterranee richiede un monitoraggio costante, un’adeguata pianificazione e competenze tecnico-scientifiche specialistiche. Il ruolo dell’idrogeologo (colui che studia suolo e falde acquifere per tutelare le risorse idriche) diventa quindi determinante per individuare, proteggere e gestire quella che rappresenta la più importante risorsa idrica rinnovabile del Paese nel medio e lungo periodo.

Come sottolinea Daniela Ducci, docente di Geologia Applicata dell’Università Federico II di Napoli e componente del Consiglio Direttivo Nazionale della Società Geologica Italiana, «le crisi idriche degli ultimi anni hanno confermato il ruolo strategico delle acque sotterranee: mentre fiumi e laghi hanno registrato livelli prossimi ai minimi storici, le fonti sotterranee hanno continuato a garantire la disponibilità di acqua per gli usi potabili».

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