DOPO OLTRE DUEMILA ANNI DI STORIA E DI UTILIZZO, VIENE SVELATO UNO DEI SEGRETI SULLE ACQUE TERMALI DI ACQUI: IL PERCORSO SOTTERRANEO CHE PORTA I FLUIDI CALDI FINO ALLE SORGENTI. UN NUOVO STUDIO DELL’UNIVERSITÀ DI GENOVA E DEL CNR RENDE NOTO, PER LA PRIMA VOLTA, IL FUNZIONAMENTO DELL’INTERO SISTEMA IDROTERMALE
Un circuito sotterraneo finalmente “allo scoperto”
«Per la prima volta siamo riusciti a descrivere in modo quantitativo il funzionamento del circuito sotterraneo che alimenta le sorgenti delle acque termali». A parlare è Chiara Cibelli, ricercatrice in Scienze Geologiche al Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita (DiSTAV) dell’Università degli Studi di Genova.
Un gruppo di ricercatori ha infatti ricostruito il funzionamento del sistema idrotermale che alimenta le storiche sorgenti di Acqui Terme, nel settore sud-orientale del Piemonte, conosciute e utilizzate fin dall’epoca romana.
Uno studio tra geologia e geofisica
La ricerca è stata condotta da geofisici e geologi del DiSTAV dell’Università di Genova — Chiara Cibelli, Egidio Armadillo, Linda Bonorino, Paolo Chiozzi, Marco Orsi e Massimo Verdoya — in collaborazione con Gianluca Gola dell’Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR di Torino.
Per la prima volta è stato elaborato un modello geologico bidimensionale, integrato con un modello fisico-matematico quantitativo, capace di descrivere il funzionamento del sistema idrotermale.
Per ricostruire il percorso delle acque nel sottosuolo sono state integrate misure gravimetriche e sismiche passive con una nuova interpretazione dei dati termici e geoelettrici raccolti negli ultimi anni.
Temperature fino a 70 °C e un’anomalia geotermica eccezionale
Il sistema idrotermale di Acqui Terme comprende numerose sorgenti, con temperature che raggiungono 70 °C, e sviluppa una potenza termica complessiva di circa 3 megawatt.

Uno degli elementi più sorprendenti emersi dalla ricerca riguarda il gradiente geotermico. In alcune perforazioni sono stati registrati valori superiori a 200 °C per chilometro, fino a circa sette volte il valore medio terrestre.
Si tratta di un’anomalia termica particolarmente significativa, che contribuisce a spiegare le caratteristiche delle acque profonde che alimentano le sorgenti.
Il ruolo svolto del basamento cristallino e delle faglie
I dati raccolti indicano inoltre che il basamento cristallino, che ospita il principale acquifero termale profondo, in alcuni punti risale fino a meno di 200 metri dalla superficie.
La struttura è attraversata da faglie subverticali, che rappresentano le principali vie attraverso le quali i fluidi caldi possono risalire verso la superficie.
È proprio l’interazione tra la struttura geologica profonda e la circolazione delle acque a rendere possibile il funzionamento del sistema termale.
Dalle Alpi liguri alle sorgenti di Acqui
Il modello elaborato dai ricercatori descrive un vero e proprio viaggio sotterraneo dell’acqua.
Le acque meteoriche si infiltrano nelle rocce cristalline, fortemente fratturate, delle Alpi Liguri, a circa dieci chilometri a sud di Acqui Terme. Da qui iniziano a circolare in profondità, dove vengono progressivamente riscaldate.
Successivamente, i fluidi risalgono lungo alcune delle principali strutture tettoniche presenti nel sottosuolo, fino ad alimentare le sorgenti termali di Acqui Terme.
Un percorso naturale complesso, rimasto per decenni solo parzialmente conosciuto e che oggi può essere descritto attraverso un modello quantitativo.
Una risorsa geotermica da valorizzare
La ricerca rappresenta un importante passo avanti nella conoscenza di uno dei distretti geotermici a bassa entalpia più interessanti e meno conosciuti dell’Italia settentrionale.
«Oltre a chiarire il funzionamento di un sistema idrotermale studiato da decenni, ma mai completamente svelato — ha concluso Cibelli — il modello rappresenta uno strumento innovativo per valutare il potenziale geotermico dell’area e supportare future strategie di utilizzo sostenibile di questa risorsa energetica rinnovabile».
Lo studio non si limita quindi a spiegare l’origine delle acque termali: potrebbe offrire nuovi strumenti per la valorizzazione sostenibile della risorsa geotermica del territorio.
La ricerca protagonista a Padova
I risultati dello studio saranno presentati al prossimo Congresso Nazionale Congiunto della Società Geologica Italiana e della Società Italiana di Mineralogia e Petrologia, in programma a Padova dal 15 al 17 settembre, dal titolo “Ter(r)ra: Risorse, Rischi, Rispetto”.
Un grande appuntamento scientifico che riunirà oltre mille scienziati, con quarantaquattro conferenze, quattro delle quali plenarie, quaranta sessioni e più di settecento ricerche.
Tra i relatori delle conferenze plenarie figurano Haakon Fossen della University of Bergen, Max W. Schmidt del Department of Earth and Planetary Sciences dell’ETH Zürich, Telmo Pievani del Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova e Massimo Lombardini dell’ISPI – Istituto per gli Studi di Politica Internazionale.




