L’ITALIA PUNTA A RAFFORZARE L’EDUCAZIONE GEOLOGICA NELLE SCUOLE CON LA NASCITA DI IDEA-GEO, LA PRIMA SCUOLA NAZIONALE DEDICATA ALLA FORMAZIONE DEI DOCENTI DI SCIENZE DELLA TERRA. IL PROGETTO, PROMOSSO DALLA SOCIETÀ GEOLOGICA ITALIANA INSIEME A UNIVERSITÀ E SOCIETÀ SCIENTIFICHE, NASCE PER PORTARE NELLE AULE LE CONOSCENZE PIÙ AGGIORNATE SU CAMBIAMENTO CLIMATICO, RISCHI NATURALI, RISORSE E TUTELA DEL TERRITORIO ATTRAVERSO UNA DIDATTICA PRATICA E SUL CAMPO
Affrontare le grandi sfide ambientali del XXI secolo
Dal cambiamento climatico ai terremoti, dalle frane alla gestione delle risorse idriche, fino ai minerali necessari per la transizione energetica: comprendere il funzionamento della Terra non è più soltanto una questione accademica, ma una competenza sempre più necessaria per affrontare le grandi sfide ambientali del XXI secolo.
Con questo obiettivo nasce IDEA-GEO, la prima Scuola Nazionale per l’Insegnamento delle Scienze della Terra, un’iniziativa che punta a rinnovare la formazione dei docenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado e, attraverso di loro, a rafforzare la cultura geologica delle nuove generazioni.
Promossa dalla Società Geologica Italiana insieme con la Società Italiana di Mineralogia e Petrologia (SIMP), con il coinvolgimento di numerose società scientifiche e degli atenei italiani, IDEA-GEO rappresenta il primo progetto nazionale interamente dedicato all’aggiornamento professionale degli insegnanti di geoscienze.
L’obiettivo non è soltanto trasmettere nuove conoscenze ma creare un collegamento stabile tra il mondo della ricerca e quello della scuola, affinché gli studenti possano affrontare temi complessi come il cambiamento climatico, i rischi geologici o la gestione sostenibile delle risorse naturali con strumenti scientifici aggiornati e spirito critico.
Perché nasce una scuola nazionale dedicata alle Scienze della Terra?
Negli ultimi anni il ruolo delle geoscienze è diventato sempre più centrale nel dibattito pubblico. Eventi meteorologici estremi, siccità, erosione costiera, frane, terremoti e consumo di suolo sono ormai temi quotidiani che richiedono una maggiore alfabetizzazione scientifica della popolazione.
Eppure le Scienze della Terra continuano spesso a occupare uno spazio limitato nei percorsi scolastici, mentre la rapidità con cui evolvono le conoscenze rende necessario un aggiornamento continuo anche per gli insegnanti.
È proprio da questa esigenza che nasce IDEA-GEO.
«Le grandi sfide del nostro tempo – dal cambiamento climatico alla gestione sostenibile delle risorse naturali, dalla prevenzione dei rischi geologici alla tutela del territorio – richiedono cittadini sempre più consapevoli del funzionamento del pianeta in cui viviamo. Per questo la formazione dei docenti rappresenta un investimento strategico per il futuro del Paese», ha dichiarato Rodolfo Carosi, presidente della Società Geologica Italiana.
Secondo Carosi, il progetto vuole costruire un ponte stabile tra ricerca e didattica, mettendo a disposizione della scuola le competenze maturate dalla comunità scientifica italiana.
L’iniziativa nasce anche in un momento particolare per il sistema scolastico. Il confronto sulle nuove Indicazioni Nazionali ha infatti evidenziato la necessità di rafforzare l’insegnamento delle discipline scientifiche con un approccio più interdisciplinare e maggiormente orientato ai problemi ambientali contemporanei.
Perché oggi è importante conoscere la geologia?
Per molti anni la geologia è stata percepita come una disciplina rivolta soprattutto allo studio delle rocce o dei fossili. In realtà il suo campo di applicazione è molto più ampio e riguarda direttamente la vita quotidiana.
Studiare il ciclo dell’acqua aiuta a gestire meglio una risorsa sempre più preziosa. Una parete rocciosa racconta milioni di anni di storia della Terra, mentre un semplice torrente può spiegare come funzionano erosione, sedimentazione e cambiamenti climatici.
Le Scienze della Terra rappresentano inoltre uno dei punti di incontro più naturali tra le Discipline STEM (Science, Technology, Engineering e Mathematics). Geologia, fisica, chimica, biologia, geografia e matematica si integrano continuamente nello studio dei processi che modellano il pianeta.
Per questo motivo la nuova scuola non intende limitarsi ad aggiornare i contenuti disciplinari, ma propone un approccio capace di collegare fenomeni locali e processi globali.
La geologia, infatti, permette di leggere il territorio con occhi diversi.
Come funzionerà IDEA-GEO?
La scuola sarà organizzata come una rete nazionale distribuita sul territorio italiano.
Non esisterà quindi un’unica sede permanente. Le attività saranno ospitate in diversi poli universitari, valorizzando le peculiarità geologiche delle varie regioni italiane e facilitando la partecipazione dei docenti provenienti da tutto il Paese.
Pur essendo diffusa sul territorio, IDEA-GEO manterrà un’impostazione comune. Programmi, obiettivi formativi e standard qualitativi saranno condivisi, mentre la docenza sarà affidata a professori universitari, ricercatori ed esperti delle geoscienze.
«Sarà una scuola itinerante con il coinvolgimento di tutto il territorio nazionale», ha spiegato Claudia Lupi, coordinatrice della Divisione Didattica della Società Geologica Italiana.
Secondo Lupi, il progetto punta a trasformare l’intero territorio italiano in un laboratorio naturale, sfruttando la straordinaria varietà geologica della penisola come strumento di insegnamento.
Una formazione che parte dal territorio
Uno degli elementi più innovativi del progetto riguarda proprio la metodologia didattica.
Le lezioni frontali saranno integrate con attività pratiche, laboratori ed escursioni, nella convinzione che le Scienze della Terra non possano essere comprese esclusivamente attraverso libri e presentazioni.
Il territorio diventerà esso stesso uno strumento di apprendimento.
Le attività di outdoor education porteranno i docenti a osservare direttamente affioramenti rocciosi, corsi d’acqua, paesaggi urbani, aree costiere e ambienti naturali, imparando a trasformare questi contesti in occasioni didattiche replicabili con gli studenti.
Accanto alle uscite sul campo sarà dato ampio spazio alla didattica laboratoriale.
L’obiettivo è sviluppare esperienze semplici, facilmente riproducibili anche nelle scuole che dispongono di risorse limitate, affinché ogni insegnante possa riportare in classe quanto appreso durante la formazione.
Questa impostazione risponde a un principio ormai condiviso dalla ricerca educativa: gli studenti apprendono con maggiore efficacia quando possono osservare, sperimentare e costruire direttamente le proprie conoscenze.
I tre pilastri della nuova scuola
Il percorso formativo si svilupperà attorno a tre elementi fondamentali.
Il primo riguarda la didattica laboratoriale replicabile. Gli insegnanti sperimenteranno attività pratiche progettate per essere facilmente adattate alle diverse realtà scolastiche, favorendo un apprendimento attivo e partecipativo.
Il secondo pilastro è rappresentato dall’outdoor education. Le escursioni sul territorio non saranno semplici visite guidate, ma veri momenti di osservazione scientifica nei quali il paesaggio diventa oggetto di studio.
Infine, particolare attenzione sarà dedicata alla coerenza con le Indicazioni Nazionali, affinché tutte le attività possano essere immediatamente integrate nella programmazione curricolare delle scuole secondarie.
Si tratta di un aspetto particolarmente importante. Troppo spesso i corsi di aggiornamento producono materiali interessanti ma difficili da inserire nella normale attività didattica. IDEA-GEO punta invece a fornire strumenti immediatamente utilizzabili durante l’anno scolastico.
Quanto dureranno i corsi?
I percorsi formativi avranno una durata minima di 20 ore e saranno organizzati prevalentemente durante il periodo estivo e all’inizio dell’anno scolastico.
Questa scelta non è casuale.
Svolgere la formazione tra luglio e settembre permetterà ai docenti di integrare fin da subito le nuove metodologie nella programmazione annuale, senza dover attendere l’anno successivo.
Le iscrizioni sono aperte agli insegnanti di Scienze delle scuole secondarie di primo e secondo grado.
I posti disponibili saranno limitati, così da garantire un numero contenuto di partecipanti durante laboratori ed escursioni, favorendo un confronto diretto con i docenti universitari.
Dove si svolgeranno le attività?
Per il primo anno di attività sono già previste diverse sedi distribuite lungo la penisola.
| Sede | Periodo |
|---|---|
| Napoli | 2-5 settembre 2026 |
| Pavia | 3-5 settembre 2026 |
| Padova | 17 settembre + seconda data |
| Cagliari | 9-10 ottobre 2026 |
La scelta delle sedi riflette anche la straordinaria varietà geologica italiana.
Dagli Appennini alle Alpi, dai vulcani campani ai sistemi costieri della Sardegna, ogni territorio offre infatti contesti differenti nei quali osservare fenomeni geologici, geomorfologici e ambientali.

Chi coordina il progetto?
Il coordinamento scientifico è affidato a Claudia Lupi, docente dell’Università di Pavia e coordinatrice della Divisione Didattica delle Geoscienze della Società Geologica Italiana.
Il Comitato Tecnico Scientifico riunisce alcuni dei principali esperti italiani delle diverse discipline geologiche e paleontologiche provenienti dalle Università di Torino, Catania, Modena e Reggio Emilia, Cagliari, Napoli Federico II, Camerino e Padova.
La presenza congiunta della Società Geologica Italiana, della Società Italiana di Mineralogia e Petrologia e della Società Paleontologica Italiana evidenzia la volontà di costruire un percorso realmente interdisciplinare, capace di rappresentare l’intero panorama delle geoscienze.
Perché investire nella formazione degli insegnanti significa investire nel futuro?
L’Italia è uno dei Paesi europei maggiormente esposti ai rischi naturali. Frane, terremoti, vulcani attivi, erosione costiera, dissesto idrogeologico e scarsità idrica rappresentano fenomeni con cui cittadini e amministrazioni devono confrontarsi sempre più frequentemente.
La prevenzione, tuttavia, non dipende soltanto dalle opere infrastrutturali o dalle tecnologie di monitoraggio. Richiede soprattutto una popolazione consapevole, capace di comprendere il territorio e di interpretarne i segnali.
La scuola rappresenta il luogo privilegiato per costruire questa consapevolezza.
Formare gli insegnanti significa moltiplicare la diffusione delle conoscenze, perché ogni docente potrà trasferire negli anni competenze aggiornate a centinaia di studenti.
In questo senso IDEA-GEO va oltre il semplice aggiornamento professionale. Punta a creare una rete nazionale di docenti che condividano metodologie, esperienze e materiali didattici, contribuendo a rafforzare la cultura geologica del Paese.
Le grandi sfide ambientali del futuro richiederanno cittadini in grado di comprendere il funzionamento del pianeta e di prendere decisioni informate.
La nascita della prima scuola nazionale dedicata all’insegnamento delle Scienze della Terra rappresenta quindi un investimento che guarda ben oltre le aule scolastiche, perché mette le basi per una società più preparata ad affrontare cambiamento climatico, gestione sostenibile delle risorse e tutela del territorio.




