venerdì, Agosto 19, 2022

Vincolo al paesaggio della Tuscia: evitare consumo di suolo

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LA SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGIA BELLE ARTI E PAESAGGIO PER LA PROVINCIA DI VITERBO E PER L’ETRURIA MERIDIONALE HA DISPOSTO IL VINCOLO PAESAGGISTICO SU ALCUNE AREE DELLA TUSCIA. OBIETTIVO PRESERVARE I TERRITORI E L’AGRICOLTURA DI OLTRE 20MILA ETTARI DI TERRITORIO

Il vincolo interesserà il bacino del torrente Arrone, a cavallo dei comuni di Arlena di Castro, Cellere, Canino, Montalto di Castro, Piansano, Tarquinia, Tessennano e Tuscania.

L’iniziativa è pienamente appoggiata da Altritalia Ambiente, Amici della Terra, Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli, AssoTuscania, Gruppo Intervento Giuridico GrIG, Italia Nostra, Mountain Wilderness, Pro Natura.

Un vincolo per preservare la bellezza

La Soprintendenza ha disposto il vincolo paesaggistico nella Tuscia per tutelare territori di grande bellezza. Si eviterebbe, così, l’installazione di nuovi impianti fotovoltaici e pale eoliche su terreni agricoli.

Questi impianti sfregerebbero ulteriormente un paesaggio unico per la sua bellezza, per il suo panorama e per la sua biodiversità.

Produrre energia a basso impatto ambientale (non pulita come millantano in tanti, è scritto nella nota), non significa consumare ettari di suolo trasformando campi agricoli in campi di produzione industriale di energia elettrica.

Gli impianti fotovoltaici, nello specifico, per essere davvero sostenibili dovrebbero essere realizzati “in alto”. Ciò significa che dovrebbero sorgere su strutture già esistenti e non vincolate, o su superfici già degradate (gray zones) o impermeabilizzate.

Impianti fotovoltaici e pale eoliche penalizzano l’agricoltura

In un momento di crisi energetica ma, ancor più grave di potenziale crisi alimentare, non è ragionevole sottrarre suolo alle coltivazioni. È risaputo che l’Italia importa il 38% del suo fabbisogno alimentare, una percentuale non di poco conto.

Deve essere, inoltre, rimarcato che la bellezza paesaggistica rappresenta un’attrazione insostituibile per il turismo. L’attivazione del vincolo metterebbe, quindi, sotto tutela una vasta area di una provincia già leader in Europa per consumo del suolo.

Una provincia che è già fortemente provata dall’installazione di più di mille ettari di pannelli fotovoltaici a terra e di numerose torri eoliche.

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