sabato, Agosto 20, 2022

Tecnologia 5G: i pro e contro dell’elettrosmog

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Il telefono cellulare ha avuto una diffusione molto rapida inaspettata. La ricerca dal canto suo ha fatto passi avanti enormi per aumentare la velocità di connessione degli utenti e migliorare la qualità del servizio.

Corte d’Appello condanna il cellulare

La Next Generation Mobile Networks Alliance, cioè l’associazione di operatori, venditori, produttori e istituti di ricerca operanti nel settore della telefonia mobile, ha raggiunto questo obiettivo con l’avvento della tecnologia 5G, acronimo di 5th Generation.

L’entrata ufficiale in funzione del 5G è prevista entro il 2020. Avrà una velocità di download molto elevata. Anche il tempo di latenza, cioè quello di risposta del sistema sarà molto basso. Si impiegherà, per esempio, molto meno tempo ad aprire un sito web.

La tecnologia 5G è davvero tanto rischiosa?

Quali sono pro e contro del 5G? Una recente sentenza della Corte d’Appello di Torino ha evidenziato il nesso tra l’uso eccessivo del cellulare e l’insorgenza di alcune tipologie di tumore.

Tuttavia, «nonostante la grande quantità di studi condotti e di risorse investite negli ultimi anni – spiega il prof. Alessandro Miani, presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) e docente di Prevenzione Ambientale all’Università di Milano -, la ricerca scientifica non ha fornito ad oggi assicurazioni assolute circa l’impatto sulla salute delle emissioni elettromagnetiche, ai livelli che si possono incontrare negli ambienti di vita».

Quanto affermato nella sentenza, però, «richiama l’impiego dell’approccio precauzionale al fine di mantenere le esposizioni ai più bassi livelli possibili».

La tecnologia 5G prevede un aumento del numero di antenne e, di conseguenza, un incremento dell’inquinamento elettromagnetico cui saranno sottoposti ambiente e popolazione. Questo è sicuramente 5G contro.

«Se i piani del settore delle telecomunicazioni per il 5G si realizzeranno – aggiunge il professor Miani, -, la messa in opera di milioni di nuove stazioni radio base, di decine di migliaia di nuovi satelliti e di centinaia di miliardi di oggetti trasmittenti (dispositivi cellulari e wireless, elettrodomestici, accessori indossabili, etc.) potrebbe determinare un incremento non quantificabile a priori dell’esposizione umana ed ambientale sia in termini spaziali che temporali».

La tecnologia 5G fa uso di bande di frequenze molto più alte rispetto a quelle in uso. Ma gli effetti biologici e sanitari sull’uomo di queste frequenze sono ancora poco conosciuti.

«La penetrazione superficiale di tali onde potrebbe diventare un pericolo per gli occhi e la pelle – evidenzia ancora Miani -. Inoltre, esse potrebbero dar luogo a un aumento dei livelli delle correnti indotte trasportate all’interno del corpo umano».

Uno scenario simile deve far riflettere se non sia il caso di «applicare il principio di precauzione che imporrebbe la sospensione di tale implementazione». Almeno finché «studi scientifici indipendenti e privi di conflitto d’interesse non accertino in maniera inequivocabile la non-pericolosità di tale tecnologia».

Vale la pena, quindi, insistere con la nuova tecnologia 5G fino a quando non ne sarà accertata la pericolosità?

Abbiamo visto quali risultati, nel tempo, abbia portato questo modo di procedere, con l’amianto, il mercurio, la formaldeide ecc.

«Per tali ragioni e per assicurare che lo sviluppo tecnologico sia rispettoso del diritto alla salute dell’uomo, l’applicazione del principio di precauzione è ragionevolmente condivisibile».
In generale, conclude il presidente di SIMA, «i cittadini possono decidere di adottare misure e comportamenti pratici al fine di ridurre l’esposizione ai campi elettromagnetici».

Ma solo coinvolgendo istituzioni e mondo accademico, perché trasferiscano in maniera adeguata le conoscenze scientifiche al consumatore, sarà possibile affrontare in maniera adeguata il tema degli effetti sanitari legati alle emissioni elettromagnetiche.

SIMA ha stilato un decalogo atto a ridurre i rischi da esposizione ai campi elettromagnetici in ambienti chiusi.

Dieci consigli che comunque non confermano la pericolosità dei campi magnetici cui abbiamo a che fare nella vita di tutti i giorni.

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