domenica, Dicembre 7, 2025

Oceani in pericolo: pesca sostenibile e azioni per salvarli

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GLI OCEANI SONO IL CUORE BLU DEL PIANETA: REGOLANO IL CLIMA, NUTRONO MILIARDI DI PERSONE E CUSTODISCONO BIODIVERSITÀ PREZIOSE. QUESTO ARTICOLO APPROFONDISCE LE MINACCE CHE AFFRONTANO E LE AZIONI URGENTI, GLOBALI E LOCALI, NECESSARIE PER PROTEGGERLI PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI

Giornata Mondiale degli Oceani 2025: un appello globale per salvare il “polmone blu”. Un evento internazionale per il futuro degli oceani

L’8 giugno si celebra la Giornata Mondiale degli Oceani, istituita nel 1992 durante il Summit della Terra di Rio de Janeiro su proposta del governo canadese.

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite l’ha ufficialmente riconosciuta, coinvolgendo governi, scienziati, comunità indigene, ONG e cittadini nel coordinamento delle attività globali.

L’iniziativa è strettamente legata all’Obiettivo 14 dell’Agenda 2030: conservare e utilizzare in modo sostenibile gli oceani, i mari e le risorse marine.

 Il tema 2025: pesca sostenibile per oceani in salute

L’edizione 2025 lancia un messaggio chiaro: la pesca sostenibile è fondamentale per la salute degli ecosistemi marini e delle comunità che da essi dipendono.

L’obiettivo è promuovere pratiche responsabili, limitare gli impatti ambientali e garantire la sopravvivenza delle specie ittiche per le generazioni future.

 Azioni concrete per la tutela marina

La Giornata Mondiale degli Oceani invita tutti a compiere gesti concreti. Ridurre l’uso di plastica monouso, partecipare a iniziative di pulizia delle spiagge e preferire pesce certificato sono scelte efficaci.

Anche ridurre l’impronta di carbonio e sostenere leggi per la protezione marina rappresentano passi fondamentali. Eventi, workshop e attività scolastiche aiutano a sensibilizzare l’opinione pubblica e diffondere consapevolezza.

 Una crisi silenziosa minaccia la vita marina

Gli oceani stanno affrontando una crisi devastante, spesso invisibile. La pesca industriale, alimentata dalla crescente domanda globale, sta svuotando i mari, compromettendo l’equilibrio degli habitat sottomarini. Numerose specie rischiano l’estinzione, con conseguenze drammatiche per la biodiversità e la sicurezza alimentare globale.

 Numeri impressionanti: trilioni di pesci pescati ogni anno

Uno studio pubblicato su Animal Welfare, dal titolo “Estimating global numbers of fishes caught from the wild annually from 2000 to 2019”, rivela che ogni anno vengono pescati tra 1,1 e 2,2 trilioni di pesci selvatici.

Nel 2019, l’87% dei vertebrati destinati all’alimentazione era costituito da pesci selvatici, rendendoli i vertebrati più sfruttati al mondo. Tra 490 e 1.100 miliardi di questi pesci vengono trasformati in farina e olio per l’acquacoltura, non per il consumo diretto umano.

 Pesca non selettiva: un pericolo per l’intero ecosistema

La pesca non selettiva colpisce specie chiave per la catena alimentare marina. La loro rimozione può generare effetti a cascata e provocare veri e propri collassi ecologici. Le conseguenze ricadono sulla salute del pianeta e sull’approvvigionamento alimentare globale.

 L’eccessivo sfruttamento danneggia i servizi ecosistemici

Gli oceani offrono servizi essenziali: regolano il clima, assorbono CO₂, proteggono da calamità naturali. La pesca distruttiva, come il trawling di fondo, danneggia fondali e barriere coralline, ostacolando la rigenerazione degli habitat.

 Pesci senzienti, ma dimenticati

La pesca industriale solleva anche gravi questioni etiche. I pesci, esseri senzienti, vengono catturati con metodi traumatici e macellati senza stordimento, spesso senza alcuna tutela del loro benessere. Phil Brooke, di Fishcount, denuncia l’assenza del tema nel dibattito etico globale.

 Una sfida ecologica, etica e sociale

Riformare la pesca industriale significa ripensare il nostro rapporto con le risorse marine. Serve un cambio radicale verso modelli sostenibili, equi e rispettosi degli animali acquatici. La salute degli oceani è una priorità ambientale ma anche una sfida morale e sociale.

 Clean Oceans Initiative 2.0: 3miliardi per mari più puliti

Alla Conferenza ONU sugli Oceani a Nizza, sei Banche di Sviluppo Internazionale hanno lanciato la Clean Oceans Initiative 2.0 (COI 2.0).

I finanziatori internazionali per lo sviluppo sono: l’italiana Cassa Depositi e Prestiti (CDP), la francese l’Agence Française de Développement (AFD), la tedesca Kreditanstalt für Wiederaufbau (KfW), la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS), insieme con la Banca Asiatica di Sviluppo (ADB) che si unisce come partner.

Il nuovo programma prevede investimenti per 3miliardi di euro tra il 2026 e il 2030 per combattere l’inquinamento da plastica marina.

 Focus su prevenzione ed economia circolare

La seconda fase della COI rappresenta la risposta della comunità finanziaria internazionale a questa emergenza e punta su:

  •  Prevenzione dell’inquinamento marino,
  •  Alternative sostenibili alla plastica,
  •  Economia circolare,
  •  Indicatori scientifici per monitorare l’impatto ambientale.

 Interventi mirati in Asia, Africa e America Latina

I fondi saranno destinati alle zone costiere di Asia, Africa e America Latina, con attenzione ai bacini fluviali e alle aree con scarsa gestione dei rifiuti. L’Asia rappresenta una priorità, essendo tra le maggiori fonti di plastica dispersa nei mari.

 Successi della prima fase della Clean Oceans Initiative

La COI 1.0 ha superato l’obiettivo con sette mesi di anticipo, mobilitando 4miliardi di euro. Ha sostenuto progetti per il trattamento delle acque reflue in Sri Lanka, Cina, Egitto e Sudafrica. Ha finanziato la gestione dei rifiuti solidi in Togo e Senegal e la protezione da inondazioni in Benin, Marocco ed Ecuador.

 Un patrimonio da difendere per il bene comune

Gli oceani forniscono cibo, lavoro, regolazione climatica e risorse naturali a miliardi di persone. Assorbono il 30% della CO₂ globale, ma l’inquinamento da plastica ne compromette salute ed equilibrio. Ogni anno, 1,5 milioni di tonnellate di microplastiche finiscono nei mari.

 Un’alleanza strategica per il futuro degli oceani

La Clean Oceans Initiative 2.0 è una risposta concreta all’emergenza ambientale. Un’alleanza strategica tra finanza e ambiente per promuovere innovazione, prevenzione e sostenibilità. Proteggere gli oceani oggi significa garantire un futuro vivibile per tutti.

(La foto di copertina è di Enrico Pompei, secondo premio al concorso LIFE Pinna)

Numero verde ONA

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