lunedì, Marzo 9, 2026

M’illumino di scienza: ricerca e futuro green

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M’ILLUMINO DI SCIENZA RILANCIA IL VALORE DELLA RICERCA NELLA TRANSIZIONE ENERGETICA. L’UNIVERSITÀ DI MODENA E REGGIO EMILIA PRESENTA PROGETTI CONCRETI SU EFFICIENZA, BATTERIE E COMUNITÀ ENERGETICHE. LA SOSTENIBILITÀ NASCE DALL’INNOVAZIONE SCIENTIFICA E DAL DIALOGO CON IL TERRITORIO

“M’illumino di scienza”: la sostenibilità passa dalla ricerca

Nel 2026 l’iniziativa M’illumino di meno cambia volto e rilancia il proprio messaggio. La Giornata nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili, in programma il 16 febbraio, diventa “M’illumino di scienza”. L’obiettivo è chiaro: mettere al centro il ruolo della ricerca nella transizione ecologica.

L’evento, promosso ogni anno da Caterpillar, storico programma di Rai Radio 2, supera il semplice gesto simbolico di spegnere le luci. Inoltre, invita cittadini e istituzioni a riflettere su come innovazione e conoscenza guidino il cambiamento. In questo contesto, l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, UNIMORE, aderisce con convinzione e valorizza il contributo dei propri laboratori.

«Ridurre i consumi e migliorare l’efficienza energetica – spiega Anna Maria Ferrari, Delegata alla Sostenibilità Ambientale di Unimore – non è più solo un gesto simbolico o una responsabilità individuale. È una sfida complessa che richiede dati, ricerca, tecnologie avanzate e una visione sistemica».

Nei laboratori e nei Dipartimenti di Modena e Reggio Emilia operano gruppi che sviluppano soluzioni concrete per migliorare l’efficienza energetica. I ricercatori progettano sistemi per ottimizzare i consumi negli edifici e nei processi industriali. Inoltre, studiano materiali innovativi e sistemi intelligenti di gestione dell’energia.

Modena: tecnologie e materiali per ridurre i consumi

Al Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” di Modena lavorano team impegnati nella transizione energetica. In particolare, il gruppo e-Lab (dispositivi, circuiti e sistemi elettronici), coordinato dal prof.  Francesco Maria Puglisi, analizza la miniaturizzazione elettronica. Questa tecnologia riduce le perdite di energia nei dispositivi di potenza utilizzati nelle reti elettriche, nell’industria e nei veicoli elettrici.

Un altro filone riguarda le batterie. I ricercatori studiano polimeri autoriparanti per migliorare la durata di elettrodi ed elettroliti. Durante i cicli di carica e scarica si formano micro-fratture che riducono efficienza e sicurezza. Tuttavia, grazie a legami chimici reversibili, i nuovi materiali si rigenerano e limitano i danni permanenti.

«Miniaturizzazione e nuovi materiali, come il nitruro di gallio (GaN), migliorano le prestazioni e riducono le perdite, con significativi benefici ambientali su larga scala. Fondamentale è anche un uso consapevole dell’AI, con richieste mirate e solo quando necessario».

 Reggio Emilia: edifici intelligenti e comunità energetiche

A Reggio Emilia la ricerca si concentra sull’efficienza energetica degli edifici. Tecnologie come pompe di calore, ventilazione meccanica controllata e sistemi digitali di monitoraggio riducono i consumi. Inoltre, il corso magistrale in Energy Engineering forma professionisti capaci di progettare sistemi sostenibili.

L’innovazione, però, non riguarda solo i materiali. Il gruppo ARSControl sviluppa modelli dinamici e algoritmi avanzati per controllare sistemi energetici complessi. In questo modo integra fonti rinnovabili, sistemi di accumulo e reti intelligenti.

Il Dipartimento supporta anche le Comunità Energetiche Locali. Il gruppo DIPI Lab realizza strumenti digitali per gestire energia condivisa in modo sicuro. I ricercatori creano gemelli digitali delle reti, modelli predittivi e soluzioni blockchain per garantire trasparenza.

Infine, la ricerca sostiene l’efficienza energetica industriale. Attraverso modelli numerici avanzati, gli studiosi simulano forni ceramici e processi termici complessi. Le imprese utilizzano questi strumenti per ridurre consumi e sprechi.

«Ho guidato progetti europei come ETEKINA e iWAYS, che hanno introdotto sistemi innovativi di recupero di calore capaci di ridurre fino al 30% il fabbisogno energetico dei reparti produttivi», conclude il prof. Luca Montorsi del Dipartimento di Scienze e Metodi dell’Ingegneria (DISMI).

Nel complesso, l’ateneo traduce la ricerca in soluzioni concrete. “M’illumino di scienza” dimostra che la sostenibilità nasce dalla conoscenza e si costruisce con l’innovazione.

Numero verde ONA

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