giovedì, Luglio 9, 2026

Nati 14 pulcini di fenicottero rosa al Parco Natura Viva

Ultime News

I FENICOTTERI ROSA CONTINUANO A CONQUISTARE L’ITALIA. AL PARCO NATURA VIVA DI BUSSOLENGO SONO NATI QUATTORDICI PULCINI E, CON LA FINE DELLA STAGIONE RIPRODUTTIVA, I PICCOLI SONO STATI AFFIDATI A UNA SINGOLARE “NURSERY” COLLETTIVA SORVEGLIATA DA ADULTI CHE SVOLGONO IL RUOLO DI BABY SITTER. UN COMPORTAMENTO SOCIALE UNICO CHE RACCONTA L’IMPORTANZA DELLA VITA DI COLONIA E RICORDA QUANTO LA SOPRAVVIVENZA DELLA SPECIE DIPENDA DALLA CONSERVAZIONE DELLE ZONE UMIDE

Fenicotteri rosa al Parco Natura Viva

Quattordici nuovi fenicotteri rosa sono venuti al mondo al Parco Natura Viva di Bussolengo, dove si è appena conclusa la stagione delle nascite di una delle colonie più numerose ospitate in una struttura zoologica europea.

I piccoli, che hanno ormai superato il primo mese di vita, hanno lasciato l’isola dei nidi per raggiungere la nursery collettiva, una fase fondamentale del loro sviluppo durante la quale saranno sorvegliati da esemplari adulti che assumono il ruolo di veri e propri “baby sitter”.

La colonia del parco conta oggi oltre centocinquanta individui e rappresenta un importante esempio del comportamento sociale di questa specie, capace di organizzare forme di cooperazione che coinvolgono l’intero gruppo nella crescita delle nuove generazioni.

Come funziona la nursery dei fenicotteri?

A differenza di molte altre specie di uccelli, i fenicotteri non allevano sempre i piccoli esclusivamente all’interno del nucleo familiare. Dopo le prime settimane trascorse accanto ai genitori, i pulcini vengono riuniti in grandi gruppi, chiamati crèche o nursery, dove restano insieme sotto la sorveglianza di alcuni adulti della colonia.

Pullo di fenicottero rosa – foto di Oleksandr Sushko su Unsplash

Questi individui svolgono un ruolo di vigilanza collettiva, proteggendo i giovani da eventuali pericoli mentre i genitori possono dedicarsi più a lungo alla ricerca del cibo e alle attività sociali indispensabili per la vita della colonia.

Come spiega il direttore zoologico del Parco Natura Viva, Camillo Sandri, questo sistema permette agli adulti di allontanarsi senza lasciare completamente indifesi i piccoli, che continuano comunque a essere nutriti esclusivamente dai propri genitori.

Fenicotteri rosa al Parco Natura Viva: ogni pulcino riconosce la voce dei suoi genitori

Uno degli aspetti più sorprendenti del comportamento dei fenicotteri riguarda il riconoscimento reciproco tra adulti e pulcini.

Nonostante nella nursery convivano decine di giovani praticamente identici, ogni genitore riesce a riconoscere il proprio figlio grazie al richiamo vocale. Allo stesso modo, il pulcino distingue perfettamente la voce della madre e del padre in mezzo alle migliaia di vocalizzazioni della colonia.

Quando i genitori fanno ritorno, producono richiami caratteristici che consentono ai piccoli di raggiungerli rapidamente per ricevere il nutrimento. Talvolta è il genitore stesso a guidare il pulcino nello stagno, in un comportamento noto come guiding, durante il quale continua ad alimentarlo anche al di fuori della nursery.

Fenicotteri rosa al Parco Natura Viva: perché i piccoli non sono ancora rosa?

Chi osserva per la prima volta un pulcino di fenicottero rimane spesso sorpreso: invece del celebre piumaggio rosa, presenta un soffice piumino grigio, zampe scure e un becco ancora diritto.

Il caratteristico colore rosa comparirà solo progressivamente durante la crescita e diventerà pienamente evidente dopo circa due anni di vita.

La colorazione dipende infatti dai carotenoidi, pigmenti naturali presenti nelle alghe microscopiche, nei crostacei e negli altri piccoli organismi acquatici di cui i fenicotteri si nutrono. Senza questa particolare alimentazione gli adulti perderebbero gradualmente le tipiche tonalità rosa che li rendono immediatamente riconoscibili.

Anche il becco cambia profondamente durante lo sviluppo: inizialmente diritto, assume con la crescita la caratteristica forma ricurva che permette agli adulti di filtrare il cibo dall’acqua e dal fango.

Una specie costruita per vivere in colonia

Il fenicottero rosa (Phoenicopterus roseus) è il più grande tra le sei specie di fenicotteri esistenti al mondo e può raggiungere i 150 centimetri di altezza con un’apertura alare superiore al metro e mezzo.

La sua forza evolutiva risiede proprio nella vita sociale. Questi uccelli nidificano esclusivamente in grandi colonie, dove possono convivere migliaia di individui. La presenza di numerosi conspecifici aumenta infatti il successo riproduttivo, migliora la difesa dai predatori e favorisce il coordinamento durante la ricerca del cibo.

Le relazioni sociali non si limitano alle coppie riproduttive. Gli studiosi hanno dimostrato che i fenicotteri instaurano anche rapporti di amicizia stabili con altri individui della colonia, formando piccoli gruppi che rimangono uniti per anni e che influenzano gli spostamenti, il riposo e persino la scelta dei siti di nidificazione.

Dai nidi di fango alle grandi migrazioni

Ogni coppia costruisce il proprio nido modellando un piccolo cono di fango alto fino a quaranta centimetri, sulla cui sommità viene deposto un unico uovo.

L’ambiente ideale è costituito da lagune salmastre, saline costiere, delta fluviali e grandi zone umide dove l’acqua poco profonda offre abbondanza di piccoli crostacei, molluschi, insetti acquatici e alghe.

Questi habitat permettono inoltre di tenere lontani molti predatori terrestri, rendendo possibile la concentrazione di migliaia di coppie riproduttive nello stesso sito.

Dopo la schiusa, entrambi i genitori partecipano alla crescita del pulcino nutrendolo con una sostanza altamente proteica, nota come “latte del gozzo”, prodotta da speciali ghiandole dell’apparato digerente.

Il ritorno dei fenicotteri rosa in Italia

Fino a pochi decenni fa la nidificazione del fenicottero rosa in Italia rappresentava un evento raro.

Oggi, grazie soprattutto alla maggiore tutela delle zone umide e di alcune aree costiere, la situazione è profondamente cambiata. Le colonie riproduttive si sono consolidate nelle saline della Sardegna, nel Delta del Po, nelle Valli di Comacchio, nella Laguna di Venezia, nelle Saline di Margherita di Savoia, nella Laguna di Orbetello e in numerose altre aree umide italiane.

Negli ultimi anni la specie ha ampliato ulteriormente il proprio areale, favorita anche da inverni più miti che hanno modificato le rotte migratorie e reso alcune aree mediterranee sempre più adatte alla riproduzione.

Le zone umide: ecosistemi preziosi ma fragili

Il successo riproduttivo dei fenicotteri dipende strettamente dalla salute delle zone umide, tra gli ecosistemi più ricchi di biodiversità ma anche tra i più minacciati del pianeta.

Lagune, stagni costieri, saline e paludi svolgono un ruolo fondamentale non solo per gli uccelli acquatici, ma anche per l’intero equilibrio ecologico. Depurano naturalmente l’acqua, immagazzinano grandi quantità di carbonio, attenuano gli effetti delle mareggiate e delle alluvioni e rappresentano aree di riproduzione per numerose specie di pesci, anfibi e invertebrati.

Negli ultimi decenni molte zone umide sono state prosciugate, urbanizzate o frammentate dalle infrastrutture. A queste pressioni si aggiungono oggi gli effetti della crisi climatica, con periodi di siccità sempre più lunghi, variazioni della salinità, innalzamento del livello del mare ed eventi meteorologici estremi che possono compromettere intere stagioni riproduttive.

Conservare i fenicotteri significa proteggere gli ecosistemi costieri

La nascita dei 14 pulcini al Parco Natura Viva rappresenta molto più di un semplice successo riproduttivo. È il simbolo dell’importanza della conservazione, della ricerca scientifica e dell’educazione ambientale nel garantire un futuro a specie fortemente legate alla qualità degli habitat naturali.

La sopravvivenza del fenicottero rosa non dipende soltanto dalla tutela dei singoli individui, ma soprattutto dalla capacità di conservare le grandi zone umide mediterranee, ambienti che custodiscono una biodiversità straordinaria e che svolgono servizi ecosistemici indispensabili anche per l’uomo.

Ogni nuovo pulcino ricorda quanto la vita di una colonia sia il risultato di un delicato equilibrio tra cooperazione sociale, disponibilità di acqua, qualità degli habitat e protezione della natura. Un equilibrio che oggi, più che mai, richiede attenzione e una gestione sempre più sostenibile delle nostre coste e delle aree umide.

Numero verde ONA

spot_img
5 per 1000 Osservatorio Vittime del Dovere APS
spot_img

Consulenza gratuita

    Articoli simili