venerdì, Luglio 3, 2026

Legge sulla caccia. Papa Leone: rispetto e tutela del Creato. Preoccupazione delle associazioni ambientaliste

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L’APPROVAZIONE DEFINITIVA DEL DISEGNO DI LEGGE 1552, NOTO COME DDL CACCIA E RIBATTEZZATO DALLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE “DDL SPARATUTTO”, CONTINUA A SUSCITARE FORTI POLEMICHE. OIPA (ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI) E LIPU-BIRDLIFE ITALIA, HANNO LANCIATO UN APPELLO A PAPA LEONE XIV AFFINCHÉ INTERVENISSE SUL TEMA, DEFINITO DALLO STESSO PONTEFICE UNA QUESTIONE DI “GRANDE RILEVANZA SOCIALE E MORALE”

Dopo il via libera del parlamento, organizzazioni impegnate nella tutela della fauna e dell’ambiente denunciano quella che definiscono una delle più gravi modifiche degli ultimi decenni alla normativa italiana sulla protezione della biodiversità.

OIPA: il DDL rappresenta un passo indietro per la tutela della natura

Nei giorni precedenti all’approvazione definitiva, l’OIPA aveva inviato una lettera formale a Papa Leone XIV chiedendo un autorevole intervento a difesa della fauna selvatica e degli ecosistemi italiani.

Nel documento, l’associazione sottolineava come la fauna selvatica costituisca un patrimonio indisponibile dello Stato, tutelato dalla Costituzione, oltre a rappresentare una parte del Creato affidata alla responsabilità dell’uomo.

Secondo l’OIPA, la riforma approvata favorisce interessi privati e venatori a discapito della tutela ambientale, con il rischio di compromettere in modo irreversibile gli equilibri naturali.

L’associazione aveva inoltre ricordato come la voce del Pontefice potesse contribuire a promuovere un confronto fondato sulla custodia del Creato, sulla responsabilità e sul bene comune.

La risposta di Papa Leone XIV alla Lipu

L’appello delle associazioni ha trovato attenzione anche da parte della Santa Sede. In risposta a una lettera inviata dalla Lipu-BirdLife Italia durante la propria Assemblea nazionale, Papa Leone XIV ha espresso una posizione che l’associazione ha definito significativa.

Pur ribadendo la terzietà della Santa Sede rispetto alle decisioni legislative degli Stati, il Pontefice ha definito il tema della tutela della natura una “questione di grande rilevanza sociale e morale”.

Papa Leone XIV ha inoltre manifestato il proprio “apprezzamento per la sensibilità e l’opera” svolta dalla Lipu nella difesa della biodiversità e ha assicurato la propria preghiera affinché fossero esauditi i legittimi obiettivi dell’associazione.

Nella risposta, il Papa ha ribadito anche l’impegno della Santa Sede a promuovere il rispetto e la tutela del Creato attraverso il Magistero pontificio e l’attività degli Osservatori permanenti presso gli organismi internazionali.

Le modifiche introdotte dal DDL Caccia

Le associazioni ambientaliste contestano soprattutto le modifiche apportate alla Legge 157 del 1992, considerata il principale riferimento normativo per la tutela della fauna selvatica in Italia.

Secondo OIPA e Lipu, il nuovo impianto normativo comporta:

  • l’ampliamento delle aree nelle quali è consentita l’attività venatoria, comprese alcune zone finora escluse;
  • l’estensione delle specie cacciabili e il mantenimento dell’utilizzo dei richiami vivi;
  • una riduzione del ruolo tecnico-scientifico dell’ISPRA nelle valutazioni sulla gestione della fauna;
  • l’estensione dei periodi di caccia, con possibili interferenze durante fasi delicate del ciclo biologico degli uccelli, come la riproduzione e la migrazione pre-riproduttiva;
  • sanzioni fino a 900 euro per chi ostacola le operazioni di controllo della fauna.

Per le associazioni si tratta di una scelta politica destinata a incidere profondamente sul rapporto tra tutela della biodiversità e attività venatoria. Con il rischio che i cacciatore possano sparare anche in centri abitati.

Biodiversità e obblighi europei

Le organizzazioni ambientaliste ricordano inoltre che l’Italia è già oggetto di attenzione da parte della Commissione Europea per possibili violazioni delle norme sulla protezione degli uccelli migratori. Ossia la Direttiva Habitat e la Direttiva Uccelli.

Allo stesso tempo, il Paese ha assunto l’impegno europeo di proteggere il 30% del territorio entro il 2030. Secondo le associazioni, il nuovo DDL si muoverebbe invece nella direzione opposta, riducendo le tutele ambientali proprio mentre la crisi della biodiversità richiederebbe interventi più incisivi.

Anche le Nazioni Unite evidenziano come oltre il 50% dell’economia mondiale dipenda direttamente o indirettamente dai servizi garantiti dagli ecosistemi, tra cui impollinazione, qualità delle acque, fertilità dei suoli e regolazione del clima.

L’appello delle associazioni dopo l’approvazione

Prima del voto definitivo, l’OIPA aveva promosso, insieme con altre cinquantasei associazioni ambientaliste ed escursionistiche, una richiesta al presidente della Camera Lorenzo Fontana affinché il provvedimento fosse esaminato anche dalla Commissione Ambiente, oltre che dalla Commissione Agricoltura.

Con l’approvazione della legge, le associazioni confermano ora l’intenzione di proseguire la mobilitazione e di continuare a chiedere interventi a tutela della fauna selvatica e dell’ambiente.

ddl caccia (foto free Foto di jacqueline macou da Pixabay)
ddl caccia (foto free Foto di jacqueline macou da Pixabay)

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