giovedì, Febbraio 9, 2023

Antartide, si riduce lo spessore del ghiaccio marino

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IN ANTARTIDE I RICERCATORI HANNO NOTATO UNA RIDUZIONE DELLO SPESSORE DEL GHIACCIO NEL MAR DI ROSS. IL FENOMENO SAREBBE DOVUTO A EPISODI DI FORTE VENTO E ALLE ONDATE DI CALORE VERIFICATESI NEGLI ULTIMI TEMPI. È STATO, INOLTRE, BATTUTO ANCHE IL RECORD NEGATIVO DI ESTENSIONE DEL GHIACCIO MARINO. GLI EVENTI LEGATI AL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Una forte riduzione del ghiaccio marino è stata registrata in Antartide, precisamente nell’area antistante la base italiana Mario Zucchelli (nella foto dall’alto) nel Mar di Ross.

Qui ha appena preso il via la 38ª Spedizione del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA). La campagna è finanziata dal ministero dell’Università e ricerca. È gestita dall’ENEA per la pianificazione logistica e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) per la programmazione scientifica.

Oggi, per la prima volta, lo spessore del ghiaccio marino risulta sceso intorno ai 120 centimetri, contro una media degli anni passati di circa 200. Il fenomeno è stato causato, secondo quanto ricostruito dai ricercatori, dai diversi episodi prolungati di vento forte e da anomale ondate di calore. Possiamo legare tutti questi eventi al cambiamento climatico? Forse sì, visto che il cambiamento climatico sta rendendo le ondate di calore polari più frequenti e gravi in termini di temperatura associata.

Il forte vento tra le cause della riduzione dello spessore del ghiaccio in Antartide

Tra gennaio e settembre 2022, la stazione meteorologica Eneide, installata nei pressi della base Mario Zucchelli, ha registrato diversi e prolungati episodi di vento forte. Nel mese di luglio scorso, un secondo periodo di vento forte, che ha superato anche i 100 nodi, ha portato via il ghiaccio.

L’area antistante la base italiana è stata, fino a circa la metà del mese di agosto, libera dal ghiaccio. Questo non ha avuto poi il tempo di consolidarsi nuovamente in uno spessore più elevato.

Infatti, la crescita del ghiaccio marino inizia di norma durante l’autunno polare (fine febbraio/marzo). In questo periodo, l’energia solare in entrata diminuisce e la temperatura dell’aria scende al di sotto del punto di congelamento dell’acqua salata. Il ghiaccio, dunque, richiede un processo di formazione prolungato che dura diversi mesi. Stavolta non ha avuto il tempo per riformarsi.

I dati satellitari confermano la riduzione dello spessore e dell’estensione del ghiaccio marino

Alla riduzione di spessore si aggiunge la forte riduzione dell’estensione del ghiaccio marino, messa in evidenza già a fine febbraio 2022 dai dati satellitari. Questi hanno mostrato una significativa diminuzione della copertura di ghiaccio, in netta controtendenza rispetto alle misurazioni iniziate alla fine degli anni ‘70 sull’intero continente antartico.

Il 18 febbraio scorso è stata raggiunta l’estensione minima del ghiaccio marino antartico per il 2022, con una copertura di 2,17 milioni di kmq. È stato un record assoluto dall’inizio delle osservazioni satellitari. Il continente antartico è stato colpito anche da anomale ondate di calore.

Il 2022, infatti, sarà ricordato per l’eccezionale ondata che ha colpito l’Antartide a marzo. In questo periodo, nel cuore del Polo Sud, la temperatura ha raggiunto livelli elevatissimi, con temperature più alte di 40 °C rispetto alla media. I poli, è bene evidenziarlo, si stanno riscaldando più velocemente rispetto a qualunque altro posto del nostro pianeta.

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