lunedì, Dicembre 5, 2022

Svolta “green” della Cina: guida il Politecnico di Milano

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LA CINA CRESCE IN AMBITO ECONOMICO E INDUSTRIALE CON UNA SEMPRE MAGGIORE ATTENZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE. IL POLITECNICO DI MILANO CAPOFILA DI UN PROGETTO DI FORMAZIONE DI DIRIGENTI CINESI.

Oltre 1360 partecipanti, 180 docenti e 28 moduli formativi per sostenere la Cina nella gestione ambientale e nello sviluppo sostenibile.

Si tratta del programma di Alta Formazione e Capacity Building “Sicab” (Sino Italian Capacity Building for environmental protection).

È stato promosso e finanziato dal ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (oggi ministero della Transizione Ecologica).

Inserito nel quadro del Programma di Cooperazione Italia-Cina per la protezione ambientale (SICP), è stato avviato nel 2000.

È il Politecnico di Milano, insieme a una cordata di partner che comprende Fondazione Politecnico di Milano, Sapienza Università di Roma, Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC) e Fondazione Italia Cina, ad avere guidato il progetto.

Il programma Sicab e l’obiettivo del progetto

Sicab, iniziato a novembre 2017, ha subito ritardi a causa della pandemia. Ha, ora, terminato il suo compito: individuare nella formazione uno strumento per la protezione, la gestione ambientale e la lotta ai cambiamenti climatici.

Attraverso attività di scambio, buone pratiche, conoscenze, progetti di cooperazione, anche industriale e tecnologica, si potrà dare un contributo allo sviluppo sostenibile.

Sono stati centinaia i rappresentanti delle istituzioni cinesi che hanno preso parte ai moduli di formazione e 205 le giornate di lezione svolte.

Tra questi, funzionari e dirigenti del ministero dell’Ecologia e dell’Ambiente, della Scienza e della Tecnologia, dell’Industria e dell’Informazione Tecnologica. Hanno partecipato anche funzionari degli Uffici per l’Ecologia e la Protezione Ambientale della Municipalità di Pechino e di Shanghai e dirigenti di aziende cinesi.

Tra i temi affrontati vanno ricordati: la tutela ambientale e lo sviluppo sostenibile, i cambiamenti climatici e la lotta all’inquinamento atmosferico, idrico e del suolo.

Ma anche l’efficienza energetica, la riduzione dei consumi, il trattamento di rifiuti urbani e nucleari, le energie rinnovabili, la gestione dell’innovazione e le smart cities.

Il programma ha permesso la promozione dell’utilizzo di tecnologie ambientali innovative italiane, attraverso la presentazione di casi-studio e visite presso le aziende.

La Cina è diventato il primo investitore al mondo in tecnologie pulite. Ha ancora molta strada davanti a sé prima di raggiungere la cosiddetta “carbon neutrality”, obiettivo fissato da Xi Jinping per il 2060.

Soddisfatti i partner italiani del progetto

«In Cina il perseguimento di un paradigma di sviluppo orientato alla sostenibilità è ormai una priorità – ha precisato Giuliano Noci Prorettore del Polo Territoriale Cinese del Politecnico di Milano -. In questa prospettiva, il 14° Piano Quinquennale (2021-2025) attribuisce all’innovazione ambientale un ruolo di primo piano evidenziando le importanti ricadute per il benessere dei cittadini».

Grazie al programma Sicab, la collaborazione con dirigenti e funzionari della Repubblica Popolare Cinese ha permesso al Politecnico di Milano di entrare in contatto con imprese e amministrazioni pubbliche cinesi interessate ad approfondire tecnologie e modelli di gestione ambientale sviluppati in Italia.

«Una conoscenza che speriamo si possa anche tradurre in domanda dell’offerta in campo ambientale delle imprese italiane».

«La Sapienza Università di Roma è stata entusiasta di partecipare a questa iniziativa», ha affermato Agostina Chiavola, Professore Associato in Ingegneria Sanitaria Ambientale dell’Ateneo romano. Iniziativa che «ha visto il coinvolgimento, in prima persona, di diversi colleghi del Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale (DICEA), nel ruolo di organizzatori e di docenti sulle tematiche ambientali di più attuale interesse, nell’ambito delle quali il ruolo della Sapienza si distingue da anni».

«La Cina è un interlocutore significativo per il futuro della ricerca e delle politiche climatiche – ha affermato Antonio Navarra, presidente Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC) -. Sicab si è dimostrato per il CMCC un’occasione preziosa per consolidare risultati e prospettive in ambito scientifico e nel campo dell’innovazione tecnologica attraverso collaborazioni e opportunità di confronto che sono di vitale importanza per gli avanzamenti della conoscenza sui cambiamenti climatici».

Fonazione Italia Cina: cooperazione e conoscenza reciproca

«Negli ultimi decenni abbiamo visto la Cina crescere in ambito economico e industriale, con una sempre maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale – ha dichiarato Mario Boselli presidente Fondazione Italia Cinae anche in questo settore, la chiave per avanzare resta quella della cooperazione e della conoscenza reciproca. E il Progetto Sicab lo conferma. Il dialogo e gli scambi tra le nostre aziende devono continuare a crescere nel campo dell’innovazione scientifico-tecnologica, uno dei settori che oggi riveste un ruolo fondamentale nell’ambito delle relazioni tra Italia e Cina».

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