giovedì, Aprile 30, 2026

Sardegna, terra di rifiuti pericolosi

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OPERAZIONI DEI CARABINIERI DEL NOE E FORESTALI NEL SUD DELLA SARDEGNA. SCOPERTI SITI E TRAFFICO DI QUANTITÀ INGENTI DI RIFIUTI PERICOLOSI

Come se non bastassero le aree occupate dal ministero della Difesa per le esercitazioni militari congiunte dei Paesi Nato, che hanno distrutto una delle aree più belle della Sardegna, ora ci si mettono pure i traffici illeciti di rifiuti pericolosi a deturpare l’isola. E come per l’Uranio Impoverito e il Torio dei poligoni militari, ingenti quantitativi di rifiuti anche molto pericolosi hanno transitato per le strade della regione.

I Carabinieri del NOE di Sassari e Cagliari e Antiterrorismo di Cagliari, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo sardo, hanno sgominato un sodalizio di origine bosniaca dedita al traffico illecito di rifiuti di ogni genere.

I bosniaci con la complicità di imprenditori locali hanno movimentato e smaltito illegalmente 1.300 tonnellate di immondizia e scarti di ogni genere. Anche estremamente pericolosi come i componenti degli apparati di refrigerazione e batterie al piombo esauste. Il sodalizio criminale avrebbe ottenuto profitti per oltre 1,5milioni di euro.

Rifiuti pericolosi: le indagini

Le indagini, condotte dal Nucleo Operativo Ecologico per almeno due anni sono culminate. Quindici le ordinanze di misure cautelari, tre arresti domiciliari e dodici divieti di dimora.

Indagate undici persone di origine bosniaca residenti ad Olbia e Telti e quattro italiani titolari di società del cagliaritano. Operavano nel settore del trattamento e recupero di rifiuti metallici.

I bosniaci in passato sono stati ospiti del campo nomadi comunale di Olbia. L’amministrazione ha fatto poi chiudere per trasferire i senza fissa dimora in civili abitazioni in città.

Dopo la chiusura del suddetto campo, però, una delle famiglie di origine bosniaca ne ha aperto un altro, su un’area agricola. Questo è diventato, quindi, uno dei tre siti di stoccaggio abusivo di rifiuti anche tossici e RAEE. Secondo la DDA di Cagliari era questa famiglia a organizzare il traffico. Da qui, i rifiuti venivano prelevati e quindi trasportati agli impianti di trattamento nel Sud Sardegna per lo smaltimento.

Le ditte coinvolte nelle indagini avrebbero svolto le stesse operazioni di raccolta da altri depositi abusivi di rifiuti.

Operazione dei Carabinieri Forestali di Cagliari

Un’altra operazione condotta dai Carabinieri Forestali di Cagliari si è conclusa con il sequestro di oltre 80 tonnellate di oli esausti e un accertamento nei confronti di un’azienda con sede operativa a Piscinas. Questa, fino al 2022, si occupava di coincenerimento di rifiuti pericolosi.

I Forestali hanno individuato 2 silos in cattivo stato di conservazione. All’interno di questi, i militari hanno scoperto lo stoccaggio di 9 tipi diversi oli esausti. Secondo gli investigatori, gli oli esausti, classificati come rifiuti pericolosi per la salute umana e per l’ambiente, erano depositati all’interno dei silos almeno dal 2018 e miscelati tra loro.

Le indagini sono state avviate perché la ditta nel 2022 non ha rinnovato l’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale).  Questa attribuzione, prevista dalla normativa di settore, è necessaria per lo svolgimento dell’attività di deposito e di smaltimento rifiuti. I responsabili, però, hanno proseguito lo stoccaggio degli oli esausti anche senza titolo.

Inoltre, gli stessi, dopo la dismissione dell’impianto di incenerimento, non avrebbero rispettato l’obbligo di messa in sicurezza e bonifica del sito.

Pertanto, i tre amministratori unici dell’azienda, che si sono succeduti nel tempo, sono stati denunciati e potrebbero essere chiamati a rispondere anche delle ipotesi di reato ambientale.

(Fonte Unione Sarda)

Numero verde ONA

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