lunedì, Agosto 15, 2022

Risarcimenti ai famigliari di due vittime dell’amianto

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RISARCITI IN MODO CONGRUO I FAMIGLIARI DI UN OPERAIO E DI UN CAMIONISTA VITTIME DELLA FIBRA KILLER. CONDANNATI FINCANTIERI spa E SAIT spa A TORRE ANNUNZIATA E L’INAIL DI FIRENZE.

Giustizia è fatta. L’avv. Ezio Bonanni ha fatto rivalere le ragioni del diritto ancora una volta, anzi due. Infatti, a distanza di pochi giorni una dall’altra, l’avvocato e presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto ha vinto le ennesime battaglie per i familiari di due lavoratori deceduti a causa dell’amianto.  I quali familiari hanno ottenuto, così, importanti risarcimenti.

Il primo dei due casi riguarda Angelo T. morto nel 2016 per un mesotelioma. Il Tribunale di Torre Annunziata, ha condannato Fincantieri SpA e Sait SpA a risarcire i famigliari del defunto di 1milione di euro.

Il giudice del Lavoro Dionigio Verasani, ha condannato sia la Sait – azienda appaltatrice – della quale l’ormai 73enne era stato dipendente, sia Fincantieri – l’azienda committente – presso la quale Angelo T. aveva prestato la manodopera per anni. Il giudice ha ritenuto responsabili in solido le due società.

«Sentenza storica per i lavoratori che sono stati negli anni a contatto con la fibra killer nella cantieristica navale», ha dichiarato soddisfatto l’avvocato Ezio Bonanni.

Leggi qui la sentenza

Angelo T. aveva svolto le mansioni di manovale fino al 1966, pittore per due anni, quindi coibentatore. Nel corso di ciascuno di questi incarichi Angelo T. è sempre stato a diretto contatto con le polveri di amianto.

“… in riferimento alla concreta configurabilità di una ipotesi di reato – è scritto nella sentenza – perseguibile di ufficio (omicidio colposo aggravato), la patologia riscontrata a carico del sig.… sfociata nell’evento morte, stagliandosi quale conseguenza diretta delle mansioni lavorative dallo stesso disimpegnate per numerosi anni a contatto diretto con l’amianto e in un ambiente di lavoro pervaso da asbesto. Di qui la fondatezza della domanda risarcitoria per danno differenziale”.

Nelle stive senza aerazione e senza protezioni contro le polveri di amianto

Angelo T. ha trascorso le giornate lavorative al chiuso, a bordo di navigli. Gli interni delle unità navali erano sprovvisti di aspiratori per le polveri di amianto sollevate e non c’era ricambio di aria. A volte, tante erano le fibre di amianto aerodisperse che la visibilità non era superiore al metro e mezzo, è stato acquisito nel dispositivo.

Il Tribunale ha verificato, inoltre, che il 73enne ha svolto il proprio lavoro “sempre senza strumenti di prevenzione tecnica e protezione individuale”. “In particolare – evidenzia il giudice – fu privato di maschere protettive che potessero in qualche modo evitare, ovvero diminuire, l’inalazione di polveri e fibre di amianto”.

Dati i lunghi tempi di latenza delle patologie asbesto-correlate, come il mesotelioma, i primi sintomi della malattia sono apparsi nel novembre 2015. La morte di Angelo T. è giunta il 5 marzo 2016, dopo atroci sofferenze.

Risarcimenti anche agli autotrasportatori esposti all’amianto

La seconda causa riguarda Emilio C., un autotrasportatore scomparso sempre a causa dell’amianto a soli 62 anni.

I giudici della Corte di Appello di Firenze hanno accolto il ricorso presentato dall’avvocato Ezio Bonanni e concesso, quindi, cospicui risarcimenti alla famiglia del defunto.

In primo grado il Tribunale di Pistoia aveva respinto la richiesta di indennità all’INAIL della moglie del camionista.

L’avv. Bonanni, invece, nel ricorso presentato alla sezione lavoro della Corte di Appello del capoluogo toscano, ha dimostrato che il 62enne si è ammalato di mesotelioma in seguito all’esposizione all’asbesto. Le fibre killer – ha sostenuto Bonanni nel ricorso – erano presenti nei componenti dei veicoli che l’autotrasportatore/artigiano ha condotto dal 1979 al 2009.

Non solo, il camionista, del tutto ignaro, per ispezionare freni e motori e proteggersi dal calore che questi sprigionavano ha anche usato guanti in amianto.

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«Con questa sentenza – ha dichiarato l’avv. Bonanni – viene ribadito un principio fondamentale a tutela delle vittime dell’amianto: anche gli autotrasportatori devono essere risarciti in quanto troppo spesso a contatto con l’asbesto».

… senza necessità di ulteriori approfondimenti istruttori e peritali

Per la Corte di Firenze, “l’appello è fondato e va accolto già sulla base delle circostanze acquisite in primo grado, senza necessità di ulteriori approfondimenti istruttori e peritali”.

Pertanto, ha condannato l’INAIL al pagamento in favore della vedova della rendita per i superstiti e del Fondo Vittime Amianto. L’importo degli arretrati ammonta a circa 240mila euro. Cui si aggiunge la rendita mensile di reversibilità di circa 1800 euro.

L’Istituto obbligato a liquidare anche il cosiddetto assegno funerario. Su tutte le somme dovranno essere corrisposti anche gli interessi legali.

L’Osservatorio Nazionale Amianto  e l’Avv. Ezio Bonanni, da 25 anni impegnato nella difesa delle vittime dell’amianto, forniscono il servizio di assistenza legale e assistenza sanitaria per i lavoratori esposti all’amianto.

Per una consulenza gratuita rivolgersi allo sportello on-line dell’ONA oppure contattare la segreteria al numero verde

800 034 294.

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