“ORGANIZZARE L’INNOVAZIONE NELLA SOCIETÀ LIQUIDA” È IL TITOLO DEL CONVEGNO ORGANIZZATO NELL’AMBITO DEI CORSI DEL DOTTORATO IN “SCIENZE DELL’INNOVAZIONE PER LA DIFESA E LA SICUREZZA”, PROMOSSI DAL CENTRO ALTI STUDI PER LA DIFESA – CASD, ROMA
L’impresa del futuro richiede competenze specifiche e un approccio mentale particolare, capace di anticipare i cambiamenti e trasformare l’innovazione in una leva strategica di leadership.
Il convegno “Organizzare l’innovazione nella società liquida” ha affrontato questi temi, svolgendosi in modalità ibrida, sia in presenza sia in streaming su piattaforma dedicata.
Il Centro Alti Studi per la Difesa (CASD), ha organizzato l’evento nell’ambito dei Corsi del Dottorato in “Scienze dell’Innovazione per la Difesa e la Sicurezza”, promossi a Palazzo Salviati, piazza della Rovere 83, Roma.
L’Ammiraglio Giacinto Ottaviani, presidente del CASD, ha introdotto i lavori, mentre la prof.ssa Paola Adinolfi, Coordinatore Scientifico del corso di Dottorato, ha aperto il dibattito con le sue relazioni.
Infine, il Generale Fernando Giancotti, presidente dell’Advisory Board del Master in Leadership and Digital Transformation dell’Università di Salerno, ha chiuso l’evento con il suo intervento.
Innovazione e valore economico
Il dibattito ha trattato il tema dell’innovazione con l’intervento di Andrea Prencipe, Rettore dell’Università Luiss Guido Carli e autore del libro “L’innovatore Rampante”.
Il lavoro, con la prefazione di Luciano Floridi, porta la firma anche dall’editorialista Massimo Sideri. “L’innovazione è cambiamento di natura tecnologica, organizzativa, metodologica, che genera valore economico, finanziario, e sociale”.
Questo è l’incipit da cui si sviluppa il volume, una rilettura, tuttavia, delle “Lezioni Americane” di Italo Calvino, per offrire nuove chiavi di interpretazione dell’innovazione.
«Nulla più dell’innovazione – scrivono Prencipe e Sideri – appare inscindibile dalla sua continua lotta interiore tra distruzione e creazione, trasformazione e rinascita, sintesi e analisi, notum e novum. Nulla più dell’innovazione è una tensione tra opposti, che sembra irrisolvibile, ma che – ossimoricamente – diventa il lievito del futuro».




