UN NUOVO PERCORSO NATURALISTICO E CULTURALE ARRICCHISCE IL TERRITORIO DI CASTELLAMMARE DI STABIA. AMBIENTE, STORIA E PARTECIPAZIONE SI UNISCONO INSIEME. IL SENTIERO DEL RIO LAVELLO VALORIZZA UN PATRIMONIO DIMENTICATO, INTRECCIANDO INGEGNERIA BORBONICA, TESTIMONIANZE ANTICHE E BIODIVERSITÀ. UN PROGETTO CONDIVISO CHE PROMUOVE TURISMO SOSTENIBILE, EDUCAZIONE AMBIENTALE E RISCOPERTA DEL TERRITORIO LOCALE
Un nuovo itinerario ricco tra natura e memoria
È stato inaugurato a Castellammare di Stabia il Sentiero della cascata del Rio Lavello, nel cuore del Parco dei Monti Lattari. Il percorso si sviluppa per circa 1500 metri lungo l’antico acquedotto borbonico, realizzato tra il 1791 e il 1793 per alimentare le Fontane del Re.
Si tratta di un vero museo all’aria aperta, dove storia e natura si fondono grazie a un itinerario arricchito da mattonelle maiolicate che raccontano il passato del territorio.
L’ingegno dell’acquedotto borbonico
Il tracciato testimonia un’opera ingegneristica straordinaria, costruita in un’area impervia per oltre 23 chilometri, partendo da circa 1000 metri sul livello del mare.
Lungo il sentiero sono ancora visibili elementi originali come lo speco originale dei canali (ossia la parte sotterranea in cui scorreva l’acqua), i pozzetti d’ispezione e deviazione e gli archi-canale. Il percorso attraversa inoltre tre ruscelli, offrendo un’esperienza immersiva tra acqua e vegetazione.
Un museo all’aperto nei boschi di Quisisana
Per la prima volta nei boschi di Quisisana è stato realizzato un percorso strutturato con pannelli informativi che guidano i visitatori tra storia e ambiente.
Non è solo un itinerario naturalistico: è il racconto dell’ingegno umano che, nei secoli, ha saputo sfruttare le risorse del territorio. Lungo il cammino si trovano anche resti di fornaci per la produzione della calce, risalenti all’epoca angioina.
Tra biodiversità e archeologia
Il sentiero attraversa una ricca macchia mediterranea, con numerose specie arboree e arbustive. Accanto alla natura, emergono testimonianze storiche di diverse epoche, tra cui un intreccio tra acquedotti borbonici e strutture più antiche di epoca angioina.
Tra i punti di interesse spicca anche la Guglia Castellano, una formazione rocciosa con arco naturale, nota da oltre un secolo come banco di prova per alpinisti esperti.
Un progetto partecipato e didattico
Il progetto ha coinvolto attivamente scuole, associazioni e istituzioni. Gli alunni della scuola San Marco Bonito Cosenza hanno realizzato mattonelle dipinte a mano che illustrano la lavorazione della calce, le opere idrauliche e la flora locale.
Il sentiero diventa così anche un percorso educativo, un modello di “scuola all’aperto” in cui gli studenti raccontano ciò che hanno appreso, contribuendo alla valorizzazione del territorio.
Una scoperta durata anni
La valorizzazione della cascata del Rio Lavello nasce da un lavoro di esplorazione iniziato circa tre anni fa. Durante alcune escursioni, i membri dell’Archeoclub individuarono la cascata, caratterizzata da un salto d’acqua di oltre 20 metri che forma un piccolo laghetto alla base.
Da quella scoperta è nato un progetto di recupero e promozione di un’area rimasta a lungo poco conosciuta.
Un volano per il turismo sostenibile
Il Sentiero del Rio Lavello rappresenta un primo passo verso la valorizzazione dei boschi di Quisisana, per anni trascurati.
L’iniziativa si inserisce in un progetto più ampio che mira a integrare l’offerta turistica locale, collegandosi al Palazzo Reale di Quisisana e ai musei cittadini. In prospettiva, il recupero del Parco Botanico e delle Fontane del Re completerà un hub strategico dedicato a cultura, natura e sostenibilità.








