lunedì, Marzo 9, 2026

Paolo Rossi: un nuovo documentario per salvare i boschi

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MÀRTORA: PAOLO ROSSI, CON I SUOI CORTOMETRAGGI E LE SUE FOTOGRAFIE, HA SAPUTO RACCONTARE NON SOLO LA BELLEZZA MA ANCHE LA FRAGILITÀ DELL’AMBIENTE MONTANO. IN PARTICOLARE, IL REGISTA HA CONQUISTATO BEN DUE IMPORTANTI RICONOSCIMENTI NELLA CATEGORIA “AMBIENTE”: IL FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA MONTAGNA DEI PIRENEI E IL PREMIO MARCELLO MERONI. GRAZIE A QUESTI SUCCESSI, SI CONFERMA UNA DELLE VOCI PIÙ SENSIBILI E AUTOREVOLI NEL PANORAMA DELLA NARRAZIONE AMBIENTALE CONTEMPORANEA.

Ritorno del regista e fotografo con un nuovo progetto indipendente

L’anno 2026 ci regalerà un nuovo progetto cinematografico ad opera del fotografo e regista Paolo Rossi, premiato per l’amore verso l’ambiente. 

Riconoscendo il valore e l’alto contenuto documentaristico dei precedenti lavori cinematografici, Rossi ora torna con un nuovo progetto indipendente.

Un film sulla sfuggente màrtora, animale selvatico ritratto nel suo habitat naturale con silenziose video trappole.

Promuovendo una cultura di rispetto e di sostenibilità i suoi lavori hanno semplicemente “raccontato” la vita della fauna selvatica.

Sotto la lente da ripresa estremamente rispettosa, con delle video-trappole controllate periodicamente, si è realizzato un lavoro cinematografico unico, senza arrecare alcun disturbo alle creature dei boschi. Un approfondimento capace di avvicinare lo spettatore alle dinamiche di vita dell’animale, in un habitat sensazionale.

In compagnia del suo collega Nicola Rebora, Paolo ha deciso di realizzare un nuovo documentario che sarà dedicato alla màrtora.

Paolo Rossi: “Perché dal 2019 oggi, mentre eravamo impegnati nella ricerca del gatto selvatico, questo sfuggente mustelide (Martes martesdai sensi fini, non ha mai smesso di attirare la nostra attenzione. 

Siamo profondamente colpiti dal suo legame coi grandi alberi, viste le sue straordinarie capacità di arrampicarsi sino alle più alte chiome.

 Accanto alla sua predilezione nel trovare rifugio proprio all’interno dei vecchi alberi cavi.

La màrtora è tra i pochi mammiferi capaci di ritardare il parto (diapausa embrionale), per permettere ai suoi piccoli di nascere nella stagione climaticamente meno rigida e con più prede a disposizione. 

Grazie al sostegno dal basso è nostra intenzione realizzare ulteriori video nel corso dei prossimi otto mesi e terminare il film entro novembre 2026. 

Come documentaristi ci auguriamo che i film che realizziamo, contribuiscano nel loro piccolo a far riflettere le nuove generazioni. 

Essenziale l’importanza di ammirare, salvaguardare e proteggere i boschi maturi e le straordinarie creature che li popolano”.

Paolo, insieme con il suo collega Nicola Rebora, tra le altre cose, è noto al grande pubblico per aver letteralmente “scoperto” il gatto selvatico europeo nell’Appennino delle Quattro Province.

Si tratta di una zona e territorio, dove non si raccoglievano “prove” della presenza della specie da oltre un secolo. 

Il primo video casuale del felino è stato girato nel 2018 in Val Trebbia.

Questo li ha spinti ad un’accurata ricerca che li ha portati ad ottenere video del gatto selvatico anche in Piemonte (Val Borbera, 2020).

Le prime immagini in assoluto della specie in questa regione) e in Emilia (Val Boreca, 2023).

Per un totale di un centinaio di filmati e decine di foto ottenuti in cinque anni di lavoro e che hanno dato vita a numerosi articoli e servizi televisivi (esempio su La Repubblica – Green and blue, RaiUno – Il Provinciale).

Quindi, libri fotografici e documentari coi quali hanno partecipato ai più importanti Festival a tema ambiente in Italia (Sondrio Festival e Cineambiente per citarne solo due). 

Intervista aperta al regista fotografo Paolo Rossi

Domanda: La storia personale dell’avvicinamento alla fotografia e ripresa degli animali selvatici

Paolo Rossi: “Nata con il lupo, feci una tesi di diploma alla scuola agraria da ragazzino sul ritorno naturale del lupo nell’appenino ligure.

E poi invece di scegliere l’università diventai fotografo e feci più foto possibili ai lupi, documentando di fatto il suo ritorno nelle montagne, e soprattutto delle liguri ma anche delle alpi.

Il lavoro sul gatto selvatico in stretto contatto con il collega Nicola Rebora, a dedicarci non più all’incontro di persona in fotografia, ma all’uso di video trappole.

Ci siamo così trasformati in video-documentaristi, ed abbiamo allargato il discorso oltre al gatto selvatico anche ad altre specie di animali, come alla fantastica “màrtora”.

D: Il rispetto dell’habitat e dello spazio in cui vive l’animale durante le riprese, è fondamentale. Quali scelte ed approccio artistico in tal senso?

Paolo Rossi: “Assolutamente si, il rispetto dell’habitat e dell’animale stesso è fondamentale.

In senso diretto, perché più si è attenti ad essere rigorosi, a fare silenzio, andare nel bosco con i momenti giusti, spesso da soli cercando di seguire i dettagli di un comportamento più silenzioso possibile.

E’ possibile riuscire a filmare con le video trappole e noi da sempre ci facciamo vanto di non fare azioni di nessun tipo illegali.

Purtroppo però ci sono ancora persone che pur di arrivare a video o foto utilizzano delle esche e questo succede sia nel mondo della scienza che degli appassionati.

Ci vantiamo noi invece, di arrivare a video o foto conoscendo sia l’ambiente che l’animale selvatico.

Imparando dove un animale selvatico marchia il territorio in quale punto, ed è li che montiamo la video trappola.

A quel punto, riusciamo anche ad accogliere testimonianze di un loro comportamento naturale.

Come ad esempio un nostro video celebre dove la mamma gatto selvatico si prende cura dei suoi piccoli, su un letto di muschio tra le rocce”.

D: Riflessioni personali sulla visione che ha del rapporto ambiente, persona e natura.

L’importanza di coltivare e sostenere una cultura per l’ambiente paSSA anche attraverso l’arte.

Quanto può influire l’arte e l’informazione per il sostegno alla protezione e convivenza degli ecosistemi?”

Il pubblico si può definire di nicchia in questo ambito. Il tema ambiente anche nel cinema, inizia ad avere una sua risonanza?

Paolo Rossi: “Noi speriamo che le riflessioni sulla visione ed il rapporto dell’ambiente, che il nostro lavoro possa influire.

 A volte lo abbiamo già percepito sul campo. La possibilità di condizionare in positivo le persone che non sono appassionate di questo, possono invece iniziare a coltivare passioni ed attenzioni.

Dalle semplici passeggiate nel bosco, silenziose, senza gridare e senza cani che inseguono tutto.

In modo sensibile.

Fino a persone che hanno dei boschi e non li sfruttano con prelievo di legna intensivo ed iniziano a goderseli posizionando le stesse video trappole guardando gli animali selvatici che li frequentano.

Spesso, viviamo in un’epoca dove sembra che se qualcosa non porta denaro non serva.

Invece, la natura ci insegna proprio che ed i boschi a volte lasciati andare, non già gestite dall’uomo, ricchi di piante mature, diventano degli scrigni di biodiversità.

 Lo vediamo nel nostro lavoro da sei anni a questa parte.

 E speriamo che persone, in molti possano apprezzare di più il bosco, un crinale, la montagna proprio perché in quei posti ci sono gli animali selvatici.

Meravigliosi, che non riusciamo mai a vedere di persona.

Ma sappiamo che ci sono,  e rendono quel luogo ancora più bello da esplorare e da apprezzare.”

Come sostenere il progetto e maggiori dettagli:

martora-film

Biografia completapaolorossi

Sito ufficiale paolorossi

Il dietro le quinte del suo lavoro e i prossimi eventi: Paolo.Rossi_Wolves (Instagram)

Qui informazioni sul Premio Marcello Meroni

Numero verde ONA

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